Assistenza scolastica a domicilio per studenti diversamente abili malati

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Non perderanno neanche un’ora di lezione anche quando saranno costretti a casa per un’influenza o un raffreddore.


Sono i 135 studenti diversamente abili di Pescara per i quali la nuova amministrazione comunale ha istituito il servizio di educazione scolastica domiciliare.
«In questi giorni», ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini, «stiamo raccogliendo le adesioni delle famiglie, entusiaste dell'iniziativa, che dalla prossima settimana diventerà operativa».
In sostanza, dopo i primi sette giorni di assenza per malattia dai banchi di scuola, assenza certificata dai medici di base, gli educatori di supporto proseguiranno direttamente a casa il percorso scolastico con i ragazzi loro affidati.
«Attualmente – ha spiegato l'assessore Cerolini – l'amministrazione comunale fornisce un supporto formativo-didattico a circa 135 studenti diversamente abili, 31 iscritti nelle scuole medie, 104 tra scuole materne ed elementari, ai quali si aggiungono altri 100 studenti degli istituti superiori».
Nell'arco di una settimana, gli operatori dell'Associazione temporanea d'impresa formata dalle cooperative Agorà e Quadrifoglio, che si sono aggiudicate il servizio, forniscono nelle aule scolastiche circa mille ore di assistenza specialistica diversa e in aggiunta a quella fornita dall'insegnante di sostegno.
L'educatore, in questo caso, segue da vicino il ragazzo che gli è stato affidato, effettua una costante azione di stimolo e di indirizzo nei suoi confronti, avviando un percorso formativo che lo deve accompagnare sino alla conclusione del ciclo scolastico.
Spesso però tale servizio, nel corso dell'anno didattico, subisce delle interruzioni per le frequenti assenze dai banchi per malattia del bambino diversamente abile, interruzioni che non lo aiutano a dare continuità a quell'attività di supporto e stimolo che pure l'amministrazione comunale garantisce.
A questo punto con la stessa Ati, su proposta dell'ufficio Politiche sociali, l'assessore ha deciso di trasferire a domicilio il servizio.
«La risposta delle famiglie è stata entusiasta e immediata da parte dei genitori», assicura Cerolini, «che già stanno rispedendo le pratiche per essere inserite nel progetto che dalla prossima settimana sarà operativo».

10/11/2009 10.35