Ritrovata a Vasto minorenne fuggita da Campobasso

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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VASTO. E' stata ritrovata dalla polizia a Vasto la minorenne di Campobasso che lo scorso 25 ottobre era uscita per andare a scuola senza pero' fare ritorno a casa.


La ragazza, che sta bene, l'avrebbe fatto per ribellarsi ai genitori i quali non gradivano molto le persone che la ragazza frequentava.
La madre, preoccupata, si era rivolta subito alla polizia per denunciare la scomparsa della figlia e, parlando con gli agenti, aveva delineato un quadro poco rassicurante.
La ragazza non rispondeva alle chiamate sul cellulare e il timore era quello che avesse lasciato la citta' per raggiungere un amico di Vasto, a casa sua.
Il dirigente del commissariato di Vasto, Cesare Ciammaichella, ha disposto così immediatamente servizi mirati che hanno portato nella giusta direzione.
La pattuglia della squadra volante ha così rintracciato l'amico della ragazza, identificato per M.D., minorenne, il quale ha riferito di averla incontrata solo per pochi minuti, nel pomeriggio precedente.
Dopo un lungo dialogo con gli agenti, seguito anche dalle pressioni degli ignari genitori, il ragazzo ha ammesso di aver trascorso il pomeriggio assieme all'amica nella vecchia stazione ferroviaria di Vasto e di averle procurato dei vestiti attingendo dal guardaroba di casa, perche' era completamente bagnata dalla pioggia.
I poliziotti hanno tentato di fargli capire l'importanza di rintracciare la ragazza, in quanto i genitori non ne avevano piu' notizie dal giorno della scomparsa.
A questo punto M.D. ha riferito di averla lasciata in compagnia di un secondo amico, proveniente da L'Aquila e alloggiato con la famiglia, dopo il terremoto, in uno degli hotel della marina.
Dopo altre ricerche i poliziotti hanno identificato P.L., il secondo giovane anche lui minorenne.
Quest'ultimo, dopo le domande dei poliziotti, aveva cercato in ogni modo di non tradire la fiducia della ragazza, seriamente intenzionata a non farsi rintracciare dai genitori, riferendo di averla incontrata poco prima e di non sapere null'altro.
Gli agenti avevano capito che il ragazzo cercava di proteggere l'amica e lo convincevano a contattarla telefonicamente e a darle un appuntamento da li' a breve.
Il luogo fissato per il ritrovo era il solito posto: la vecchia stazione ferroviaria.
Gli agenti questa volta hanno deciso di recarvisi in compagnia del giovane, per evitare che, preso dal rimorso per aver rivelato il nascondiglio, potesse all'ultimo momento avvertire l'amica.
E qui che l'hanno trovata gli agenti, seduta su una panchina di quel vecchio edificio, proprio nei pressi degli uffici dove una volta era ubicata la Polizia ferroviaria.
Alla vista della Polizia la ragazza è scoppiata in lacrime ed è seguito un lungo sfogo.
La decisione della fuga era maturata dopo che la madre, ex insegnante in pensione, l'aveva aspettata all'uscita della scuola e, in presenza dei compagni, l'aveva duramente rimproverata, per non aver rispettato l'orario d'entrata, imposto dalla scuola.
Gia' in precedenza, per questi motivi aveva minacciato i genitori di andarsene e, quando nel corso di uno degli ultimi litigi il padre l'aveva inaspettatamente invitata a farlo, la ragazza aveva colto in quest'ultimo episodio l'occasione per allontanarsi da casa.
Sono stati contattati i genitori ed interessati anche i servizi sociali che potranno in futuro aiutare la famiglia a ritrovare la serenità.

27/10/2009 12.39