Riserva Borsacchio: il sindaco di Roseto e la moglie hanno terreni all’interno

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Il dato politico incontrovertibile è che vi sia l’accordo bipartisan per ridurre i confini della riserva del Borsacchio.

Che cos'è una riserva? E' un luogo che deve essere tutelato per le sue caratteristiche naturali e dove la natura deve essere preservata e così l'ecosistema esistente.
Di sicuro speculazioni edilizie all'interno della riserva, o di quello che fino ad oggi fa ancora parte del suo perimetro, sarebbero in contrasto con il concetto stesso di riserva.
Eppure il Comune di Roseto non sarebbe del tutto contrario a colate di cemento più o meno invasive.
Sta di fatto che dopo alcune dichiarazioni del centrosinistra che chiedeva e auspicava la riduzione della riserva domani si discuterà in seconda commissione un progetto di legge proposto, però dal Pdl, per la riduzione dell'area in questione.
Alcuni terreni potrebbero dunque essere oggetto di progetti edilizi di vario genere come villette a due passi dal mare o strutture turistiche ricettive.



In questo dibattito, che si preannuncia infuocato, si inserisce il documento che presentiamo oggi, controfirmato dallo stesso sindaco di Roseto, Franco Di Bonaventura, che dichiara di avere alcune proprietà terriere nella zona corrispondenti a diverse particelle, proprio in area riserva.
Anche la moglie risulta proprietaria di terreni nella stessa zona.
Per questo il sindaco si è sempre astenuto dal partecipare alle votazioni ogni qual volta il consiglio comunale si è dovuto esprimere sul tema.
Questo però apre un palese conflitto di interesse tra l'amministrazione comunale e lo stesso sindaco che in teoria avrebbe interesse a ridurre la riserva per poter poi costruire sui suoi terreni.
«E' responsabilità dei Comuni di Roseto e Giulianova», sostengono i consiglieri Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Pci), «il mancato completamento dell'iter della Riserva Naturale che insiste su un lembo della costa abruzzese, miracolosamente scampato alla cementificazione degli ultimi decenni, il cui valore ambientale riveste interesse di livello comunitario».
Per i due consiglieri «è sorprendente che il Comune di Roseto degli Abruzzi, cui competeva l'elaborazione del Piano di Assetto Naturalistico (PAN), sia riuscito ad elaborare uno strumento che prevede una massiccia edificabilità all'interno di un'area di salvaguardia naturalistica.
La manifesta assurdità di tale ipotesi, ha spinto la politica locale a orientarsi verso la strategia della riduzione del perimetro».
Per Alberto Di Croce (Idv Teramo) la riduzione a meno di un terzo del perimetro attuale «fa sorgere dubbi e sospetti».
«Prima di andare incontro ad interessi di bottega e individuali», continua Di Croce, «ricordiamo tutti che il Borsacchio è uno dei pochi luoghi ancora incontaminati di tutta la fascia costiera adriatica».


18/11/2009 16.34