Crisi con mistero alla Marrollo. «Al suo posto sorgerà un inceneritore»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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MAFALDA (CB). La Marrollo Prefabbricati chiude i battenti lasciando senza lavoro 120 operai (tra dipendenti e indotto), di cui la metà abruzzesi. Al suo posto in progetto un impianto a “biomasse” della ditta Dafin di Chieti.



Mistero su un esposto presentato (forse) dai sindacati e perplessità per la chiusura di una azienda che ha goduto di fondi europei.
Scoppia così una ennesima vertenza lavoro per la regione, già martoriata da chiusure lampo e dipendenti senza lavoro.
La Marrollo, di proprietà di Calogero Marrollo, presidente di Confindustria Abruzzo, è un grande gruppo di costruzioni con la sede amministrativa e commerciale a Vasto e 10 stabilimenti sparsi nelle province di Chieti e Campobasso.
A chiudere saranno gli uffici tecnici e produttivi della Divisione Prefabbricati che si trova a Mafalda, su una superficie di 20.000 mq dove ora pare siano rimasti solo «4-5 operai per la pulizia».
I primi ad essere messi in cassa integrazione sono stati gli impiegati e i progettisti, a gennaio scorso.
Tutti gli altri, un'ottantina di dipendenti, sono stati messi, in diverse tranche, in cassa integrazione a zero ore.
Secondo quanto appreso, sarebbe stata avviata anche la procedura per la mobilità.
Molti gli scioperi tra aprile e giugno che gli operai hanno condotto dopo aver saputo della vendita del sito della fabbrica.
Il rappresentante degli operai, Piero D'Ermilio, residente a Vasto, ricostruisce così la storia: «hanno venduto il sito a giugno ma a noi non hanno detto nulla, non ci rispondevano. Ci faranno un impianto a biomasse. Abbiamo saputo dalla Regione (Molise, ndr) che il progetto è stato presentato due anni fa. A loro l'azienda risultava dismessa invece noi eravamo in piena attività. Avevamo tante commesse e le avremmo ancora se ci facessero lavorare».

«DITTA BENEFICIA DI SOLDI PUBBLICI, CHIUDE?GRAVITA' INAUDITA»

Il sindacato, che aveva annunciato in conferenza stampa un esposto, ora ha la bocca cucita perché «in trattative».
Parla di trattative, senza chiarirne i dettagli, il sindacalista Pasquale Sisti (Cgil) che non chiarisce se l'esposto sia stato presentato o meno.
Si sbottona, invece, Stefano Moretti, della Lega di Vasto: «la Marrollo è un'azienda che ha preso finanziamenti europei, è un'imprenditorialità che ha vissuto anche di soldi pubblici. E' una cosa molto grave che chiuda. Mi batterò molto su questo e sto organizzando un incontro con il sindaco di Vasto, perché questa storia avrà sicuramente delle ricadute sulla nostra città: si determinerà un conflitto sociale molto grande. Già molte famiglie stanno ritirando i propri figli dall'Università perché vivono di quello stipendio. E' una cosa inaudita: è una grave limitazione della libertà individuale».
L'esposto, per ora tenuto segreto, verterebbe proprio sul fatto che l'azienda avrebbe preso dei finanziamenti pubblici.
Intanto pare che la Dafin abbia messo gli occhi proprio sul sito a Mafalda.
E' scritto a chiare lettere sulla home page del portale dell'azienda abruzzese: «Dafin, assieme al territorio di Mafalda, sta avviando un'importante iniziativa nel campo delle energie rinnovabili».

«NON VOGLIAMO L'INCENERITORE»

«E' un inceneritore» tuona Antonio Fasciano dell'Associazione “La città dei Bambini” di Termoli «possono chiamarlo anche a biomasse, ma lì poi, secondo la normativa vigente, potranno bruciare qualsiasi materiale».
«Abbiamo presentato un ricorso contro il progetto dell'impianto perché lì ci sono dei vincoli dei quali bisogna tener conto. Siamo contro gli inceneritori perché ci sono altri mille modi per riciclare senza inquinare e per far vivere i nostri bambini in un mondo pulito».
«Le dirò di più: nel Piano Energetico Regionale- continua Fasciano- si dice che in Molise non c'è molto da bruciare. Quindi arriva da fuori. Cosa bruceranno?». «Cercheremo con tutte le forze, insieme a Stefano Moretti, di bloccare questo progetto».
Il mistero rimane sull'esposto che il sindacato avrebbe dovuto presentare.
«Gli operai hanno diritto di sapere» replica Fasciano.

Manuela Rosa 11/11/2009 12.42