Precari della Provincia di Teramo: «vogliamo chiarezza»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Presentata all’Ente una formale richiesta di chiarimenti sul percorso di stabilizzazione. A dicembre rischiano di andare a casa 40 lavoratori

Il Coordinamento Precari della Provincia di Teramo vuole chiarimenti in merito alla volontà dell'Ente di procedere a nuove selezioni per contratti a tempo determinato, anziché prorogare i contratti a termine già in essere e stipulati in virtù di selezioni pubbliche espletate nel dicembre 2007.
Sono 40 i dipendenti a tempo determinato su cui, a seguito della mini-proroga di sei mesi deliberata nella prima seduta di Giunta dell'era Catarra, incombe la spada di Damocle della scadenza di dicembre.
Quaranta dipendenti che in alcuni casi da più di dieci anni prestano servizio presso la Provincia, ricoprendo ruoli fondamentali e strategici.
Che hanno già superato svariate selezioni pubbliche per contratti di collaborazione coordinata e continuativa , fino al passaggio, nel dicembre 2007, sempre a seguito di selezione pubblica, a tempo determinato.
Era così cominciato, alla luce del quadro normativo nazionale che mira ad eliminare il fenomeno del precariato (Finanziaria 2007 e Finanziaria 2008), il percorso di stabilizzazione che avrebbe dovuto portare, attraverso un contratto di 18 mesi, prorogabile di altri 18, all'immissione in ruolo.
Il 6 ed il 7 giugno si vota e viene eletto il nuovo presidente, Valter Catarra, «che nonostante incontri con i dipendenti ed i rappresentanti sindacali», dicono oggi dal comitato, «non prende posizione sulla questione dei precari, i cui contratti scadono il 30 giugno 2009».
I primissimi atti che la nuova Giunta delibera, proprio il 30 giugno 2009, limitano la proroga a sei mesi, anziché i 18 concordati in sede sindacale.
Eppure nei giorni scorsi il presidente della Provincia di Teramo ha detto che per i precari saranno banditi avvisi pubblici.
«Perché procedere a nuove selezioni per contratti a tempo determinato», si chiedono dal coordinamento, «quando sono già in organico dipendenti con una notevole esperienza e professionalità ormai acclarata? Perché “risolvere” il problema del precariato creando, di fatto, nuovi precari? Perché non consentire ai precari tuttora in servizio il raggiungimento dei 36 mesi a tempo determinato che permetterebbero loro di ultimare il percorso di stabilizzazione?»
Un documento contenente le richieste dei precari è stato consegnato al presidente e all'assessore al Personale della Provincia.
Inoltre ne sarà data una copia anche al sottosegretario di Stato al Lavoro Pasquale Viespoli, che sarà presente a Teramo venerdì 6 novembre prossimo, che dovrà poi informare della questione il ministro al Lavoro Maurizio Sacconi.
«In un periodo di grave recessione economica e di crisi occupazionale, come quello che stiamo vivendo», chiudono i precari, «appare quanto mai inopportuno mandare a casa 40 persone, 40 lavoratori, svuotando così di professionalità gli uffici (tra cui, ad esempio, proprio i servizi all'impiego), e mettendo in serie difficoltà economiche 40 famiglie».

05/11/2009 9.22