Cooperazione. De Iuliis: «Tutto è cambiato con l’arrivo dei fondi pubblici»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA.Il viaggio nelle logiche della cooperazione e del volontariato continua con Tusio De Iuliis, presidente dell’Associazione “Aiutiamoli a vivere”, che da trent’anni opera in zone di guerra. * LA COOPERAZIONE DEL COMUNE DI PESCARA CONTINUA IN TOGO




PESCARA.Il viaggio nelle logiche della cooperazione e del volontariato continua con Tusio De Iuliis, presidente dell'Associazione “Aiutiamoli a vivere”, che da trent'anni opera in zone di guerra.



* LA COOPERAZIONE DEL COMUNE DI PESCARA CONTINUA IN TOGO


Ne ha viste tante e crede che «le cose vadano dette a costo di dar fastidio».
De Iuliis è una di quelle persone che non parla per grandi numeri, per modelli economici e per frasi fatte. Parte da piccoli episodi, da esperienze di tragici vissuti e (talvolta) da ottimi risultati per svelare le grandi dinamiche della cooperazione internazionale.
Può farlo perchè i terreni di guerra li ha calpestati davvero a rischio della propria vita.
Racconta la solidarietà con un occhio rivolto al passato, e ricorda che la cooperazione si faceva «anche quando non c'erano i fondi pubblici».

LE DUE FACCE DELLA COOPERAZIONE CON FOND PUBBLICI

«Questo aumento dei fondi per la cooperazione ha due sfaccettature: da un lato è un dato positivo per una società che va alla deriva, ma dall'altro dobbiamo dire che alcune Ong (organizzazioni non governative, ndr) sono delle aziende, gestite come aziende dove la maggior parte dei fondi se ne va per mantenere la struttura».
E l'esempio che De Iuliis ci fa per dimostrare le sue affermazioni, lascia di stucco: «c'era un bambino malato in Somalia, dovevamo potarlo qui per delle cure, mi rivolsi ad alcune associazioni importanti (di quelle che prendono fondi dall'Onu, Unicef e fondo europeo), sa cosa mi risposero? Che non era nel “budget” e quindi non potevano».
Il budget sì, quello che le aziende mettono in conto all'inizio dell'anno sulla base dei soldi che hanno, in questo caso dei fondi che si riceveranno.
Ma se c'è un emergenza?
«Oltre ai grandi e bei progetti realizzati con programmazione e con i fondi (di cui devo dare atto), la vera cooperazione deve rispondere a delle necessità impreviste», sostiene De Iuliis, «e in base a quelle cercare soldi e mezzi».
Dal tono con cui parla, dalle parole che usa è chiaro che il presidente di “Aiutiamoli a vivere” non ha intenzione di denigrare il lavoro delle associazioni che «realizzano progetti validissimi».
Ma pensa che ormai si sia invertito il meccanismo: se ci sono i soldi si aiuta, altrimenti no.
«Alla fine io sono andato lo stesso a prendere quel bambino e l'ho portato qui, insieme al professor Lelli, come quella volta che ho pagato, con i soldi di un premio personale, 9 biglietti di aereo andata e ritorno per dei giovani iracheni».
In tutti i casi anche De Iuliis ha sempre beneficiato di fondi pubblici per suoi progetti che ha realizzato soprattutto in Iraq ed in Africa.
Proprio in Burundi, è andato un mese fa con Gianni Melilla e il sindaco Albore Mascia per inaugurare l'impianto fotovoltaico che fornirà energia elettrica, per 6 kw, ad un ricovero per anziani, una struttura per bambini mutilati e orfani e a una scuola.




ETICA E TRASPARENZA: «BISOGNA RISPETTARE LA DIGNITA' DI TUTTI»

