Emissioni inquinanti oltre la soglia. Una denuncia a Casoli

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CASOLI. La Forestale di Casoli ha denunciato alla Procura di Lanciano D. G. N., 63enne di Pescara, in qualità di direttore tecnico di stabilimento.

Da quanto è emerso sarebbe stato registrato un superamento dei limiti tabellari allo scarico ed emissione di sostanze moleste in atmosfera da un'azienda di trattamento di reflui industriali, avvenuti in località “Piazzano” di Atessa.
Le indagini sono cominciate nel mese di settembre, a seguito di una segnalazione telefonica di un dipendente di una ditta della zona (Piano Insediamenti Produttivi di Atessa).
Erano stati segnalati, infatti, probabili scarichi abusivi individuabili dall'esalazione, dai tombini fognari, di forti odori di sostanze chimiche che si avvertivano all'interno della sua fabbrica, in quanto risalenti anche lungo le tubature dei bagni.
I Forestali intervenuti, dopo aver alzato il coperchio di alcuni tombini, hanno constatato che, effettivamente, dalla rete fognaria fluiva uno scarico con forte odore molesto di sostanze chimiche presenti, tra l'altro, nello stabilimento in cui era a lavoro l'operaio.
Solo ripercorrendo a ritroso la fogna consortile sono riusciti a stabilire la provenienza dello scarico da una ditta dedita al trattamento di reflui industriali.
Ottenuta la presenza dei responsabili dell'impianto, gli agenti hanno proceduto immediatamente al prelievo di un campione del refluo dal primo pozzetto esterno dell'azienda, chiuso a chiave in un box metallico ed aperto dagli stessi dipendenti, alla presenza anche del personale del Consorzio per l'Area di Sviluppo Industriale – A.S.I. “Sangro” di Casoli.
All'interno del box era posizionato anche un campionatore automatico installato dal Consorzio Industriale a garanzia della regolarità delle immissioni che, però, è risultato non funzionante dal precedente mese di luglio.
Il rapporto di prova ricevuto dall'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente – A.R.T.A. di Chieti con i risultati delle analisi del campione di acque di scarico prelevate ha riportato, “rispetto ai limiti tabellari imposti dal Consorzio ASI Sangro per l'immissione nella rete fognaria consortile”, il superamento “per i seguenti parametri:Boro, Cadmio (elemento bioaccumulabile, n.d.r.), Zinco, Azoto nitrico, Solventi organici aromatici, Solventi organici clorurati”.
Il superamento di questi parametri costituisce violazione sia del Decreto Ambientale del 2006 che del Codice Penale, in quanto proprio l'odore molesto avvertito era riconducibile alle sostanze smaltite in eccesso all'interno della rete fognaria, in particolare a quelle fortemente volatili quali i “solventi organici aromatici” ed i “solventi organici clorurati”.
Anche le testimonianze di operai di altre ditte circa l'offensività delle emissioni moleste concordano sul grande fastidio avvertito a causa dei miasmi provenienti dalla rete fognaria, con mal di testa e bruciore agli occhi.
Già nel 2008 erano state accertate immissioni moleste in atmosfera provenienti dal camino della stessa azienda, come testimoniato anche in quel caso da diversi operai che svolgevano il turno di notte in uno stabilimento vicino.
Alla Procura della Repubblica di Lanciano sono stati inviati, assieme alla denuncia, un apposito fascicolo fotografico, una relazione di servizio, il verbale di campionamento delle acque di scarico, il rapporto di prova dell'A.R.T.A. di Chieti, diversi documenti e verbali di sommarie informazioni rese dai presenti.
06/11/2009 11.11