I giochetti del Mediterraneo: ecco nomi e cifre di chi ha lavorato

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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I giochetti del Mediterraneo: ecco nomi e cifre di chi ha lavorato
PESCARA. Il più sfigato è Andrea Pastore, con 147 euro lordi. Tante polemiche sui compensi d'oro dei Giochi del Mediterraneo per una miseria?
Potrebbe non essere il senatore notaio del Pdl, i cui compensi e le cui parcelle partono sicuramente da cifre più alte? A vedere data e luogo di nascita però sembrerebbe proprio lui: magari si tratta del compenso per un'autenticazione poco importante.
A dire il vero il senatore Pastore appare anche in un altro elenco con circa 8 mila euro e così capita pure per altri: c'è la cifra più alta in un elenco, ma il nome è vicino ad altri compensi in un'altra lista.
E' questa la lista di tutti i compensi alle centinaia di persone che hanno prestato la loro preziosa opera all'evento «che rimarrà nella storia» come è stato scritto e detto più volte ma che a distanza di pochissimi mesi sembra già dimenticato.
Nomi e cifre sono precise, incerto invece il ruolo svolto, le mansioni, il risultato effettivo e l'apporto all'intera organizzazione che pure ha avuto numerosissime falle e pesanti cadute di stile.
Il più fortunato invece è Mario Di Marco, il direttore generale dei Giochi, con 208mila euro di compenso, più altri spiccioli per un totale netto di circa 110mila euro. A seguire Guglielmo Petrosino, l'uomo Coni nazionale, con 141 mila euro, Paolo De Angelis, coordinatore tecnico dei Giochi, con 120 mila, Gianni Storti, direttore area sport, con 105 mila sempre lordi e quindi con un netto dimezzato circa.
Ma basta scorrere l'elenco per notare che i compensi hanno un andamento altalenante: più alti quelli degli ultimi arrivati, gli uomini del Coni, quelli nominati per salvare i Giochi, meno alti, ma non per questo meno significativi, i compensi dei primi addetti ai lavori, quelli dell-epoca dell-onorevole Sabatino Aracu, il dominus del primo periodo del Comitato dei Giochi.

DAL CONI IN SOCCORSO DEL CARROZZONE ARACU

Ricostruendo la storia dei Giochi, lo spartiacque tra i due periodi ed i due team (quello storico del comitato presieduto da Aracu e quello ultimo voluto dal coni) è la dichiarazione, quasi la minaccia di monsieur Addadi che il 25 ottobre 2007 aveva deciso di portare via da Pescara i Giochi, in presenza dell'immobilismo del Comitato bicefalo (c'era anche il sindaco Luciano D'Alfonso).
Ora, dopo un 2008 di polemiche contro gli sprechi ed il clientelismo di certi incarichi (in prima linea su tutti la battaglia dell'attuale assessore regionale Mauro Febbo) e dopo il successo sportivo dei Giochi, ecco finalmente il quadro dei compensi (tutte le cifre che pubblichiamo, come detto, sono al lordo delle ritenute).
Il tutto è frutto del lavoro della commissione regionale composta da Carlo Masci, Angelo Di Paolo e dallo stesso Mauro Febbo, che ne è presidente, istituita dalla Giunta regionale per far piena luce sui compensi d'oro degli organizzatori, ma anche su quelli molto meno aurei dei semplici collaboratori, degli stagisti, dei volontari promossi sul campo all-ultimo momento e su quelli di quanti hanno svolto un lavoro lodevole, comunque pagato con cifre a volte modeste.
L'elenco con i nomi noti e i ricchi compensi rischiano comunque di far dimenticare e quindi di non far emergere i veri sprechi, le spese ingiustificate, le sponsorizzazioni, le pubblicità.
In sintesi la gestione del consenso alla manifestazione che a suo tempo suscitò non poche lamentele: le prime e le più vivaci proprio da parte di PrimaDaNoi.it, che sull'argomento scese anche in sciopero nell'indifferenza delle altre testate giornalistiche e dell'Ordine professionale. Inquel caso fu negato l'accredito stampa e dunque l'accesso agli impianti sportiv per seguire le gare. Frutto di una incredibile impreparazione e mancanza di professionalità e stile. Ma anche frutto della bassa lega di chi ha creduto di vendicarsi per articoli assolutamente veri e precisi che in quel periodo questa testata ha pubblicato e che creavano una falla nella comunicazione-informazione omologata e ben pagata.