I correttivi- secondo De Iuliis- per eventuali derive della cooperazione potrebbero essere l'applicazione dei principi di etica e di trasparenza.
«Quando parlo di etica in sostanza vorrei che ci fosse il divieto di chiedere soldi direttamente alle persone, soprattutto nelle scuole ai bambini. Molte organizzazioni mostrano le foto di bambini africani magrissimi o morti e chiedono un piccolo contributo ai bambini, ma questo non solo è diseducativo ma anche traumatico per un bambino di famiglia modesta che deve sentirsi le prediche dei genitori tartassati dalle tante richieste».
«Anch'io vado nelle scuole a parlare di cooperazione e a far vedere le foto di guerra.. ma bisogna spiegare anche come ci arrivano le armi lì, chi gliele dà, chi corrompe i governi africani corrotti.. solo così sia aiuta veramente un popolo. Ai bambini abbiamo chiesto di raccogliere matite, colori, giocattoli anche propri così da renderli orgogliosi e responsabili della donazione».
De Iuliis non ha dubbi sulla trasparenza che «è un dovere verso la società», comprendendo in essa sia le popolazioni disagiate che i cittadini occidentali che pagano le tasse (e quindi i finanziamenti pubblici).
E' della stessa idea Pino D'Atri, presidente dell'Associazione Missione Possibile di Pescara (beneficiaria dei fondi comunali) che auspica: «più controlli ma non tagli sui pochi fondi a disposizione».
Ed aggiunge in una nota: «per quanto ci riguarda siamo i primi a pretendere di poter controllare, con i nostri partner locali, la fattibilità, la realizzazione e l'autosostenibilità del progetto che intendiamo sponsorizzare e quindi ben vengano i controlli, le associazioni serie non temono le verifiche ma le auspicano».

«IL TECNICO NON HA UN'ANIMA»

Si passa a discutere della Cooperazione del Comune di Pescara che quest'anno ha finanziato 5 progetti per un investimento complessivo di 60 mila euro.
Nell 2009, per la prima volta c'è stato un bando e quindi una commissione di valutazione. L'associazione “Aiutiamoli a Vivere” ha partecipato, ma è risultata la prima degli scartati.
«Chi giudica è un tecnico e quindi deve pensare al rispetto delle regole, ma spesso i tecnici non conoscono l'odore di morte, di putrido che c'è, per esempio, in Somalia e quindi non possono cogliere la valenza di un progetto in una zona come quella.. per loro bastano 3 righe in meno nel progetto per scartarlo».
E' proprio alla Somalia era destinato il progetto di Aiutiamoli a Vivere.
Alla fine De Iuliis è riuscito lo stesso a far acquistare direttamente dalla Fondazione PescaraAbruzzo un macchinario importante per completare il Centro Analisi a Mogadiscio tenuto in piedi grazie alla collaborazione della dottoressa Asha Omar Ahmed, arrivata settima sulle prime 100 donne più impegnate al mondo nel campo delle cooperazione (ginecologa, laureata alla Sapienza di Roma e rientrata in Somalia) e grazie al dottor Marino Andolina (pediatra dell'ospedale “Burlo” di Trieste).
«Noi siamo sempre i primi dei non eletti- ironizza De Iuliis- ma non è obbligatorio avere fondi pubblici, la cooperazione è una scelta politica perché dove ci sono disperati bisogna intervenire».

TAGLI ALLA COOPERAZIONE PER IL TERREMOTO: «SCELTA EGOISTA»

«Il terremoto è un evento naturale che però ha provocato un comportamento innaturale dei politici che hanno tagliato i fondi alle associazioni di cui si servono (o tentano) in campagna elettorale. Salvo però dare i fondi alle associazioni degli amici».
E per spiegarsi ci porta un esempio di solidarietà inversa che dovrebbe fare scuola: «Tramite l'associazione “Marco Di Martino”, l'Angola ha donato 20 mila euro per le popolazioni terremotata d'Abruzzo, in questo caso l'insegnamento che passa è quello della solidarietà, nel caso della Regione Abruzzo è quello dell'egoismo: i problemi che abbiamo qui non sono assolutamente paragonabili ai drammi delle zone di guerra o dell'Africa sub-sahariana dalla quale fuggono milioni di persone».
Comunque per il terremoto arriveranno 236mila euro, tramite Tusio De Iuliis, direttamente da un'amica un pò speciale: Gianna Nannini («che ha detto in tv di fidarsi solo di Aiutiamoli a vivere»).
Sono parte dei soldi raccolti in occasione del concerto "Donne per l'Abruzzo" che a giugno si è tenuto a Milano e che ha visto la partecipazione delle più belle voci femminili della canzone italiana.

