Ora c’è la "macroarea" tra Montesilvano e Pineto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PINETO. 250 mila ettari di superficie, una popolazione di quasi 150 mila abitanti.
E' la macroarea Pineto-Montesilvano che abbraccia anche i comuni di Silvi, Atri e Città Sant'Angelo e per la quale è stato varato il Piano Strategico che verrà presentato venerdì pomeriggio (ore 16) nella sala polifunzionale del Comune di Pineto.
Ieri mattina la conferenza stampa, a Villa Filiani, per illustrare le future strategie comuni dei 5 enti.
Presenti i Sindaci Luciano Monticelli di Pineto, Gabriele Astolfi di Atri, Gaetano Vallescura di Silvi, il vice sindaco di Città Sant'Angelo Fernando Fabbiani e il vice sindaco di Montesilvano Ernesto De Vincentis, oltre al professor Roberto Mascarucci, docente di architettura all'Università di Pescara e coordinatore del pool di tecnici che ha provveduto ad elaborare il Piano Strategico Pineto-Montesilvano.
Mobilità, turismo, ambiente, attività produttive sono i temi attorno ai quali il professor Mascarucci e i suoi collaboratori (al progetto hanno lavorato anche gli architetti Maria Colleluori, Aldo Cilli, Lorenzo Martella e l'ingegner Angelo Faieta) hanno elaborato il Piano Strategico in questione, uno dei dieci che interessano l'intero territorio abruzzese.
«Sono 37 gli interventi strategici previsti», ha spiegato il professor Mascarucci, «sviluppati su sei assi ben definite. Nel corso del forum di venerdì prossimo illustreremo una serie di schede ed elementi progettuali che in qualche modo forniranno le indicazioni relative allo sviluppo omogeneo della macroarea. Il lavoro è stato portato avanti nell'arco di quasi un anno. A conclusione del dibattito programmato a Pineto bisognerà procedere immediatamente con la seconda fase che è quella dello sviluppo dei progetti esecutivi che dovranno essere presentati agli organi competenti regionali entro la fine dell'anno o al massimo entro gli inizi del 2010 per accedere successivamente ai finanziamenti attraverso i fondi FAS. Il Piano Strategico, va sottolineato, non è quindi un piano urbanistico. Ma prevede l'interazione di alcune aree, in questo caso le aree di 5 comuni, per una crescita soprattutto ecocompatibile.
La valorizzazione degli arenili e delle assi fluviali (al centro dell'attenzione i fiumi Vomano, Piomba e Saline), la salvaguardia dei territori, lo sviluppo di un turismo che si integra a perfezione verticalmente con l'entroterra (la presenza del comune di Atri ne è un esempio per quanto riguarda il lato storico-culturale) sono i principali punti fermi. Anche per quanto riguarda una crescita occupazionale nel segmento turistico che rappresenta il futuro, stando alla domanda che arriva dal nord Europa.
«In Abruzzo sono dieci i Piani Strategici», conclude il professor Mascarucci, «ognuno dei quali si integra a perfezione nel tessuto regionale. Ogni piano ha una propria valenza, pur tuttavia interagendo con tutti gli altri regionali».
Dai fondi FAS si ha una previsione di finanziamento di circa 20 milioni di euro, chiaramente insufficienti per realizzare l'intero piano. Ma è anche vero che il piano stesso potrà successivamente attingere a fondi dell'Unione Europea.
Intanto, una cosa è certa: il Piano Strategico della macroarea Pineto-Montesilvano rappresenta un importante ostacolo nei confronti di chi vuole arbitrariamente trasformare l'Abruzzo in una Regione nera con il processo di petrolizzazione che le grandi compagnie petrolifere vorrebbero attuare a breve termine.

10/11/2009 8.27