Quattro famiglie Rom sfrattate con la forza. Alloggi popolari già riassegnati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Basta parlare soltanto di legalità. Oggi la pubblica amministrazione ha voluto dare un esempio di giustizia reale e sostanziale e pure veloce. Della serie: bastava pensarci.

Quattro famiglie, tutte di origine Rom e tutte con soggetti attenzionati dalle forze dell'ordine con precedenti penali legati allo spaccio di droga, sono state letteralmente prese di peso con la forza e costrette a lasciare le case popolari occupate abusivamente.
Poche spallate per buttare già le porte ed occupare illegalmente quelle case che invece dovevano andare agli aventi diritto, quelle persone realmente bisognose che da anni attendono in silenzio in una lista di attesa sempre troppo lunga.
Dalle sei di questa mattina componenti dei vigili urbani, dei carabinieri, polizia e guardia di finanza, nonché volontari della croce rossa hanno partecipato ad un blitz imporvviso e forse inaspettato che è durato alcune ore e che è andato a colpo sicuro, dopo i rilievi dei mesi scorsi per individuare le prime quattro case occupate abusivamente.
Si tratta di due alloggi in via Lago di Borgiano ai numeri 26 e 14 , uno in via Caduti per servizio ed un altro in via Tavo.
Una operazione difficile da coordinare ma che è filata liscia se non per un solo caso (quello di via Tavo) dove gli occupanti delle case hanno opposto resistenza e dato in escandescenza, procurando per una sorta di vendetta diversi danni alla abitazione.
A riprova che le forze dell'ordine hanno agito contro veri e propri irregolari sono stati trovati mobilio e suppellettili di pregio in tutte le abitazioni (per esempio in una famiglia sono stati rinvenuti due televisori al plasma).



Un risveglio traumatico per i quattro minori coinvolti indirettamente che insieme ai genitori dovranno trovare una nuova sistemazione.
Nelle retrovie anche squadre di operai pronti per il trasloco coatto e lampo che nel giro di alcune ore hanno imballato e trasportato gli effetti personali ed il mobilio in un deposito dell'Ater che custodirà gli oggetti a spese dei proprietari.
In tarda mattinata gli alloggi erano già completamente svuotati e contestualmente l'assessore Isabella Del Trecco aveva già individuato i primi quattro aventi diritti in testa alla lista di attesa i quali, un po' smarriti ma contenti, hanno firmato il contratto d'affitto e da subito possono prendere possesso dell'alloggio popolare .
Una bella storia pare di efficienza e di risposta ferma e senza deroghe delle forze dell'ordine, della giustizia e dell'amministrazione comunale.
«Una operazione inedita anche nelle modalità non era mai successo prima», ha commentato il primo cittadino Luigi Albore Mascia, «vogliamo far capire che il Comune tiene alla legalità e alla sicurezza è per noi una priorità perché in quei quartieri vi vivono tantissime famiglie per bene. Non è stato un blitz contro poveri cittadini ma per cittadini poveri davvero».
Presenti alla conferenza stampa anche il prefetto Orrei che ha coordinato le forze di polizia presenti e le ha lodate per la professionalità e la sinergia espressa.
Il questore, Stefano Cecere, ha tracciato un bilancio dell'attività espletata nell'ultimo mese a Rancitelli: 25 perquisizioni domiciliari, un arresto per droga (due chili di eroina), 26 auto sequestrate perche' circolavano senza assicurazione, 20 fogli di via, allacci abusivi all'energia elettrica scoperti e eliminati.
Per il comandante provinciale dei carabinieri, Marcello Galanzi, «lavorare insieme come oggi portera' altri risultati brillanti perche' tutta la citta' viva in maniera serena».
Maurizio Favia, comandante provinciale della Guardia di finanza, ha ricordato invece che «l'azione delle Fiamme gialle e' finalizzata anche a tenere sotto controllo il patrimonio di chi vive nell'illegalita' e sono stati diversi i sequestri di beni acquistati con soldi guadagnati illecitamente».
L'operazione di screening degli alloggi popolari avrebbe già fatto emergere almeno altre cento posizioni dubbie. Da oggi davvero a rischio.
Una domanda resta inevasa: visto che bastava pensarci perché una azione così veloce e chirurgica non è stata fatta prima?
In programma altre repliche.

a.b. 19/11/2009 13.05

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