Premio Borsellino. Nodari:«atteggiamento fascista contro la manifestazione»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Arriva oggi alla giornata di chiusura il Premio Borsellino, contraddistinto quest’anno da aspre polemiche. LA POLEMICA CONTINUA. I MANIFESTANTI:«NODARI SI VERGOGNI»

Dopo le durissime parole di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nel 1992, e l'aggressione all'organizzatore del premio (il responsabile non è stato ancora identificato), oggi saranno consegnati i premi.
Ieri Leo Nodari è tornato a ribadire l'impegno assunto con l'istituzione di questo premio: «siamo ancora fortemente convinti di essere dalla parte giusta, non quella delle vittime ma di coloro che interpretano la democrazia come una cosa seria».
Nodari ha poi spiegato che due anni fa, quando protagonisti dell'evento furono Michele Santoro, Marco Travaglio, Sandro Ruotolo, Lirio Abbate, «non è venuto nessuno a contestare».
«Quest'anno», ha aggiunto, «è venuto un parlamentare di centrodestra, più o meno simpatico, a esprimere proprie idee e ci sono state delle contestazioni che mi sembrano strumentali. Questo fatto mi amareggia molto», ha detto, «perché ho sempre pensato che la cultura di sinistra fosse una cultura del rispetto, della democrazia, della civiltà, della convivialità. Tutto questo è stato negato, non da uno schiaffo, ma da un atteggiamento volgare e fascista. Mi dispiace e ho paura degli ayatollah, di coloro che sventolando bandiere nere o rosse e che possono credere di avere verità assolute. La verità è una cosa serie».

I PREMIATI

Tanti i premiati di questa edizione del premio.
Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila riceverà il riconoscimento speciale per l'impegno sociale e civile.
Maria Rita Parsi, presidente del Movimento Bambino il premio “Manuela Trifuoggi” per l'impegno sociale e civile. Il giornalista Maurizio De Luca riceverà il premio “Enzo Biagi”, il regista Carlo Tedeschi quello per la Pace e la solidarietà.
Altri premiati il giornalista del Tg5 Salvo Sottile, il magistrato Fernando Imposimato (premio alla carriera), Don Luigi Merola (associazione “A voce de Creature”), Maurizio De Lucia (Sostituto Procuratore dna Roma), Antonino Di Matteo (sostituto Procuratore dna Palermo), Piergiorgio Morosini (G.i.p. Palermo).
Al presidente della Camera Gianfranco Fini andrà il premio “Nino Sospiri” per l'impegno politico.
Tra i premiati anche il giovane calabrese Aldo Pecora, fondatore e leader di 'Ammazzateci Tutti', che con i suoi 23 anni diventa il più giovane tra i premiati della storia del Premio.
«Il Premio - è scritto nelle motivazioni ufficiali - intende testimoniare ammirazione, gratitudine ed affetto a quelle personalità italiane che hanno offerto una testimonianza d'impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa nella propria azione sociale e politica contro la violenza e l'ingiustizia, ed in modo particolare per l'impegno profuso in difesa e per la promozione dei valori della libertà, della democrazia e della legalità».
Nelle passate edizioni il Premio Borsellino è stato assegnato, tra gli altri al Presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, a Giorgio Napolitano (allora Ministro degli Interni), don Luigi Ciotti, Piero Grasso e Giancarlo Caselli.

06/11/2009 9.20



LA POLEMICA CONTINUA. I MANIFESTANTI:«NODARI SI VERGOGNI»

«Noi ci saremmo aspettati che Nodari prendesse le distanze dalle gravi e calunniose affermazioni di Gasparri, che in una nota di lunedì pomeriggio avrebbe dato la colpa dell'aggressione ai manifestanti. Noi ci saremmo aspettati rispetto verso chi ha manifestato pacificamente il proprio dissenso. Noi non abbiamo accusato Nodari di alcunché, mai. E ci dispiace che invece lui non abbia fatto altrettanto».
In una lunga nota Gianluca Vacca di PescaraInComune risponde alle cose dette ieri da Nodari.
«Sono affermazioni gravissime e Leo Nodari si dovrebbe vergognare di averle fatte. Ci dispiace che si sia convertito all'ideologia del pensiero unico», aggiunge Vacca, «quella che pervade tutto il mondo politico di oggi, quella che non prevede il dissenso e la contestazione pacifica. Fortunatamente siamo ancora in un paese parzialmente libero, dove è ancora possibile manifestare il proprio dissenso (anche se con gravi e ingiustificate limitazioni grazie ad alcuni comportamenti delle forze dell'ordine, come accaduto lunedì scorso). Nodari farebbe bene a rileggersi l'art. 21 della Costituzione: lui che si vanta di essere un ex contestatore forse ultimamente ha alcuni vuoti di memoria».
Secondo una parte dei manifestanti Nodari dovrebbe vergognarsi anche per aver dato un colore 'politico' alla manifestazione, per aver parlato di mancanza di rispetto e di democrazia, per aver parlato di atteggiamento volgare e fascista: «l'unico che ha dimostrato un tale atteggiamento forse è proprio lui, che è rimasto sordo alle critiche che provenivano da quel mondo che da anni manifesta proprio nel nome di Paolo Borsellino e del valore che rappresenta». «Nodari si dovrebbe chiedere come mai Salvatore Borsellino si sia sentito in dovere di scrivere quella lettera, perché personaggi come Genchi, Orlando abbiano rinunciato a partecipare agli incontri. Atteggiamento fascista è quello che non tollera il dissenso. E' l'atteggiamento di Nodari che somiglia a quello di un ayatollah che, dall'alto della sua presunzione di verità, guarda con disprezzo chi esprime la propria critica».

AGGRESSIONE ANCORA NON CHIARITA

Non ci sono invece altri dettagli sulla aggressione né il nome di chi l'avrebbe messa in atto. I manifestanti chiedono a Nodari di forire ulteriori dettagli sulla aggressione, una descrizione precisa di chi l'ha aggredito e come si sia svolta precisamente e quando.
«Conosce l'aggressore?», scrive ancora Vacca, «se non lo conosce, lo ha riconosciuto guardando i video della manifestazione? Se l'aggressore non è riconoscibile tra i manifestanti, Nodari può affermare in maniera chiara e inequivocabile che l'aggressore non era tra i manifestanti?
Crediamo che sia nell'esclusivo interesse della verità rispondere a queste domande, in modo da poter mettere la parole fine a questa vicenda in modo definitivo. Trovare l'aggressore sarebbe un atto di giustizia e legalità».
Un pool nazionale di avvocati si starebbe costituendo a livello nazionale a difesa dei diritti del popolo delle agende rosse: il pool starebbe già lavorando sulle presunte accuse di Gasparri ai manifestanti per valutare le azioni legali da intraprendere.


06/11/2009 11.25


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