Omicidio Fadani, adesso i rom chiedono il risarcimento danni al Comune

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ALBA ADRIATICA. Non c’è traccia di Elvis Levakovich, lo zingaro di 21 anni ricercato e accusato di aver partecipato al delitto di Emanuele Fadani insieme ad altri due rom già rinchiusi nel carcere di Castrogno.

I tre sono accusati di concorso in omicidio volontario e se nelle scorse ore il legale dei tre aveva annunciato che il latitante si sarebbe consegnato spontaneamente agli inquirenti per il momento non ci sono novità.
«I due già arrestati – ha spiegato questa mattina il tenente colonnello Antonio Salemme -, hanno giocato una mossa di intelligenza: immediatamente dopo il delitto hanno chiesto qui in caserma l'intervento dei militari perché c'era stata una rissa per evitare il fermo di polizia per l'inesistenza del pericolo di fuga. Ma non hanno evitato l'arresto: troppo evidente il loro coinvolgimento in questa situazione».
Testimone-chiave - Adriano G., l'amico e collaboratore della vittima a sua volta parte offesa perché ferito pure lui nella scazzottata.
L'uomo ha accusato i tre di aver picchiato l'amico: ha raccontato di aver ricevuto un colpo alle spalle e nel momento in cui si è girato ha visto l'amico riverso a terra in fin di vita.
Ieri sera anche la mamma di Emanuele, Anita Fadani, ha chiesto al rom che manca ancora all'appello di consegnarsi alle forze dell'ordine. La donna ha chiesto anche che la comunità rom venga allontanata dalla cittadina «per il bene di tutti».

RICHIESTA DANNI AL COMUNE

E se ieri sera è stata guerriglia nel quartiere dove da decenni si sono stabiliti i nomadi stanziali quando un gruppo di manifestanti alla fiaccolata hanno preso a sassate auto e finestre, oggi a manifestare sono stati proprio i rom.
Una ventina di loro ha sostato e protestato davanti al Municipio di Alba Adriatica chiedendo di incontrare il sindaco e hanno chiesto l'intervento economico del Comune a risarcimento dei danni subiti dopo la sommossa.
Le persone aggredite sostengono di non essere coinvolti nell'accaduto e hanno chiesto aiuto anche alle forze dell'ordine che, a loro parere, hanno il dovere di proteggere la comunità rom da eventuali aggressioni. «Siamo italiani anche noi», hanno gridato inferociti contro le telecamere che li riprendevano. «Non è giusto che per la colpa di uno paghiamo tutti. Noi non c'entriamo niente».

LA VIOLENZA NON SIA RISPOSTA A VIOLENZA

Ha cercato di placare gli animi anche il colonnello Salemme: «I due omicidi fotocopia commessi da giovanissimi rom, se da un lato devono costringere la comunità nomade a una forte riflessione - ha detto il comandante -, dall'altro deve indurre chi ieri sera ha reagito sotto un impulso comprensibile, ma non giustificabile, a chiedersi quale messaggio può passare verso i minori che vivono in quelle abitazioni attaccate nella protesta. La violenza non può essere la risposta alla violenza: la risposta la dà lo Stato e vi assicuro che l'attività di prevenzione è di grande efficacia in questo territorio».

Per l'assessore alle Politiche sociali della Provincia di Teramo, Renato Rasicci «siamo di fronte ad un episodio imperdonabile e inammissibile, il secondo del genere nell'arco di pochi mesi, e' il momento per le istituzioni di riflettere e intervenire. Per evitare di innescare una spirale di violenza e di odio e' indispensabile che la stessa comunità Rom stigmatizzi quanto accaduto e condanni con fermezza le azioni compiute dai suoi componenti».
Rasicci questa mattina si e' sentito anche con il prefetto vicario, Salvatore Marino e ha convocato per domani, in Provincia, alle ore 11, un incontro con il presidente regionale dell'Opera Nomadi RomSinti, Nazareno Guarnieri, con l'intenzione di chiedere un impegno in questo senso .
«Bisogna convocare immediatamente il comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico», ha chiesto invece l'onorevole dell'Idv Augusto Di Stanislao al prefetto.
«Occorrono controlli e repressione subito. Altro che ronde, al Ministro chiedo più soldi e mezzi alle forze dell'ordine, altrimenti anch'essi saranno impotenti come i cittadini».
Nel frattempo il deputato ha chiesto un incontro al Ministro dell'Interno invitandolo in provincia di Teramo e immediatamente in Val Vibrata affinchè prenda coscienza della gravità della situazione dal momento che alcuni indicatori nazionali la danno come una delle aree ad alto rischio criminalità.
La lega Nord Abruzzo, invece, ha chiesto di cacciare gli zingari invitando il sindaco Franchino Giovannelli a rassegnare le proprie dimissioni.

PD: «SICUREZZA NO AL FAR WEST»

«Occorre una mobilitazione straordinaria delle forze dell'ordine e delle istituzioni per garantire la sicurezza e la legalità ad Alba Adriatica e nel comprensorio», ha commentato Silvio Paolucci, segretario regionale del Partito Democratico.
«Quanto avvenuto e' estremamente grave ma ora il rischio e' che la situazione sfugga di mano e sfoci nel far west. L'Abruzzo non ha bisogno di questo».
Il Pd chiede che per ripristinare la sicurezza e la legalità in quella zona, «vengano aumentate le dotazioni delle forze dell'ordine».
Al tempo stesso, sottolinea il segretario del Pd, «e' necessario che la politica abruzzese apra una riflessione sull'efficacia delle politiche dell'integrazione finora attuate, e approfondisca la questione rom che non interessa solo Alba Adriatica e che ha una sua specificità, poichè riguarda anche comunità già da tempo integrate. Bisogna tenere insieme accoglienza e sicurezza».

COMUNI COSTA CHIEDONO COMMISSARIATO

Intanto i Comuni della costa (Alba Adriatica, Giulianova, Tortoreto e Martinsicuro) chiedono l'istituzione del commissariato di polizia e il potenziamento dell'organico per la compagnia carabinieri di Alba Adriatica.
L'assessore alla sicurezza di Alba Adriatica, Cesare Di Felice, si e' fatto promotore dell'iniziativa incassando l'ok delle città rivierasche.
Al questore di Teramo Amalia Di Ruocco i sindaci chiederanno immediatamente l'apertura di un tavolo di lavoro per rafforzare la sicurezza sulla costa ed il controllo del territorio.

SQUADRA CALCIO CON LUTTO AL BRACCIO

Ed è stato ufficializzato che l'Alba Adriatica Calcio, squadra che milita nel campionato regionale di Eccellenza, giocherà con il lutto al braccio sabato prossimo nell'anticipo in programma a Mosciano Sant'Angelo.
«I dirigenti, i giocatori e tutti i tesserati dell'Alba Adriatica Calcio - si legge in una nota della società - esprimono profondo cordoglio ai familiari del concittadino Emanuele Fadani, vittima di inaccettabile ed inaudita violenza».
La società calcistica ha chiesto alla federazione di poter effettuare un minuto di raccoglimento in memoria di Fadani prima dell'inizio della gara.


12/11/2009 15.39

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