Villa Pini. Protesta dei dipendenti. Momenti di tensione con Angelini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Villa Pini. Protesta dei dipendenti. Momenti di tensione con Angelini
AVEZZANO. Alcuni dipendenti della clinica "Santa Maria" di Avezzano, del Gruppo Villa Pini, sabato sono saliti sul tetto della struttura per protestare contro il mancato pagamento - da oltre sette mesi - degli stipendi. (Foto:Antonio Oddi)


La tensione e la disperazione dei lavoratori ormai è alle stelle: si sentono lasciati soli, «in primis dalle istituzioni», dicono.
Così intorno alle 14 di sabato scorso quattro donne e un uomo sono saliti sul tetto della clinica, srotolando due striscioni con le scritte “vogliamo gli stipendi” e “ non ci abbandonate”.
I dipendenti hanno chiesto l'intervento del prefetto. Poi hanno gridato «Vogliamo Berlusconi», «i politici della zona se ne stanno fregando, ci hanno abbandonato tutti».
La polizia ha tentato di far scendere i cinque dicendo che avrebbero contattato Gabrielli ma i manifestanti non ne hanno voluto sapere di scendere: «Il prefetto deve venire qui», hanno urlato dal tetto, «perché questa è una emergenza. Stiamo alla fame».
A guardare da sotto altri dipendenti della clinica che hanno denunciato una situazione non più tollerabile.
«Dal 2007», ha raccontato una ostetrica, «non ci pagano. Il consiglio regionale ha paura, compreso il signor Chiodi. Io ho dovuto avanzare un decreto ingiuntivo, poi sono stata pagata come ha prescritto il giudice».



Un gruppo di dipendenti ha poi intonato la canzone “quel mazzolin di fiori”, con testo riadattato in “quel mazzolin di soldi”.
E hanno cantato con tutta la voce e la rabbia in gola: “quel mazzolin di soldi che vien dalla regione, e bada ben chi se li magna che se possano strozzar, e bada ben chi se li magna che se possano strozzar”.
Sul posto sono arrivati anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, e il coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone.
Il primo ha ricordato che già esiste una legge regionale che chiarisce «che il requisito principale dell' accreditamento è il rispetto del contratto di lavoro. In mancanza di questo requisito la Regione è tenuta a diffidare la clinica, fissare un termine per il pagamento. Se questo non viene rispettato si procede alla revoca dell'accreditamento».
«Ogni volta che in Regione si discuteva della questione», ha proseguito Acerbo, «Angelini mandava i suoi dipendenti a protestare, ma adesso questo giochetto non funziona più».
Ora, secondo il consigliere di Rifondazione, non serve affatto una nuova legge ma basterebbe far rispettare quella che esiste già.
Piccone ha spiegato invece che martedì verrà approvata la nuova norma sugli accreditamenti e «si sottolinea che per ottenere l'accreditamento non è possibile non pagare gli stipendi».
Secondo il senatore del centrodestra con questa nuova norma «si toglierebbe in maniera definitiva all'imprenditore l'opportunità di usare dipendenti come strumento».
Intanto questo pomeriggio alle 17 i dipendenti, che temono di dover aspettare ancora molti mesi prima di avere quanto spetta loro di diritto, incontreranno il prefetto.
L'incontro arriva quindi prima delle eventuali decisioni che la Giunta Regionale potrebbe deliberare nella giornata di martedi 17.


CGIL: «NESSUNO LO FERMA?»

«E' da oltre una settimana che nelle strutture del Gruppo viene violata la legge sul diritto di sciopero, legge emanata a tutela dei pazienti e del loro diritto alla salute, costituzionalmente garantito, ma le istituzioni che dovrebbero far rispettare tale diritto restano in silenzio di fronte a tali illegalità», denuncia invece la Cgil.
«Eppure se domani dovesse succedere qualcosa a un cittadino ricoverato, davvero non sarebbe colpa di nessuno? Davvero nessuna istituzione e' obbligata ad intervenire e la sua condotta omissiva non comporterebbe per essa una responsabilità anche penale?».
La Cgil sottolinea poi che «i lavoratori non percepiscono lo stipendio da sette mesi: e' possibile che le istituzioni consentano alla proprietà di continuare ad eseguire prestazioni sanitarie per conto della Regione Abruzzo? In uno stato di diritto tutto questo non sarebbe possibile e lo Stato (le istituzioni, ognuna per le proprie competenze) sarebbe già intervenuto a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori».
In Abruzzo invece, come sottolinea il sindacato, le istituzioni fanno il gioco dello «scaricabarile», la «Giunta Regionale», continua la Cgil, «rinvia al Consiglio Regionale, le ASL competenti fanno finta che il problema non le riguardi, le Prefetture dicono che la competenza sanitaria e' della Regione la quale però afferma che non ha a disposizione forti poteri».

16/11/2009 9.07

MOMENTI DI TENSIONE CON ANGELINI

Momenti di tensione oggi ad Avezzano, alla clinica Santa Maria, di proprieta' di Enzo Maria Angelini.
Mentre Angelini parlava davanti alla clinica con un megafono diretto ai lavorati ancora asserragliati sul tetto della struttura sanitaria, e' stato minacciato da una dipendente che l'uomo ha poi cercato di avvicinare.
A quel punto e' intervenuta la polizia che ha evitato il contatto tra i due bloccando Angelini. Attualmente la situazione e' sotto controllo.
Il proprietario della clinica e' stato accompagnato in una stanza della struttura sanitaria mentre i dipendenti continuano a rimanere sul tetto ed alti sono in presidio dinanzi l'ingresso.
16/11/2009 18.5





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