Centro Regionale per le Patologie al seno di Ortona: «situazione drammatica»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ABRUZZO. La Provincia di Pescara si fa portavoce dei problemi del Centro, che non riesce a far fonte alla richieste delle pazienti della regione


La situazione drammatica nella quale opera il Centro di riferimento Regionale per la Patologia Mammaria è stata oggetto di un incontro svoltosi in Provincia, su sollecitazione della Commissione Pari Opportunità dell'Ente, con il presidente della Provincia, Guerino Testa, il direttore del Centro, Ettore Cianchetti, la presidente Commissione sanità della regione Abruzzo, Nicoletta Verì, la presidente della CPO, Tecla Rosa e la Consigliera di parità Maristella Lippolis.
Il problema è stato illustrato dal professor Cianchetti.
Il Centro per la Patologia Mammaria, che dal 1996 ha sede ad Ortona, è l'unico in Abruzzo a svolgere un'attività senologica specifica per le pazienti affette da tumore: ogni anno vengono operate circa 900 donne, ossia il 65% delle pazienti affette da tale patologia in Abruzzo.
Nel 2008 vi si sono svolte 5.932 prestazioni ambulatoriali.
Nel Centro però ci sono solo due medici in organico, compresso lo stesso Cianchetti, con un deficit, in base alle valutazioni sui carichi di lavoro, pari al 50% dell'organico medico.
Questo deficit di personale comporta un'attesa di circa 12 mesi per le visite senologiche prenotate attraverso il CUP.
«Inoltre – ha spiegato Cianchetti - l'attività chirurgica è limitata a tre giorni alla settimana, a fronte di una necessità di almeno 5 sedute. Per quanto riguarda gli interventi chirurgici, le liste di attesa sono di due mesi per la patologia neoplastica, di quattro mesi per la patologia dubbia, mentre la patologia benigna non viene quasi più trattata. Questo è dequalificante per la nostra regione, visto che per legge le pazienti affette di patologia neoplastica devono essere operate entro 30 giorni dalla diagnosi e noi siamo molto lontani dal rispettare questi termini. Ciò comporta l'emigrazione verso altre regioni, soprattutto la Lombardia, dove si è in grado di rispettare questi termini di legge». Anche la situazione strutturale presenta problemi enormi.
Gli spazi per l'attività ambulatoriale sono insufficienti a garantire un'attesa almeno dignitosa alle donne, in quanto sono in comune con il servizio di Endoscopia e con l'ambulatorio di Chirurgia dell'ospedale.
Qualche mese fa il Centro ha ricevuto in dono da una Fondazione privata un apparecchiatura per biopsia di nuova generazione che potrebbe assicurare un esame fondamentale per la diagnosi certa di tumore al seno anche contestualmente alla visita, ma che giace tuttora nel magazzino della farmacia dell'ospedale in quanto non si riesce a trovare uno spazio dove collocarla.
Insomma i problemi sono diversi, e intanto un servizio di così grande professionalità (il centro regionale è da poco entrata a far parte, insieme ad altri 4 centri in Italia, della rete “Seno Network”, di rilevanza mondiale) viene svuotato della sua capacità di intervenire con tempestività, come si dovrebbe quando si parla di malattie potenzialmente gravi se non individuate e curate in tempo.
La consigliera Verì ha ricordato che fino al 31 dicembre non sarà possibile fare nuove assunzioni, ma che a partire da gennaio si farà carico di sbloccare la situazione favorendo nuove assunzioni e spostamenti di personale medico attraverso la mobilità.
Intanto, entro la metà di novembre, farà personalmente un sopralluogo presso il Centro.
Il presidente della Provincia Testa ha ricordato che «benché questo aspetto non rientri tra i compiti istituzionali della Provincia, chi ha un ruolo di responsabilità non può non tenere a cuore i problemi della sanità del territorio e delle persone che vivono in questo territorio».

04/11/2009 8.51