Cooperazione. Pettinari:«In passato soldi a tutti, oggi più controlli e rigore»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. «La Cooperazione è partita malissimo, ora stiamo risalendo», inizia Domenico Pettinari, membro dell’Istituzione Comunale per la Cooperazione Internazionale.

Domenico Pettinari, segretario provinciale di Codici Abruzzo (centro per i diritti del cittadino), parla chiaro e non si tira indietro davanti ad un “mea culpa”(«mi ci metto io in prima persona anche quando le cose andavano male, l'inesperienza fa improvvisare»), ma si mostra deciso a percorrere «la strada della legalità» che da un anno la Cooperazione Comunale ha intrapreso.
Continua così il nostro viaggio all'interno delle logiche della cooperazione in cui moltissime amministrazioni pubbliche sono impegnate, spendendo milioni di euro.
Come si davano i soldi fino “alla svolta” a Pescara?
«Si dava un po' tutto a tutti. Fino a quest'anno,- comincia Pettinari- quindi dal 2005, i soldi disponibili (circa 60 mila euro) venivano dati a tutte le Ong che presentavano un progetto. Era sempre la Giunta che “ratificava”, ma ha sempre approvato le nostre indicazioni».
Quindi a decidere erano i membri dell'istituzione presieduta da Gianni Melilla, e solo formalmente la Giunta.
«Si valutava molto discrezionalmente, perché non c'era un bando», incalza Pettinari.
Da quest'anno il Comune si è dotato di un bando, redatto a giugno, nel quale sono scritti i requisiti ed i criteri di ammissione, gli elementi del progetto e i criteri di valutazione.
E infatti a passare l'esame sono stati solo 5 progetti.
«Mi sono accorto dell'anomalia e mi sono battuto tanto per avere il bando, ma si può fare ancora meglio», dice Pettinari, «dobbiamo far sì che nel prossimo bando possano partecipare solo Ong ed Onlus che hanno la sede legale in Provincia di Pescara».
E' convinto che i soldi del Comune di Pescara debbano finanziare iniziative di associazioni locali di modo che ci sia un ritorno anche per la città.
In questi anni, ha raccontato, tante volte il Comune ha finanziato progetti di associazioni fuori regione, lasciando all'asciutto tante associazioni locali e più piccole, e in quanto tali forse più bisognose degli investimenti comunali.
«Quando mi trovavo a parlare di legalità- ricorda Pettinari- in una struttura che gestiva così pochi soldi ero visto con una certa diffidenza, ma ora mi ascoltano tutti di più…c'è anche una sorta di paura dopo gli scandali che hanno colpito il Comune di Pescara».
Di positivo?
«Abbiamo finanziato dei progetti validissimi e utilissimi- ha risposto Pettinari- ed inoltre è importante dire che Pescara è l'unico Comune in Abruzzo che ha questa istituzione e che mette a disposizione finanziamenti per la Cooperazione. Mi ha stupito positivamente l'intento del sindaco Albore Mascia di voler continuare a mettere i soldi nei prossimi anni “perché non è vero che la Cooperazione è solo di sinistra”».

COMMISSIONE VALUTAZIONE: «SI VAGLIA TUTTO COME IN UNA GARA MILIONARIA»

L'altro «dato storico» di quest'anno, per Pettinari, è l'istituzione della commissione di valutazione chiamata a vagliare i progetti.
E' formata da tutti i membri dell'istituzione comunale per la cooperazione, quindi Gianni Mellilla, Domenico Pettinari, Antonio Natarelli, Fortunato De Leo (tutti eletti dal Consiglio comunale nel 2005 e scelti su 10 candidati) e presieduta dal direttore generale del Comune, Stefano Ilari. «Quest'anno ci siamo riuniti- ha spiegato Pettinari- come fossimo una commissione che valuta gare milionarie, abbiamo guardato i progetti uno ad uno attribuendo un punteggio secondo i criteri di valutazione scritti nel bando».
Ci tiene a ricordare che tutta l'attività dell'istituzione è fatta «a titolo gratuito senza nemmeno il gettone di presenza».

I CONTROLLI: «SONO DISPONIBILE AD ANDARE A VERIFICARE DI PERSONA»

«La commissione di valutazione deve andare a verificare» sostiene senza ma e senza se il segretario di Codici «i soldi dei cittadini pescaresi devono essere verificati. Io sono disponibile a partire anche se in molti me l'hanno sconsigliato: “la tua vita lì vale 100 euro” mi dicono».
Il meccanismo di controllo per ora si basa sul rendiconto finale che le Ong devono presentare per ottenere il saldo del finanziamento.
Un fascicolo con le ricevute e con le foto della realizzazione di quanto scritto nel progetto.
«Chi mi assicura che le ricevute non siano false e che le foto siano vere?» si domanda Pettinari. «Quest'anno il sindaco Mascia, insieme ad altri, è andato ad inaugurare una struttura in Africa ma anche a verificare. Sarebbe opportuno sottrarre 7 mila euro dai 60 mila stanziati per permettere ad uno della commissione di andare a controllare».
«Dicono tutti che il controllo così capillare non ci compete, ma io non voglio fermarmi a “ciò che ci compete”», chiosa il segretario di Codici.

CHI CONTROLLA CHE I PROGETTI FUNZIONINO ANCORA? «NESSUNO»

Uno dei requisiti che i progetti devono avere è l'“autosostenibilità” che si concretizza, ad esempio, nella autonoma manutenzione di un pozzo realizzato con i soldi del Comune.
Che strumenti avete per verificare, dopo qualche anno, se il pozzo è ancora in funzione o all'abbandono, o addirittura venduto?
«Nessuno strumento. Nessun legame con le associazioni che in passato hanno lavorato “per noi”. Anche per questo mi sto battendo per avere un albo, che in Abruzzo non abbiamo, delle Ong e Onlus che operano nell'ambito della Cooperazione. In quel modo io ho la contezza e soprattutto un “curriculum” delle Ong di cui finanziò i progetti».
Si è ovviato a questa mancanza, per ora, facendo presentare un piccolo “curriculum” nel quale le associazioni potessero elencare i progetti realizzati negli anni.

CONFLITTI D'INTERESSE?

«Per ora non ci sono mai stati conflitti d'interesse – chiarisce Pettinari- ma possiamo dire che io, rispetto a tutti gli altri membri dell'Istituzione Comunale, sono l'unico a non essere legato a nessuna Onlus od Ong. Chiaramente non abbiamo mai valutato e mai finanziato progetti di associazioni legate ai membri dell'istituzione Comunale».
In tutti i casi per il futuro, conclude con forza Pettinari, un bando migliorato e un albo delle associazioni aiuterebbero molto a raggiungere l' “obiettivo legalità”.

Manuela Rosa 27/10/2009 8.40

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