"Cittadino+": il portale fantasma da 4,5mln di euro che non funziona

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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"Cittadino+": il portale fantasma da 4,5mln di euro che non funziona
FRANCAVILLA. Dirigenti ed impiegati prima decidono da soli di nominarsi responsabili del progetto poi deliberano di assegnarsi un compenso. Poi se lo autoliquidano, incassando in totale centinaia di migliaia di euro.
Succede con uno dei tanti progetti finanziati per realizzare un “portale informatico”.
Delibere della Giunta Angelucci che sembrano forzare l'interpretazione delle circolari ministeriali di finanziamento.
Collaudi ministeriali prima negativi («qui non funziona niente, ci sono gravi ritardi») e poi positivi.

“CITTADINO+”, IL PORTALE INTERNET CHE DOVEVA ESSERE A DISPOSIZIONE DI TUTTI

Sono i misteri di “Cittadino+” che stanno riportando ancora una volta Francavilla al mare nel mirino della magistratura.
Una inchiesta è stata aperta diversi mesi fa e ha scandagliato tutti i passaggi amministrativi scovando qualche incongruenza.
Sfruttando il potere ammaliante della rete e parole roboanti lo scopo era quello di creare un portale internet multicanale, una sorta di ufficio digitale del Comune attraverso il quale poter richiedere certificati on line o effettuare pagamenti di bollette e tributi.
Magari snellire le file agli sportelli (quelli veri) velocizzare la macchina amministrativa, sprecare meno tempo e soldi.
Un ufficio su internet che poteva funzionare anche come call center per richiedere informazioni o servizi vari.
Insomma la magia della rete è stata utilizzata tutta nella descrizione del progetto che serviva per avere i finanziamenti.
Nel mirino degli inquirenti ci sono le modalità di gestione del progetto che doveva coinvolgere tutti gli oltre 100 Comuni della Provincia di Chieti e che poi strada facendo si è “dimagrito” coinvolgendo solo una trentina di amministrazioni civiche.

ALL'AMMINISTRAZIONE ANGELUCCI 4,5 MLN (1,5 A FONDO PERDUTO)

L'iniziativa ha usufruito di un contributo ministeriale di 1 milione e mezzo di euro a fondo perduto (pari al 33% del costo totale di circa 4,5 milioni) erogato al Comune di Francavilla come capofila.
Che fine hanno fatto questi soldi? E' quello che si cerca di capire e l'impressione che sembra emergere dalle indagini è che il progetto del portale fosse solo un pretesto per avere a disposizione un bancomat privato e per pochi.
Infatti, i soldi sono finiti ed il portale non è stato realizzato, non potendosi definire tale quello che si può visitare digitando il sito di Francavilla.
Un sito peraltro statico, molto modesto e senza notizie come invece quelli di altri Comuni.
Può quel sito costare 4,5mln di euro, cioè 9 miliardi di vecchie lire?
Inoltre non ci sono servizi e al massimo ci si trova la composizione dell'attuale amministrazione, con qualche sporadica notizia dell'attività in corso.
Da quello che offre il sito internet e da come è strutturato, alcuni tecnici esperti -interpellati da PrimaDaNoi.it- hanno dato una valutazione sommaria che oscilla tra i 10 e i 20mila euro.

DUE DENUNCE

La vicenda, di per sé complessa, si è arricchita di due denunce: quella di un'impiegata del settore contro l'assessore Massimiliano Di Pillo accusato di mobbing («in realtà io le ho chiesto solo una relazione su quello che era stato realizzato», si difende Di Pillo) e la controdenuncia dello stesso Di Pillo. Poi c'è stato il blocco del progetto da parte del sindaco in carica che si è rifiutato di riscuotere dal Ministero per l'innovazione tecnologica un altro milione di contributo.
Nicolino Di Quinzio, insospettito dai movimenti azzardati di denaro, ha affidato ai suoi funzionari il compito di fare chiarezza sull'intera vicenda.

DI QUINZIO BLOCCA IL PROGETTO MA VIENE ATTACCATO

Il che gli è costato, come sempre in consiglio comunale, le critiche feroci dell'opposizione che lo ha accusato di vedere i fantasmi in tutte le attività della passata gestione Angelucci.
Una critica debole perché tutti i problemi sollevati sono stati “attenzionati” dai carabinieri, dalla guardia di Finanza, dalla polizia e dalla guardia costiera. Basti ricordare le iniziative della Polizia giudiziaria che vanno dai sequestri agli avvisi di garanzia per i vecchi amministratori o le denunce: vedi il residence sulla spiaggia, il porto turistico, le licenze di noleggio con conducente, la mostra del fiore, le anticipazioni della Banca Ifis, i controlli sugli oneri di urbanizzazione, le consulenze a gogò in cambio di nulla, gli stipendi diversi agli impiegati con uguali mansioni, le aziende partecipate, come la Cosmeg poi sciolta ...

DENUNCE E CONTRODENUNCE HANNO FATTO SCATTARE L'INDAGINE

Comunque le indagini sul portale fantasma sono partite stavolta a seguito delle denunce tra l'impiegata e l'assessore Di Pillo, il quale si ritrova in questa vicenda per aver vissuto l'inizio del progetto e la sua fine ingloriosa.
La prima volta, quando era assessore nella precedente amministrazione come titolare della delega da parte di Angelucci.
Delega che poi gli è stata tolta quasi subito dal sindaco che se l'è tenuta per un pò per poi affidarla ad un suo fedelissimo.
La seconda volta Di Pillo ci si è trovato come assessore un pò troppo curioso del nuovo sindaco in quanto voleva conoscere come erano stati gestiti soldi e progetti di implementazione del portale.
Ma le indagini si sono subito ampliate, dopo la lettura dei verbali di collaudo da parte del Ministero che prima scrive con chiarezza che ci sono forti ritardi nella realizzazione del progetto e poi nel secondo verbale invece dà l'ok, come se il portale fosse stato completato.
Cosa che non è, ma che appare, tanto che c'è un'ipotesi investigativa secondo la quale il collaudo potrebbe essere avvenuto simulando il funzionamento su un computer portatile, senza che mai il progetto sia stato riversato su un server, cioè su una memoria centrale alla quale i Comuni si potevano collegare.
Ed ora, visto che il progetto era in due fasi (la prima di realizzazione, la seconda di riuso del software e dell'hardware da parte dei Comuni) si stanno incontrando difficoltà insormontabili per ottenere il milione destinato al riuso: riuso di che, se il portale non esiste proprio?

DIRIGENTI ED IMPIEGATI CHE SI AUTONOMINANO E SI AUTOPAGANO

L'altro filone è quello delle autonomine e degli autocompensi: erano regolari i provvedimenti che hanno portato ad erogare a pochi fortunati somme ingenti e forse non dovute?
Il problema sembra essere questo: per i dirigenti il contratto di lavoro prevede un compenso onnicomprensivo e quindi i soldi in più non sarebbero regolari.
Per gli impiegati le norme prevedono eventualmente premi di incentivazione, non somme che raddoppiano o quasi lo stipendio mensile. Perplessità anche per gli altri consulenti a vario titolo.
E c'è molto altro….

P.S. Non abbiamo messo alcun link al sito perchè sembra inspiegabilmente sparito nel nulla.

Sebastiano Calella 14/11/2009 9.50

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/21417-Francavilla-capitale-di-inchieste-ora-si-indaga-anche-su-Cittadino-pi%F9]IL NOSTRO ARTICOLO DI LUGLIO 2009[/url]

CITTADINO+


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