«Tre cazzotti devastanti per uccidere Emanuele»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ALBA ADRIATICA. Tre colpi in rapida successione, forse a mani nude o forse con un tirapugni. Emanuele Fadani martedì notte è morto così.

Tre cazzotti devastanti: il primo al naso, il secondo allo zigomo destro e quello fatale alla fronte.
Tre cazzotti che hanno scatenato una copiosa emorragia cerebrale che lo ha ucciso praticamente in pochi attimi.
E' questo il primo, sommario responso dell'autopsia effettuata ieri all'ospedale di Giulianova sul corpo del commerciante di Alba Adriatica, un responso che può aiutare le indagini sul delitto dell'uomo in una rissa da tre giovani zingari.



Ma in tutta la vicenda peserà in maniera pesante anche la testimonianza di Graziano Guercioni, il collaboratore e amico di Emanuele, che si trovava con la vittima al momento della tragedia.
Lui ha raccontato in una intervista al Tg3 di essere stato seguito: «ci hanno colpito alle spalle».
Poi quando si è voltato ha visto il commerciante steso a terra, in una pozza di sangue.
Inutile il tentativo di rianimare l'amico con massaggio cardiaco o respirazione bocca a bocca. Poi è arrivata l'ambulanza, poi l'inutile tentativo di portare il ferito in ospedale: Emanuele morirà nel viaggio.
Oggi a mezzogiorno in tribunale il gip incontrerà i due rom che all'alba di mercoledì si sono presentati in caserma, non per confessare il delitto ma per tirarsi fuori dalla vicenda.
Loro sostengono di non aver nemmeno sfiorato la vittima e hanno addossato ogni responsabilità su Elvis Levakovich, il terzo uomo, ancora latitante nonostante nei giorni scorsi abbia annunciato, attraverso i suoi legali, l'intenzione di consegnarsi spontaneamente agli inquirenti.
I due hanno trascorso in isolamento anche la seconda notte in carcere mentre Alba Adriatica si sente sempre più una cittadina ferita.
Nel quartiere dei nomadi restano i segni della spedizione punitiva di mercoledì notte, i danneggiamenti e le lamentele degli zingari adesso spaventati.



C'é stato chi ha inscenato un presidio sotto il municipio per chiedere protezione ma al tempo stesso anche il risarcimento dei danni subiti, altri che invece hanno manifestato solidarietà alla famiglia della vittima ma anche rivendicato il diritto di essere italiani anche loro.
Ancora storditi dalla tragedia improvvisa Anita e Fabrizio Fadani, madre e fratello della vittima.
Lei ha provato a non cadere nella tentazione della condanna, ma comprensibilmente non ce l'ha fatta.
Chiede al latitante di «avere gli attributi» per costituirsi, di aver quel coraggio che gli è mancato aggredendo e uccidendo da vigliacco suo figlio alle spalle.

ANCORA SASSI CONTRO LE CASE DEI ROM


Un altro corteo solidale di cittadini ha riempito ieri sera piazza del Popolo, con il mesto pellegrinaggio sul vicino luogo del delitto.
E' divampata ancora una volta la protesta contro i rom a dimostrazione che la tensione nella cittadina rivierasca è ancora alta e non tende a scemare nonostante gli inviti da più parti.
Sono stati lanciati ancora sassi contro le finestre dei rom, sempre in via Battisti, vicino al Municipio, e solo grazie all'intervento delle forze dell'ordine la situazione non è degenerata.
Sabato pomeriggio sarà la giornata del lutto cittadino e il giorno dell'ultimo saluto ad Emanuele che riposerà al cimitero di Alba vicino al padre.



SPINELLI: «I ROM NON SONO SOLO VIOLENZA»

«Purtroppo dei Rom ci si ricorda solo in caso di cronaca», ha commentato Alexian Santino Spinelli, Ambasciatore dell'arte e della Cultura Romaní nel mondo.
«Esistono centinaia di Rom e Sinti che vivono onestamente, molti sono calciatori famosi e qualcuno gioca anche in nazionale. Molti sportivi tengono in alto l'onore italiano nelle gare e nei match internazionali».
La normalità e l'onestà del mondo rom «non interessa a nessuno», sostiene ancora Spinelli.
«Solo la cronaca si evidenzia per cui i Rom inevitabilmente hanno una cattiva fama. Nell'immaginario collettivo poi passa per vero Rom solo colui che vive nei campi nomadi, ovvero luogo di negazione dei diritti umani, e nel degrado».
«Nessuno ricorda il genocidio di 500 mila Rom e Sinti massacrati dai nazifascisti e l'ondata xenofoba in atto non promette niente di buono», continua. «Gli errori dei singoli vanno condannati e puniti severamente ma non si può connotare un episodio di cronaca etnicamente condannando un'intera popolazione. Occorre evitare generalizzazioni, le facile strumentalizzazioni.e ogni forma di sciacallaggio. Trasmissioni televisive sul mondo e la cultura rom andrebbero programmate lontane dai fatti di cronaca per favorire la conoscenza e l'integrazione».

FORZA NUOVA: «FORME DI PROTESTA CLAMOROSE»

E non aiuta di certo a distendere il clima già acceso l'annuncio lanciato da alcuni esponenti di Forza Nuova che hanno fatto sapere che «daranno man forte ai cittadini albensi anche nei prossimi giorni».
E' previso, per oggi pomeriggio verso le 16, un incontro del segretario provinciale di Teramo, Marco Forconi, con alcuni cittadini nei pressi della zona del delitto.
«Non si escludono - annuncia Forza Nuova - forme di protesta clamorose. La mobilitazione continuerà anche nella giornata di domani, dove una delegazione del movimento sara' presente anche ai funerali».

13/11/2009 8.39



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