Inchiesta Sanità. Sequestrate 6 case, auto e aziende di Vincenzo Angelini

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Inchiesta Sanità. Sequestrate 6 case, auto e aziende di Vincenzo Angelini
PESCARA. Dopo i sequestri dei giorni scorsi di un immobile e di 4 quadri dell'onorevole Sabatino Aracu questa mattina la ''vittima'' della Finanza è stato Vincenzo Maria Angelini.
Il grande accusatore di Sanitopoli, che con le sue dichiarazioni ha fatto scoppiare una delle inchieste più dirompenti che la regione ricordi e ha portato all'arresto il 14 luglio del 2008 dell'ex governatore Ottaviano Del Turco, oggi subisce per la prima volta una misura cautelare reale.
Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara questa mattina ha eseguito infatti dei sequestri preventivi, finalizzati alla confisca per equivalente, di beni mobili e immobili di proprietà dell'imprenditore della sanità privata e della società a lui riconducibile.
I beni a cui sono stati apposti i sigilli si trovano tra Chieti, Francavilla al Mare e Pescara.
A disporre i sequestri e' stato il gip del Tribunale di Pescara Maria Michela Di Fine su richiesta del pool di magistrati che indaga sulle presunte tangenti nel mondo della Sanità.
Le somme illegittimamente percepite da Angelini sarebbero pari a circa 33 milioni di euro.
Angelini -pur essendosi accusato di corruzione- fino a questo momento non era stato colpito da alcuna misura cautelare nonostante i pm avessero chiesto per lui gli arresti domiciliari. Il gip Di Fine bocciò la richiesta.
Più volte la Procura ha lasciato intendere che colpire il Gruppo Villa Pini sarebbe significato danneggiare centinaia di dipendenti che lavorano nella struttura privata.
L'inchiesta è stata definitivamente chiusa nei giorni scorsi e cala il sipario sulla prima fase del procedimento giudiziario: 33 gli indagati complessivi.
A chiamare in causa Del Turco fu proprio il titolare della clinica Villa Pini di Chieti, che rivelò ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di circa 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali in cambio di favori.

LA VILLA DI CHIETI E LE AUTO

Il sequestro che sta proseguendo da questa mattina colpisce beni riferiti alla persona fisica di Angelini, quindi la villa dove risiede a Chieti e alcune automobili.
Sigilli anche ad alcuni immobili, sempre a Chieti, dove si svolge l'attività sanitaria del gruppo. Tutto sarà posto sotto custodia giudiziale, ma le attività di assistenza sanitaria potranno continuare regolarmente.
Solo con una condanna definitiva i beni saranno confiscati (Angelini ne perderà così la proprietà), venduti e il ricavato utilizzato per risarcire le parti civili e quindi ricoprire il buco milionario creatosi con le truffe che Angelini avrebbe commesso ai danni della Regione Abruzzo.

09/11/2009 10.47

6 CASE, AUTO E TITOLI

Il sequestro per equivalente disposto dal gip ammonta a 33 milioni di euro ma da quanto si apprende il valore dei beni raggiunti dalla Finanza ammonterebbe al momento a circa 15 milioni di euro.
Il provvedimento della sezione Tributaria delle Fiamme Gialle ha colpito: la casa di cura e la clinica adiacente in via dei Frentani a Chieti, titoli e obbligazioni riconducibili al gruppo Villa Pini, alcune auto intestate sempre al gruppo Villa Pini.
Sei le case sequestrate di proprietà dell'imprenditore Angelini: 2 si trovano a Chieti, 3 a Francavilla al Mare e 1 a Pescara, quella in via Mazzini dove secondo la Procura Angelini e Conga si incontravano per la consegna delle tangenti.
Il reato ipotizzato è quello di truffa.
Secondo l'accusa tramite false fatture, gonfiate a dismisura, l'imprenditore avrebbe ottenuto dalla Regione nel corso degli anni dei crediti che in realtà non gli spettavano.

