Riserva del Borsacchio tra riperimetrazione, sequestri e petrolio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Riserva del Borsacchio tra riperimetrazione, sequestri e petrolio
ROSETO DEGLI ABRUZZI. La Riserva del Borsacchio riserva sempre sorprese: ieri il corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro un immobile di due piani completamente rifinito.

Si tratta di una costruzione situata all'interno di un villaggio turistico nel comune di Roseto realizzato in totale difformità rispetto alle autorizzazioni comunali ed in violazione delle norme in materia urbanistico-edilizie e delle aree protette.
Il Comune di Roseto aveva già emesso nelle scorse settimane un'ordinanza di demolizione che evidentemente non è stata rispettata.
Intanto cresce la tensione per la proposta del consigliere regionale del Pdl, nonché vicepresidente della II Commissione, Berardo Rabuffo, presentato nei giorni scorsi sulla riperimetrazione della Riserva Naturale Borsacchio. La proposta è ben vista anche dal Pd ma è stata definita «al confine con l'indecenza» da Marco Borgatti Portavoce Unitario Sinistra Roseto, perché porterà la riserva da 1.187 ettari a soli 314 ettari, «stralciando zone rilevanti e consentendo ai consiglieri del Pd di Roseto, in conflitto di interesse, di tornare a votare sul Pan».
Che ci sia un inciucio bipartisan della politica nostrana, si è chiesta nei giorni scorsi la sinistra.
Ma Rabuffo assicura che non ci sono inciuci: «mi rendo conto», ha detto, «di aver scoperchiato un coacervo di interessi economici e politici».
«Io credo», ha spiegato il consigliere regionale, «che non sia un valore in sé una riserva naturale che comprende quartieri di Giulianova, la foce del Tordino (che è già tutelata da leggi nazionali), la sottile spiaggia di Cologna, cancellata ormai dalle mareggiate, campeggi edificati, come pure la foce del Borsacchio e la zona agricola tra Cologna Paese e Montepagano. Non si può dire, cioè, che è meglio un parco di 1187 ettari che comprende case, quartieri , aziende agricole e aree già tutelate, che non un vero parco di 314 ettari, la vera e unica zona da tutelare».
La vera area da proteggere e su cui finalizzare gli investimenti, ha spiegato sempre Rabuffo, «è quella compresa nei confini tracciati nella mia iniziativa legislativa, cioè la zona di San Martino e la retrostante collina, poiché ha un elevato valore paesaggistico e naturalistico. Sto studiando anche un articolo da inserire nella legge per sottrarre a qualsiasi speculazione edilizia la Riserva così come è stata riconfinata».

IL CAPITOLO PETROLIO

Ma c'è anche un altro “pericolo” da tenere lontano dalla Riserva.
La Società MedoilGas Italia (che fa parte del gruppo Mediterrean Oil & Gas) nel 2006 ha ottenuto, infatti, un'autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico per effettuare trivellazioni, a scopo di ricerca di idrocarburi, all'interno del Comune di Roseto, sia in terra che in mare, tra cui rientra anche la zona della Riserva, in prossimità di Villa Mazzarosa.
Responsabile del procedimento è stato, fino al mese di giugno 2009, il dirigente ministeriale Raffaele Pasquali il quale, in un'intervista rilasciata il 12 giugno 2008 all'Eage Daily News, ha affermato che per il nostro Paese c'è un crescente interesse da parte delle compagnie petrolifere straniere e che il Ministero prevede, nei prossimi 10 anni, un incremento della produzione di circa il 30%, passando così da 125.000 a 160.000 barili al giorno.
Dal mese di luglio 2009, nuovo responsabile del procedimento è l'ingegner Fausto Ingravalle (lo stesso dirigente che aveva firmato il 18 ottobre 2007 la lettera con la quale si comunicava il parere favorevole al conferimento del permesso al progetto “Villa Mazzarosa”).
«La sospensione dei procedimenti in corso scade il 31 dicembre 2009», spiega Franco Sbrolla, «ne discende che, in tempi brevi, gli effetti negativi delle trivellazioni e delle coltivazioni di idrocarburi in terra e in mare potrebbero distruggere la nostra pesca, il nostro turismo, la nostra agricoltura d.o.c. ed il nostro benessere».
«Non vorremmo», dice Borgatti, «che anche tale motivazione abbia spinto i vertici regionali del Pd e Pdl a portare all'attenzione generale una riperimetrazione della Riserva senza alcuna consultazione nè con gruppi ambientalisti, nè con i partiti interessati, nè con la cittadinanza».

13/11/2009 9.14


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