Dopo Fadani, sfiorata nuova rissa in un bar di Giulianova

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ALBA ADRIATICA. Dopo l’omicidio di Emanuele Fadani, il commerciante di 37 anni ucciso nella notte di martedì scorso il Siulp denuncia la mancanza di sicurezza sull’intero territorio provinciale.


In pochi mesi, sulla costa teramana, si sono ripetute scene di tragedie familiari immani.
Poi la rabbia, la paura e l'odio sono riesplose in piazza, per le vie della città di Alba Adriatica.
La comunità rom per il momento è andata via perché ha paura di ritorsioni. Ha paura anche delle aggressioni della folla inferocita che per due notti di seguito ha rotto le finestre e promesso vendetta.
Nonostante questo tra la notte di sabato e domenica si è registrato un ennesimo caso di violenza e per poco non si è arrivati alle mani.
Un gruppo di rom ha preso di mira il bar Antigua gestito da un ex carabinieri. Sono entrati all'interno del locale e sono partiti offese e insulti.
Solo l'arrivo immediato delle forze dell'ordine ha permesso che la situazione non degenerasse.
L'episodio ha gettato nuovamente inquietudine tra la gente del posto.
«I rom noi non li vogliamo», hanno ripetuto ieri alcuni cittadini ai microfoni del programma “Domenica5” che ha affrontato la vicenda di Fadani.
In collegamento anche due rom che si sono detti preoccupati per il livello dello scontro. I due hanno raccontato di essere scappati da Giulianova per paura di aggressioni nonostante non c'entrino nulla con il delitto del commerciante.
Anche il Siulp, sindacato di Polizia, parla di situazione grave.
«Da tempo», sostiene il segretario provinciale Giovanni Di Giangiacomo «denunciamo le difficoltà che le forze di polizia sono costrette a fronteggiare. Basterebbe chiedersi quanti eravamo ad Alba e come eravamo equipaggiati; sono esaustive alcune foto comparse sui giornali e tv e le dichiarazioni che anche personale in congedo verrà a rinforzare le nostre fila».
Di Giangiacomo sottolinea che «sono diversi i casi in cui il personale della Polizia è rimasto ferito nel corso di interventi per liti o risse, episodi che dimostrano anch'essi com'è cambiato il sistema sicurezza negli ultimi anni e come, purtroppo, non siamo in grado di essere al passo con questi mutamenti».
Per il Siulp sono sicuramente aumentati i casi di liti su strada e risse, specie in ore notturne ed a fine settimana. «Abbiamo sentito promesse sia sull'istituzione di un commissariato sulla costa che per quanto riguarda la dotazione di mezzi e personale», ricorda il segretario.
«Siamo stanchi, tutti, di sentire i soliti spot pubblicitari sull'istituzione delle ronde e sull'invio dell'esercito in alcune città, come se fossero soluzioni risolutive, mentre, tra l'altro, si taglia imprudentemente sulle risorse per la sicurezza e si trascurano fatti inquietanti quali quelli che purtroppo sono capitati anche in questo territorio», chiude Di Giangiacomo.

16/11/2009 10.06