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/14198-Sanit%E0-Rifondazione-Comunista-quelle-denunce-alle-quattro-procure]VILLA PINI: LE DENUNCE DI RIFONDAZIONE E I NUMERI GONFIATI[/url]

09/11/2009 12.50


NESSUNA CONSEGUENZA DAL SEQUESTRO PER I DIPENDENTI

Sequestro preventivo al fine della confisca significa essenzialmente divieto di vendita della struttura, cioè degli immobili sequestri.
Con il provvedimento giudiziario di oggi, infatti, non ci saranno “segni tangibili” come sigilli o impedimenti alla attività sanitaria.
Tutto continuerà ad essere svolto tranquillamente.
Il sequestro, infatti, per Villa Pini è circoscritto alle strutture immobiliari e non alla attività sanitaria.
Solo all'eventuale condanna, il sequestro si trasformerà in confisca (perdita definitiva della proprietà) per poi rifondere e risarcire le parti civili.
Se la Regione si costituirà in giudizio potrà richiedere indietro quelle somme (33milioni di euro) versati ingiustamente perché indotti in errore a causa della truffa. Per ora tuttavia i beni oggetto di provvedimento non garantiscono l'intera somma.

FALSE FATTURAZIONI E FALSE AUTOCERTIFICAZIONI

Ma che cosa viene contestato ad Angelini?
Oltre ad aver manipolato le cartelle cliniche ed i dati dei ricoveri in convenzione la procura contesta anche le false autocertificazioni relative ai crediti da inserire nelle cartolarizzazioni ma anche fatture gonfiate che hanno tratto in inganno il servizio finanziario regionale.
Oltre alla truffa Angelini deve rispondere anche di illeciti legati all'atto transattivo con la Asl di Chieti del 2005 (episodi contestati tra gli altri anche a Conga e Boschetti). Nell'accordo transattivo tra Asl e Villa Pini sarebbero stati inseriti oltre 9 mln di euro tra i crediti della cartolarizzazione (non performing), crediti già ceduti con atto simulato.

NUMERI SBALLATI, CREDITI ESAGERATI

I dati statistici delle cliniche che facevano parte del gruppo Angelini (Sanatrix, Villa Maria, Villa Pini) nel periodo dal 2002 al 2005 registrarono incrementi complessivi del numero dei ricoveri in misura pari alla 79,64%, mentre le altre cliniche nello stesso periodo registravano un aumento dei ricoveri in misura non superiore al 2,2%.
Anche la spesa dei ricoveri appariva sproporzionata per la clinica Villa Pini: il costo medio annuo dei posti letto per acuti, per il 2004, era pari a € 400,303 per un singolo posto letto, a fronte del costo di 125.145 euro per le altre cliniche. Nel corso del 2005 la cifra lievitò ulteriormente.
L'altro dato statistico apparentemente inspiegabile era quello relativo al numero complessivo delle dimissioni dai reparti di terapia intensiva: in questo caso fu fondamentale l'esposto presentato da Rifondazione comunista, firmato da Marco Gelmini, e soprattutto le tabelle allegate e pubblicate da PrimaDaNoi.it (già a marzo del 2008 e prima degli altri media), elaborate dal gruppo di studio appositamente messo in piedi dal partito per vederci chiaro sulla sanità.
I dati forniti dalla Regione, infatti, vennero elaborati e studiati, organizzati in modo da rendere palese tutte le incongruenze.
Così emerse già allora che a fronte di 12 posti letto accreditati di terapia intensiva, la casa di cura aveva prodotto nel 2005 ben 1484 dimissioni (con altrettante Sdo) , dato ancora più eclatante se confrontato al numero complessivo di dimissioni dei reparti di terapia intensiva di tutti gli altri ospedali pubblici e privati della regione.
Ancora più eclatanti i dati contenuti nel medesimo documento inerenti il numero di dimissioni per il 2005 con riguardo ai posti letto accreditati di chirurgia (11.419 dimissioni per i 15 posti letto).
Utile per le indagini anche l'apporto fornito dall'acerrimo nemico e concorrente di Angelini, Luigi Pierangeli, che nei dati forniti ai pubblici ministeri evidenziava un incremento del numero dei ricoveri dal 2002 al 2006 pari alla 98,97% per il gruppo Villa Pini a fronte dell'incremento di altre case di cura nello stesso periodo pari allo 0,74%.

09/11/2009 13.59



TUTTO SULL'INCHIESTA DELLA PROCURA DI PESCARA


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