«C'E' UN EPISODIO CHE MI HA LASCIATO PERPLESSO IN REGIONE»

Le voci, ed anche alcune inchieste nel mondo, parlano di un utilizzo della Cooperazione per fare clientelismo.
Sulla sua strada ha mai assistito ad episodi del genere?
«Sei sette anni fa- ricorda De Iuliis- so che Don Enzo Chiarini (presidente dell'associazione “Dalla parte degli ultimi”, ndr), sacerdote di Teramo che opera in Burundi, invitato dall'allora governatore Pace andò insieme a Gianni Melilla (o almeno così ha detto lui) da Monsignor Tonini, e la Giunta Pace decise di dare 1 mln di euro a Don Enzo. Non so i particolari, ma come notizia in sé mi lascia perplesso: è una cifra enorme».
Per quale progetto furono erogati i soldi?
«Questo non glielo so dire, ma non capisco il perché di una cifra così elevata. Si poteva dare una cifra più modesta e dare un contributo ad altre associazioni più piccole ed anche meritevoli».
«La Regione in quel caso si è comportata come il Fondo europeo- sorride De Iuliis- che non può erogare fondi se non per progetti di almeno un milione di euro».
Di questo progetto non c'è traccia nel Report della Regione sulla Cooperazione Internazionale che ci ha consegnato Melilla, dove ci sono in rassegna (con foto e cifre stanziate) tutte le iniziative finanziate dall'ente regionale.

Manuela Rosa 03/11/2009 7.52

[url=http://www.primadanoi.it/notizie/21339-Tusio-De-Iuliis-racconta-il-suo-Iraqcos%EC-diverso-da-quello-visto-in-tv]DE IULIIS RACCONTA IL SUO IRAQ[/url]

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23169]IN PASSATO POCHI CONTROLLI[/url]
[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=23140]LA COOPERAZIONE SECONDO MELILLA[/url]

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LA COOPERAZIONE DEL COMUNE DI PESCARA CONTINUA IN TOGO

PESCARA. E intanto sono al nastro di partenza i 5 progetti finanziati dal Comune di Pescara per quest'anno, unica amministrazione abruzzese a fare Cooperazione. Il primi a partire è quello dell'associazione Novissi.
«La missione in Togo- ha ribadito in conferenza stampa il sindaco Albore Mascia- rappresenta il frutto della collaborazione tra pubblico e privato: per la terza volta un container contenente materiale elettrico e beni di prima necessità giungerà in un paese in via di sviluppo per proseguire la costruzione di una Casa di accoglienza per orfani, un progetto che l'amministrazione comunale di Pescara ha deciso di sostenere, proseguendo il proprio impegno nel settore della cooperazione internazionale».
Presenti anche il Presidente della Commissione giudicatrice dei progetti di Cooperazione Gianni Melilla e il testimonial del progetto, il tenore Piero Mazzocchetti, oltre a coloro che hanno sponsorizzato l'intervento, tra cui la Pescara Calcio, rappresentata in sala dall'allenatore in seconda Vincenzo Zucchini e dal capitano Olivi. «Appena un mese fa, lo scorso settembre – ha ricordato il sindaco Albore Mascia - abbiamo partecipato con l'onorevole Melilla all'inaugurazione della scuola primaria ‘Pescara 2' in Burundi, un'esperienza che ci ha regalato emozioni uniche. E, appena qualche giorno fa, la nuova amministrazione comunale ha confermato il proprio supporto al settore della Cooperazione internazionale approvando i cinque progetti che quest'anno abbiamo deciso di finanziare. Il primo proprio in Togo: l'importo totale del programma d'intervento proposto ammonta a 20mila euro e il Comune coprirà il 60 per cento della spesa, stanziando 12mila 600 euro che verranno utilizzati per la preparazione di un terreno utile per la coltivazione agricola di manioca, igname, tarò e macabò, prodotti tipici, con la costruzione di un pozzo per l'irrigazione che sarà effettuato dall'Aca Spa di Pescara, di un forno per la cottura dei cibi e di un magazzino per lo stoccaggio. Inoltre verranno anche realizzati spazi per l'incentivazione dell'allevamento di pollame, ovini e caprini. Ma il Comune di Pescara non sarà impegnato solo in Togo, ma anche in Etiopia, con un progetto teso a garantire l'approvvigionamento idrico, poi torneremo in Burundi, in Kenya e in Senegal, progetti che presenteremo nelle prossime settimane». Il maestro Mazzocchetti ha invece assunto l'impegno di partecipare all'inaugurazione della Casa di accoglienza, organizzando un concerto in Togo.

03/11/2009 8.02