Polo Chimico Bussi, le incognite della bonifica e della mobilità

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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BUSSI. Entro la fine del mese di ottobre si terrà un incontro con la Solvay per valutare l'effettiva volontà dell'azienda di ritirare le procedure di mobilità.

I presidenti della Regione, Gianni Chiodi e del Consiglio regionale, Nazario Pagano, hanno ricevuto ieri mattina a Palazzo dell'Emiciclo, una delegazione composta da esponenti sindacali e rappresentanti di fabbrica delle aziende del 'polo chimico' di Bussi sul Tirino, per una disamina relativa alla bonifica della discarica abusiva e al successivo processo di reindustralizzazione dell'intero distretto.
Presenti all'incontro, anche il sindaco di Bussi, Marcello Chella e gli assessori regionale Alfredo Castiglione (attività produttive) e Paolo Gatti (politiche attive del lavoro).
La discarica, scoperta da uomini del Comando Provinciale di Pescara del Corpo Forestale dello Stato e posta sotto sequestro dall'autorità giudiziaria, si estende su un'area di circa 42 mila metri quadrati sita a poca distanza dalla confluenza dei fiumi Tirino e Pescara e presenta una volumetria presumibile di circa 240 mila metri cubi di rifiuti costituiti da sostanze altamente nocive, frammiste a terreni inquinati.
Sindacati e lavoratori chiedono il ritiro da parte della Solvay delle procedure di mobilità messe in atto nei confronti di una parte dei lavoratori e l'avvio delle procedure di bonifica della discarica, allo scopo di poter procedere al processo di reindustrializzazione che consentirebbe di riprendere le attività produttive.
Secondo l'assessore Castiglione, è necessario dare risposte immediate ai lavoratori del polo chimico di Bussi, soprattutto a quelli sottoposti a procedure di mobilità: «ci sono dei contatti con alcune realtà imprenditoriali che hanno dimostrato interesse a insediare nuove unità produttive nel distretto, che, in considerazione che Bussi è un comune all'interno del cratere del sisma, potrebbero essere anche siti appetibili dal punto di vista dell'attrazione di finanziamenti agevolati».
Per Chiodi «sarà necessario sentire la Solvay per evitare che le procedure che sono state individuate nei confronti dei lavoratori, possano essere portate a compimento».
Chiodi ha anche annunciato un intervento nei confronti del Ministero dell'ambiente per quanto riguarda l'accelerazione del processo di bonifica del sito di Bussi.
E ieri al Tg3 il commissario straordinario Adriano Goio ha annunciato la messa in sicurezza imminente della discarica.
Soddisfatte le associazioni ambientaliste che sono convinte che ha far decidere il commissario sia stata la diffida ad adempiere formalmente inoltratagli da loro alla vigilia della ripresa del Processo per Bussi.
«La messa in sicurezza è obbligatoria», ricordano Ecoistituto, Italia Nostra, Marevivo e Mila Donnambiente, «e il mancato adempimento potrebbe divenire un elemento della difesa Montedison, che tenderà evidentemente a dimostrare la non pericolosità di quanto combinato?»
Per seguire meglio le questioni le associazioni ambientaliste hanno chiesto di potersi costituire – all'interno del processo –come Parti Civili. «Ci auguriamo quindi che almeno la Magistratura operi per quell'esame epidemiologico fondamentale per capire se e come la presenza della discarica abbia seminato effetti nella nostra vita e sulla nostra salute».


04/11/2009 8.45

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