Premio Borsellino. Esposti e querele dei manifestanti… altri relatori declinano

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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I VIDEO PESCARA. Dopo la mattinata movimentata in Provincia, i manifestanti si organizzano per querelare Gasparri e per far partire esposti «a difesa del diritto di partecipare ad un incontro pubblico».





I VIDEO PESCARA. Dopo la mattinata movimentata in Provincia, i manifestanti si organizzano per querelare Gasparri e per far partire esposti «a difesa del diritto di partecipare ad un incontro pubblico».

Innanzitutto auspicano che si faccia piena luce sull'aggressore e poi faranno esposti, e denunce per diffamazione singolarmente o firmate da più persone.
E' questa la linea in via di definizione tra i partecipanti alla manifestazione.
Secondo loro sono «troppi gli elementi che non tornano» nella vicenda e nelle dichiarazioni di lunedì. Troppe le contraddizioni- dicono- e forse anche qualche passo falso.
Si affidano a carta e penna, ma soprattutto ad avvocati per capire quale sia la migliore modalità. Cosa contestano?
Come prima cosa uno di loro, un esponente di Pescara In Comune by Amici di Beppe Grillo, Gianluca Vacca, sta valutando di sporgere querela, come manifestante, per diffamazione contro Maurizio Gasparri per una dichiarazione in cui ha associato i manifestanti agli aggressori di Leo Nodari, uno degli organizzatori del Premio.
«Una decina di forsennati- queste sono le parole di Gasparri battute dell'ufficio stampa del Senato- che hanno tentato vanamente di contestare la manifestazione non hanno raccolto alcun consenso tra la popolazione e hanno invece aggredito fisicamente il promotore Nodari. Erano talmente pochi che sarebbe bastata una cabina telefonica per farceli entrare tutti».
Nella frase sembra che Gasparri dia per scontato che i manifestanti siano anche gli aggressori. Ma Vacca non ci sta.



VACCA: «SE NODARI CREDE NELLA LEGALITA', FACCIA LUCE SULL'AGGRESSORE»

«Noi eravamo tutti dall'altro lato della Provincia, - racconta Vacca- mentre Nodari ha raccontato di esser stato aggredito nel parcheggio, uscendo dal macchina, parcheggio a noi precluso dalle forze dell'ordine» ed aggiunge «in verità, come diciamo anche nel video, abbiamo visto passare Nodari davanti a noi, sulla scalinata della Provincia, con il telefonino in mano e senza alcun tampone in testa come poi invece si vede in alcuni servizi televisivi. Evidentemente quando l'abbiamo visto noi, aveva già parcheggiato».
«Confermiamo tutta la nostra solidarieta' a Leo Nodari- continua Vacca- per il vile attacco subito, sperando che l'aggressore venga immediatamente identificato».
Nodari per ora ha sporto denuncia contro ignoti. A tacere in tutta questa storia sembra proprio Nodari che da parte sua sembra non aver reagito, né positivamente né negativamente, alle affermazioni di Gasparri nel video di PrimaDaNoi.it, (finito oggi sul blog di Beppe Grillo), nel quale l'onorevole ha affermato che «Salvatore era disistimato da suo fratello (Paolo Borsellino, ndr)».

SALA PIENA? IL VIDEO DI PDN MOSTRA DUE FILE VUOTE

Nel frattempo, sul fronte «diritti negati», alcuni manifestanti preparano un esposto alla Procura della Repubblica per la «mancata possibilità di accesso».
Un fatto grave perché di manifestazione pubblica si tratta in un ente pubblico, la Provincia, organizzato anche con soldi pubblici.
L'esposto è in fase di scrittura ma è stato già annunciato dal consigliere comunale Fausto Di Nisio (Idv) presente ieri alla manifestazione in maglietta bianca con un'agenda rossa raffigurata.
I primi firmatari (Di Nisio, Massimiliano Di Pillo, Gianni Smarrelli e Gianluca Vacca) invitano i manifestanti a fare altrettanto.
Anche qui, come nell'aggressione, sembra esserci un giallo.
La sala era piena o no?
Quando i manifestanti hanno provato ad entrare, i poliziotti li hanno bloccati.
Il questore vicario è intervenuto sulla questione dicendo ai manifestanti che la sala era piena, lasciando però una porta aperta «ora controllo e vi faccio sapere».
I manifestanti dicono di non aver più visto il questore vicario.
Un filmato, girato con il telefonino, da PrimaDaNoi.it, fa vedere che c'erano posti liberi.
Ma la Polizia avrà agito per motivi di ordine pubblico anche se non ci sono stati problemi di alcun genere creati dai manifestanti.



«Impedendoci di entrare dentro il Palazzo della Provincia- si legge in una nota di Gianluca Vacca- i tutori dell'ordine pubblico non solo avrebbero violato i diritti di liberi cittadini senza un giustificato motivo (sarà la magistratura ad accertarlo), ma hanno generato una tensione ingiustificata inasprendo gli animi. Ribadiamo che noi volevamo entrare per assistere al dibattito, eventualmente alzare le agende rosse silenziosamente e, se ci fosse stato un dibattito, rivolgere le 10 domande a Gasparri».



DOMANI LEOLUCA ORLANDO NON PARTECIPERA' AL PREMIO BORSELLINO

Intanto il parlamentare dell'Italia dei Valori, dopo aver letto la lettera di Gioacchino Genchi, questa mattina ha deciso di non voler prendere parte al Premio Borsellino al quale era stato invitato. Sarebbe dovuto essere domani a Roseto (Villa comunale) per relazionare sul tema dell'incontro “Mafia & Stato: guerra o compromessi? Dal Prefetto Mori a via d'Amelio”.
Gli altri relatori saranno Carlo Costantini (consigliere regionale Idv) e Aldo Pecora (portavoce “Ammazzateci tutti”). A moderare Luca Maggitti (giornalista – Garante del Premio ).

Manuela Rosa 04/11/2009 16.39

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