LA COMMISSIONE DELLA VERITA?

La Commissione è stata istituita dopo che in Giunta regionale non è passata una delibera da 14 milioni per coprire le ulteriori spese dell'organizzazione dell'evento a Pescara.
In quella Giunta la delibera non è passata proprio per l'opposizione dell'assessore Febbo che da sempre si è battuto contro quelli che ha definito «sprechi ingiustificati nella gestione dell'evento».
Una posizione solitaria, ma non per questo meno netta, a fronte di sorrisi e pacche sulle spalle agli organizzatori da parte di altri colleghi di Giunta (come Carlo Masci ed Alfredo Castiglione) o del presidente del consiglio regionale Nazario Pagano.
Di qui la richiesta a Mario Pescante, il commissario governativo che di fatto è stato l'artefice ed il realizzatore dei Giochi del Mediterraneo, per ottenere l'accesso ai dati della contabilità, messi subito a disposizione dei tre assessori.
La storia finisce qui?
Non sembra.

I PIU' FORTUNATI

Sono, infatti, destinati a rinfocolare le polemiche la presenza e gli emolumenti di alcuni nomi eccellenti, come Ligia Di Giulio, segretaria di Sabatino Aracu, con circa 100 mila euro.
Si attestano, invece, su cifre credibili molti professionisti, come lo Studio commerciale Faieta, consulente per la contabilità (34 mila euro), i Revisori dei conti Vinicio Cardone (36 mila euro) e Gianfranco Latiano (18 mila), l'architetto Alfredo D'Ercole (i suoi 50 mila euro sono il frutto di una transazione perché a tariffe professionali il suo compenso era di circa 90 mila euro per le attività svolte fin dall'inizio del progetto Giochi del Mediterraneo) oppure Fabrizio Audagnotto (35 mila euro), uno degli organizzatori di Torino 2006, Mario Di Rito (70 mila), direttore amministrativo del Comitato, l'architetto Franco Vollaro (60 mila euro) del Coni.
Tra i giornalisti, modesto il compenso del coordinatore dell'area media Marco Del Checcolo (30 mila euro), stranamente inferiore a quello di Ricardo Chiavaroli (35 mila), il consigliere regionale attivo nell'ufficio stampa.
Nell'elenco figura anche un compenso di oltre 2mln di euro a Massimiliano Vettraino ma per l'entità si sospetta un errore.
Una struttura, quella della comunicazione, la cui composizione sembra però sfuggita di mano all'Ordine dei giornalisti ed al sindacato che avevano chiesto all'allora padrone del Comitato Sabatino Aracu di inserire qualche giornalista disoccupato locale, non ricevendone nemmeno risposta.
Inutile ricordare che proprio l'ufficio stampa, così come è stato organizzato, si è rivelato uno dei punti deboli della manifestazione, non riuscendo nemmeno a gestite gli accreditamenti dei giornalisti venuti da fuori.
Passata dunque la sbornia per il «grande successo» della manifestazione, ora i nodi vengono al pettine.
La difesa dei superpagati, almeno stando a quello che hanno dichiarato, è che in altre manifestazioni per gli stessi incarichi i compensi sono stati senz'altro maggiori.
Sarà pure vero, ma alla fine è sempre il totale che conta.
Se di fatto hanno operato due Comitati organizzatori, uno quello di Aracu (pieno di persone a chiamata diretta e senza particolari competenze ma con stretti rapporti con la politica) e il secondo con gli uomini del Coni, è chiaro che la spesa è comunque lievitata.
Che poi Mario Pescante abbia fatto il miracolo, questo va a suo merito.
E' anche possibile che già in questi elenchi si possano trovare le ragioni di tanti fiancheggiamenti interessati a pompare la manifestazione che sembra –oggi molto di più- servita solo a spendere molti soldi.

Sebastiano Calella 05/11/2009 8.45



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