Venzo:«Passavo per pazzo quando denunciavo irregolarità sulla mostra del fiore»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Venzo:«Passavo per pazzo quando denunciavo irregolarità sulla mostra del fiore»
L'INCHIESTA SULLA MOSTRA DEL FIORE. FRANCAVILLA. «Vent'anni di denunce inascoltate. E finalmente la notizia che la magistratura ha messo gli occhi sulla gestione della Mostra del fiore di Francavilla. Mi dispiace che sia finita così: se mi avessero ascoltato prima non si sarebbe giunti a questo».
Goffredo Venzo mi riceve nella sua casa, tra una montagna di documenti, di lettere di denuncia, di ritagli di giornali, di encomi e di proteste.
«Provincia, Aptr, Regione, Camera di Commercio: tutti sordi. Io scrivevo ogni anno che la Mostra non era più una manifestazione per i floricoltori, spiegavo che l'Arfa non era più una associazione di produttori, sollecitavo il controllo dei bilanci e delle spese, ricordavo che i finanziamenti pubblici erogati dovevano essere usati correttamente, imploravo di controllare i rendiconti, domandavo se c'erano verbali di riunione dell'Arfa o i libri contabili. Nessuna risposta – commenta Venzo - magari qualche risatina nei miei confronti quando incontravo per Francavilla i responsabili di questo scempio. Sicuramente sarò passato per un vecchio pazzo, fissato su un argomento. Non è così per fortuna, qualcuno ha finalmente letto le carte ed ha visto che qualcosa non funziona».
Denunce inascoltate, un ritornello che si ripete spesso tra Francavilla e dintorni ma da qualche settimana sembra ci sia stata una inversione di tendenza…
«Avrò ragione io, avranno ragione gli altri?», continua Venzo, «non mi importa: io chiedevo solo un controllo sulla regolarità della gestione dei soldi pubblici».
Ma già in passato aveva minacciato il ricorso alle vie legali?
«Non una, ma decine di volte l'ho minacciato. Ogni lettera che scrivevo la concludevo così: se non cambiate metodo adirò le vie legali. Era una minaccia, ma non l'ho mai fatto. Al sindaco Angelucci ho anche scritto che non poteva prendere in giro me che sono un nipote di uno che ha partecipato alla spedizione dei Mille, ma se n'è infischiato – conclude Venzo – vede io sono stato un dirigente della Coldiretti ed ho speso una vita a difesa dei produttori agricoli. Vedere che negli ultimi vent'anni almeno questa categoria è stata presa a pretesto per una manifestazione che succhiava denaro pubblico che prendeva altre strade e non andava al mondo agricolo, mi ha fatto male. Voglio ringraziare Carabinieri, Finanza e Magistratura: mi sono tolto un peso».
Secondo Venzo, che conserva relazioni e fatture collezionate negli anni di solitaria opposizione, il meccanismo era questo: si gonfiava il successo della Mostra per accreditarsi come organizzazione che aveva diritto ai contributi pubblici che venivano erogati da Comune, Camera di Commercio e Regione.
Poi si presentavano rendiconti che passavano sempre e vidimati come se fossero stati controllati (e magari c'era qualche commercialista che certificava la regolarità della documentazione) ed i soldi venivano spesi con certificazioni e fatture che ora sono sotto il controllo della Guardia di Finanza.
E i fiori di Francavilla? Inesistenti.
E l'Arfa, l'associazione florovivaistica che gestiva la Mostra, cos'era?
«Nessuno dei soci è un produttore», spiega Venzo.
La domanda sorge spontanea: era tutto un pretesto per ottenere contributi?
Ora si spera in una giustizia veloce che risponda in modo chiaro a tutti gli interrogativi.

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23500]QUATTRO INDAGATI PER LA MOSTRA DEL FIORE[/url]

Sebastiano Calella 13/11/2009 10.11