Discarica di amianto, domani la discussione al Via. «Fratino intervenga»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Domani nella sessione pomeridiana, sarà discusso all'ufficio Via regionale (Valutazione Impatto Ambientale) il progetto della Smi (Società meridionale inerti).


L'obiettivo è quello di adeguare la discarica di inerti esistente in contrada Pincione, nel comune di Ortona, alla normativa di riferimento.
«Quella discarica», ricorda oggi il Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, «grazie alla diffida della regione Abruzzo, fu chiusa nel 2005 per la mancata impermeabilizzazione dei terreni in una località che si chiama Fonte Alberto. Infatti scaricavano sotto terra e in superficie tonnellate di amianto proveniente da tutta Italia, amianto che all'oggi nessuno sa se è in sicurezza».
Il Coordinamento per la Tutela della Costa Teatina, grazie all'impegno e alla esperienza di Pasquale Colantonio di Costambiente ha prodotto e depositato osservazioni pertinenti su incongruenze dell'impianto, evidenziando inoltre come «l'ubicazione, in mezzo alle case, e colture di pregio agricole, fosse fuori luogo, per motivi di sicurezza, economici e di controlli».
«Avere una discarica di inerti contenenti amianto comporta possibili gravi danni alla salute, svalutazione degli immobili, dei terreni, dei prodotti agroalimentari, danni alle attività turistiche e di ristorazione del circondario (hotel, agriturismi, ristoranti)», continua Colantonio.
«L'ansia dei residenti è palpabile», assicura il Comitato, «e ricordano ancora le file di camion contenenti eternit che scaricavano giorno e notte.
Il Comitato ha paura e così ha scritto una lettera al sindaco di Ortona nella quale si chiede di intervenire: «si faccia sentire lei, andando all'Aquila a perorare la causa di tanti cittadini inermi», si legge, «che hanno già civilmente sopportato una situazione che di fatto è stata ed è probabilmente ancora ad alto rischio per la salute. Dica con forza», continua la missiva, «che le discariche di qualunque genere esse siano non si costruiscono in mezzo alle case e alle campagne, consumando suolo minando la salute distruggendo la bellezza, e interi comparti economici. Dica con forza che le discariche devono essere ubicate nei poli industriali dismessi, possibilmente usando il criterio che faciliti i controlli degli organi preposti. Lei ha già espresso delle perplessità, ci faccia sentire protetti».
27/10/2009 10.15


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