Il Comune sbaglia ma a pagare sono i cittadini: benvenuti a Farindola

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FARINDOLA. Più di 70 multe da oltre 1.000 euro l’una per taglio di piante d’alto fusto in assenza di apposita autorizzazione. DE VICO:«PRONTI AL DIALOGO MA C’E’ CHI REMA CONTRO»


FARINDOLA. Più di 70 multe da oltre 1.000 euro l'una per taglio di piante d'alto fusto in assenza di apposita autorizzazione.

DE VICO:«PRONTI AL DIALOGO MA C'E' CHI REMA CONTRO»


E' di questi giorni la notizia che più di 70 cittadini di Farindola, abituati al taglio del legnatico come uso civico, sono stati multati dal Corpo Forestale dello Stato per tagli non autorizzati in violazione alle norme.
Ma i cittadini che si sono visti recapitare il verbale, si sono subito dichiarati non colpevoli in quanto è lo stesso Comune che li aveva autorizzati precedentemente e dopo che avevano già versato nelle casse comunali 100 euro di tassa.
Chi ha oggi responsabilità?
Il sindaco Antonello De Vico ha ammesso che «per eccesso di zelo coraggioso abbiamo autorizzato il taglio senza il parere dell'Ente Parco, per accontentare tutti i cittadini».
«Abbiamo anticipato l'autorizzazione al taglio in una zona protetta immaginando che l'Ente Parco non avrebbe fatto problemi ad esprimere un parere positivo».
Ma già in un incontro l'Ente aveva fatto capire che il sì non era poi così automatico.
Fatto sta che un giorno arriva in Comune un fax autorizzativo del Parco che riguardava un taglio di alberi.
«Con molta superficialità», ammette oggi il primo cittadino, si era pensato che si stava parlando della questione in sospeso.
In realtà l'Ente si riferiva ad altro. Insomma una svista non di poco conto.
Adesso il sindaco si impegna a pagare l'intera somma dei verbali (circa 75 mila euro) ma con i soldi del Comune, cioè di tutti i cittadini, avendo riconosciuto che i cittadini che hanno operato il taglio (materialmente responsabili e per questo multati) sono stati però tratti in inganno dall'amministrazione pubblica che aveva dato il via libera.
Insomma il discorso è chiaro: io sindaco a capo dell'amministrazione sbaglio a causa di questo errore arrivano multe per 75mila euro ai cittadini. Siccome il sindaco è una persona sensibile si accolla il debito che pagherà con i soldi del Comune.

L'ESPOSTO DI CODICI

Scettica sulla soluzione adottata da De Vico l'associazione dei consumatori Codici.
«Alla luce dei fatti – dichiara il segretario provinciale - si evince che l'amministrazione comunale ha effettivamente autorizzato al taglio in una zona protetta sprovvista di autorizzazione. Il comportamento del sindaco – continua Pettinari – secondo noi configura un palese abuso d'ufficio perché pur sapendo che per il taglio necessitava l'autorizzazione dell'Ente Parco, abusando dei poteri del suo ufficio, autorizza lui stesso come capo dell'amministrazione il taglio illegale. Inoltre – continua Pettinari .- qualora il Comune si trovi a dover pagare l'intera somma, si configurerebbe ancor più grave il danno all'erario punibile dalla Corte dei Conti perché amministratori pubblici abusando dei loro poteri hanno causato un ingiustificato esborso dalle casse comunali danneggiando cosi l'intera collettività farindolese».
Per Pettinari 75 mila euro per un comune di appena 1500 anime come Farindola «equivale a circa 12 milioni di euro per un Comune come Pescara. Bisognerà quindi far ricorso ad approvazioni di debiti fuori bilanci e poi dovrà necessariamente ritoccare tutte le imposte a danno della collettività mettendo indubbiamente sul lastrico per diversi anni le casse dell'amministrazione».
Codici, sollecitata da diversi cittadini del Comune di Farindola nei prossimi giorni esporrà i fatti alla Procura Regionale della Corte dei Conti chiedendo, qualora il Comune dovesse pagare l'intera somma, «di riconoscere la responsabilità contabile personale degli amministratori».
L'associazione Codici metterà a disposizione i propri legali per quei cittadini che intenderanno fare ricorso.

Alessandra Lotti 07/11/2009 12.30

DE VICO:«PRONTI AL DIALOGO MA C'E' CHI REMA CONTRO»

«L'Amministrazione Comunale di Farindola», ammette il sindaco De Vico, «ha in questo caso commesso una leggerezza con il solo scopo di assicurare a 70 dei 330 cittadini richiedenti l'approvvigionamento di legnatico spostando i lotti loro assegnati dalla porzione di bosco regolarmente autorizzata dal Parco, ma assai impervia, ad un'altra porzione prossima più accessibile, ma da autorizzare. Questa autorizzazione integrativa del Parco non si è però mai concretizzata e, pertanto, quei 70 Cittadini all'epoca (settembre 2007) regolarmente autorizzati dall'allora Sindaco, Massimiliano Giancaterino, sono oggi destinatari di una multa di cui non hanno colpa e su cui l'Amministrazione Comunale (destinataria anch'essa in quanto coobbligata dalla sanzione) non può non riconoscere le proprie responsabilità come appunto stiamo facendo con la trasparenza di pubbliche riunioni ed atti assunti».
«Il nostro obbiettivo», ha aggiunto il sindaco, «è difendere l'immagine del nostro Comune, del Parco ed il diritto all'uso civico dei Cittadini: abbiamo proposto all'Ente Parco una sanatoria in cui risarcire l'avvenuto taglio improprio in via transattiva-compensativa attraverso la rinuncia al taglio di uso civico di porzioni equivalenti di bosco. Chi rema contro questa sana strategia fornendo “sottobanco” notizie parziali ad attori esterni si conferma un frustrato perdente. A Codici comunico che sono a disposizione per ogni approfondimento utile ad una corretta dialettica».

12/11/2009 16.10