Eurobasket. Febbo:«Il buco milionario c'è ma la Procura continua tacere»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Eurobasket. Febbo:«Il buco milionario c'è ma la Procura continua tacere»
CHIETI. A grande richiesta torna la telenovela Eurobasket 2007: c'è ancora un buco di 8,3mln, una volta pagati gli stipendi e le prestazioni di chi aveva lavorato nell'organizzazione grazie al contributo regionale di 5 milioni, a suo tempo erogato.
«Non ho fatto in tempo a bloccarlo», spiega l'assessore regionale Mauro Febbo nella conferenza stampa convocata alla Provincia per fare il punto sulla gestione di quella manifestazione.
«E a fine settimana ve ne anticipo un'altra sui Giochi del Mediterraneo».
Non si ferma, dunque, la guerra che l'assessore Febbo conduce da circa due anni contro gli sprechi che a suo dire sono stati fatti nell'organizzazione dei campionati di Basket femminile.
«La mia sorpresa – sottolinea l'assessore – è che nessuno, nonostante le mie denunce tutte documentate, si sia mosso. E' ferma la Procura, è ferma la Guardia di Finanza. Intanto io ho scritto anche alla Corte dei conti».
Il fatto nuovo che è stato presentato da Febbo è un documento di cessione di credito da parte del Comitato Eurobasket alla Banca Serfina, con tanto di atto notarile . Secondo Febbo, questa cessione sarebbe stata improponibile e potrebbe essere al limite della truffa, perché veniva ceduta non una delibera di spesa, ma una lettera di intenti con la quale il presidente Tommaso Coletti si impegnava a versare ulteriori 500 mila euro in caso di necessità.
Così la banca ha preso per buono il documento di intenti ed ha erogato i 500 mila euro che ora rivorrebbe.
La notifica da parte della banca è avvenuta il 9 maggio 2008 e di questo nessuno ne aveva avuto notizia, tanto che ora andrà ad ingrossare i debiti fuori bilancio della Provincia.
«Ha sbagliato il presidente Coletti a non intervenire, sta sbagliando l'attuale presidente Enrico Di Giuseppantonio a non aver dichiarato il dissesto per far piena luce sullo strano modo di governare di Coletti», ha fatto capire Febbo.
Note polemiche, ma non più del solito, anche verso i vertici del Comitato, da Umberto Aimola a Mario Di Marco, e contro tutti quelli che pur avendo ottenuto questi risultati amministrativi negativi, sono stati poi promossi anche ai Giochi del Mediterraneo ed occupano ancora posti di vertice nello sport universitario.
Febbo perciò ha denunciato una specie di “congiura del silenzio” delle istituzioni che controllano queste vicende o che dovrebbero indagare (soprattutto la Procura della Repubblica di Chieti), perché le sue denunce sono rimaste lettera morta.
E non finisce qui.

s.c. 07/11/2009 15.35