Francavilla, ecco le cifre della liquidazione Cosmeg

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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FRANCAVILLA. Stavolta si è parlato della liquidazione della Cosmeg, la società partecipata del Comune di Francavilla al mare, nell'incontro con i cittadini voluto dal sindaco Nicolino Di Quinzio alla Sirena.


Come promesso anche nel pieno delle polemiche in consiglio comunale (la Cosmeg era la società che provvedeva al trasporto degli alunni ed alle mense scolastiche), con molti lavoratori presenti nell'aula perché preoccupati di perdere il posto, il sindaco ha voluto fare chiarezza su questa decisione che ha suscitato le ire dell'opposizione proiettando in pubblico una serie di tabelle riassuntive delle operazioni in corso.
Via il direttore generale a 60 mila euro l'anno, via il Cda ed i Revisori dei conti che costavano altri 50 mila euro, via il coordinatore ed il direttore tecnico per 20mila euro, via una serie di passaggi che appesantivano la gestione del servizio.
Ma è stata l'occasione anche per fare qualche precisazione politica sul Consiglio comunale dell'altra sera.
«E' vero, sono andato via al momento del voto, quello che ha bocciato la delibera sul piano casa, con il premio di cubatura del 30% a chi demolisce e ricostruisce - ha spiegato Di Quinzio – ma solo perché ero nauseato dalla posizione della minoranza. Io sono fermamente convinto che è necessario un provvedimento per rilanciare l'edilizia e quindi l'economia di Francavilla. Ma pur di andare contro di me, l'opposizione ha votato contro una legge di Berlusconi. Ecco: quello che non capisco è l'accanimento contro di me, a prescindere e senza entrare nel merito dei problemi. Vale per il piano casa, vale per la Cosmeg: abbiamo deciso di sciogliere questa partecipata non per un capriccio contro questo o quello, non per mettere in crisi il rapporto di lavoro con i dipendenti che sono stati sobillati, ma per mettere in pratica un'indicazione nazionale sulle società partecipate e per tagliare costi inutili a carico dell'amministrazione».
L'opposizione in consiglio sostenne che non si risparmiava, ma si mettevano a rischio i posti di lavoro e che le spese della liquidazione sarebbero state eccessive. «Tutti dicono che si deve tagliare», ha spiegato il primo cittadino, «quando si taglia c'è chi strilla perché viene meno il suo compenso. Noi siamo riusciti a tagliare senza toccare i servizi, abbiamo annullato circa 180 mila euro di spese di rappresentanza ed altre, puntando all'efficienza ed alla professionalità. I liquidatori prendono mille euro, altro che le cifre faraoniche di cui si favoleggia. Forse era così in passato: oggi al Comune si stringe la cinghia».
Dopo il sindaco, la dottoressa Mucci ha illustrato in dettaglio l'aspetto organizzativo della nuova struttura che tende al risparmio attraverso l'uso controllato delle risorse.
La teoria è chiara. