Premio Borsellino. Il fratello Salvatore furioso con organizzatori

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «Invito personalmente Leo Nodari, che mi risulta essere tra gli organizzatori del Premio e con il quale ho partecipato in passato a incontri per la Legalità e per la Giustizia, a non volere, per il futuro, inseguire riconoscimenti da parte delle Istituzioni mescolando per questo il sacro con il profano».





PESCARA. «Invito personalmente Leo Nodari, che mi risulta essere tra gli organizzatori del Premio e con il quale ho partecipato in passato a incontri per la Legalità e per la Giustizia, a non volere, per il futuro, inseguire riconoscimenti da parte delle Istituzioni mescolando per questo il sacro con il profano».



«Dove si ricorda, si commemora o si onora il nome di Paolo Borsellino vogliamo che si possa sentire solo un "fresco profumo di libertà" e niente altro».
Parole durissime quelle di Salvatore Borsellino, rilasciate al blogger Byoblu che demoliscono e disconoscono il Premio Borsellino organizzato in Abruzzo proprio da Leo Nodari.
La contestazione è sbarcata sul web da alcuni giorni e gruppi di persone e movimenti vicini a Borsellino non hanno visto di buon occhio un certo modo di gestire il premio e la selezione delle persone da invitare.
«Contesteremo però nella maniera più dura», ha aggiunto Salvatore, il fratello del giudice ammazzato, «chi vorrà strumentalizzare il nome di Paolo Borsellino utilizzando un premio a lui intitolato per tentare di ripulire la propria immagine mentre nei discorsi e nelle azioni quotidiane legate alle proprie responsabilità di parlamentare o di membro del governo contribuisce, attaccando anche e demonizzando la magistratura allo scopo di tutelare gli interessi del proprio padrone, ad alimentare il puzzo del compromesso morale, della contiguità e della complicità che ammorba l'aria del nostro paese. Clemente Mastella ha già avuto la decenza di rinunciare a partecipare all'incontro previsto nell'ambito del premio, lo stesso chiediamo che facciano altri rappresentanti delle Istituzioni, quali Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, altrimenti non potremo fare a meno di contestare la loro partecipazione a questo premio levando in alto le nostre Agende Rosse e gridando la nostra rabbia e la nostra indignazione».
«Scacciati da via D'Amelio dal popolo delle Agende Rosse», ha aggiunto Salvatore Borsellino, «quei politici vogliono oggi sfruttare la possibilità offerta loro da un premio intitolato a Paolo Borsellino per andare a Pescara a lustrare la loro immagine accostandola a quella di un nome che non sono degni neanche di pronunciare. Oggi sappiamo che non di mancata protezione si è trattato 17 anni fa in Via D'Amelio, ma di una vera e propria Strage di Stato, purtroppo l'ennesima nel nostro paese. Strage organizzata da pezzi deviati dello Stato stesso per eliminare quel magistrato che si era opposto a quella scellerata trattativa avviata tra lo Stato e l'antistato che oggi le rivelazioni di collaboratori di giustizia e la improvvisata ritrovata memoria di membri delle Istituzioni, che mi auguro siano chiamati a rendere conto del loro prolungato silenzio, stanno in maniera sempre più chiara portando alla luce grazie all'opera di magistrati coraggiosi che finalmente stanno per squarciare il velo che per anni ha coperto i veri responsabili di quella strage».
Oggi, lunedì 2 novembre, Gasparri sarà a Pescara alle ore 11 presso la Sala della Provincia di Pescara proprio nell'ambito del premio Borsellino
L'Associazione Espressioni Libre, presieduta da Massimiliano Di Pillo, ha organizzato per l'occasione una protesta alla quale aderiranno anche PescarainComune, i Meet Up, Rifondazione comunista ed altri.
«A tutto c'è un limite», commenta Gianluca Vacca di Pescarain Comune by Amici di Beppe Grillo, «Gasparri, Mastella, La Russa non devono avere niente a che fare con la memoria di Paolo Borsellino. Il Pdl e i suoi esponenti sono incompatibili con la giustizia e con chi ha dato la propria vita per combattere gente come Mangano, pluricondannato per mafia nonché eroe, secondo i parametri del capo-padrone del Pdl, Berlusconi».
La protesta è promossa dal cosiddetto Popolo delle agende rosse, «quello che, dopo aver marciato il 19 luglio a Palermo e il 6 ottobre a Roma, si stringe intorno alla figura di Salvatore Borsellino e alla sua sete di verità e giustizia».
02/11/2009 8.39


[url=http://www.primadanoi.it/notizia/3805-Salvatore-Borsellino19-luglio-quella-strage-di-Stato-che-si-vuole-cancellare]L'INTERVISTA DI PDN A BORSELLINO: VIA D'AMELIO STRAGE DI STATO[/url]





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