Inchiesta su presunto riciclaggio dietro alcuni bar di moda pescaresi

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Voci, malumori, una montagna di soldi, pubblicità a tappeto, decine di locali di successo che sono diventati subito di moda.

Questo ed altro hanno fatto avviare una inchiesta della procura di Pescara –notizia apparsa oggi su Il Messaggero- sulle attività di una famiglia pugliese, i Granatiero, titolari a Pescara di numerosi locali, tra cui i Caffè Venezia, alcuni pub, ristoranti.
La Squadra mobile da diversi mesi sta indagando -su indicazione del pm Gennaro Varone- sull'origine dei capitali che sono serviti per investimenti per alcuni milioni di euro in attività commerciali e che hanno cambiato il volto di Pescara.
Grazie ad una serie di scelte felici, al gusto e al numeroso personale sono diventati i locali alla moda e sempre affollati.
La procura tuttavia è partita da una informativa proveniente dal tribunale di Foggia che voleva applicare alcune misure cautelari (sequestri) su alcuni beni dei Granatiero.
Un semplice sospetto, una traccia da seguire.
Il sospetto tutto da verificare è quello del riciclaggio di denaro provento da attività illecite e di possibili prestanome i quali potrebbero operare per conto di alcune famiglie foggiane attenzionate dalle forze dell'ordine.
Le indagini avrebbero già individuato alcune responsabilità di soggetti che operano tra l'Abruzzo e la Puglia.
Sarebbero stati sequestrati moltissimi documenti che dovranno essere spulciati dalla guardia di finanza e dai consulenti alla ricerca di legami ed intrecci, insomma la prova (non facile) del reimpiego di soldi sporchi.

27/10/2009 15.19

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