Lambiase, prima del suicidio una lettera: «portate i fiori sulla mia tomba»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Lambiase sapeva quello che stava per fare. Due sabati fa, quando fuggì dai domiciliari per arrivare in Abruzzo, aveva già in mente il suo piano d’azione.


Prima avrebbe ucciso la sua ex convivente, poi la stessa arma l'avrebbe rivolta contro se stesso.
E' più che mai chiaro adesso, dopo il ritrovamento di una lettera che l'uomo avrebbe scritto al figlio, un bimbo di tre anni, nato dalla relazione con la donna abruzzese colpita al viso con un colpo di pistola e oggi sfigurata.
Immaginando che dopo aver sparato alla donna si sarebbe tolto la vita Lambiase ha scritto al bimbo una breve lettera su un foglio di un block notes, rinvenuta durante le indagini all'interno di un album fotografico. Poche parole, drammatiche.
L'uomo ha chiesto di portargli dei fiori sulla tomba e ha pregato il bambino di continuare a portare il suo cognome e di non cambiarlo una volta cresciuto.
Nella lettera l'uomo si sarebbe giustificato anche del gesto compiuto spiegando la sua rabbia nei confronti della donna.
Tutti elementi emersi solo ora, dopo il ritrovamento del cadavere di Lambiase, avvenuto ieri mattina a Foggia, nei pressi di un casolare per una coincidenza fortuita.
L'uomo aveva altri due figli, a Foggia, nati da un precedente rapporto.
A uno di loro ha scritto un messaggio, ritrovato nei giorni scorsi dai carabinieri sul cellulare dell'uomo dopo la sua scomparsa.

UN RAPPORTO COMPLETAMENTE DETERIORATO


I rapporti tra Lambiase e la ex convivente erano ormai fortemente deteriorati: al termine della relazione che i due avevano avuto a Silvi (Teramo), lui l'ha perseguitata a lungo e proprio per questo e' stato arrestato con l'accusa di stalking, sempre a Silvi, e sottoposto agli arresti domiciliari a Foggia.
La famiglia della donna, subito dopo il ferimento, si erano domandati se gli arresti domiciliari fossero una detenzione proporzionata alla violenza dell'uomo.
In effetti i domiciliari non sono stati sufficienti per placare la furia dell'uomo.
Nei giorni scorsi, Lambiase è fuggito, con un'auto presa a noleggio ha raggiunto Montesilvano, ha sparato alla sua ex convivente e all'uomo che lei stava frequentando in questo periodo, e poi e' tornato in Puglia e si e' tolto la vita, usando la stessa pistola dell'aggressione.
Ad occuparsi delle indagini, nel pescarese, sono stati i carabinieri della compagnia, di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli.
Prima di aggredire i due, ferendoli gravemente, Lambiase ha cercato nel pescarese una parrucca con cui mascherarsi.
Ne avrebbe voluta una coi capelli lunghi ma costava troppo per cui avrebbe cambiato negozio e avrebbe acquistato un caschetto biondo.
La proprietaria del negozio, viste alcune immagini in televisione, avrebbe riconosciuto l'uomo e avrebbe raccontato di aver venduto il pomeriggio del tentato omicidio la parrucca all'uomo.


17/11/2009 11.26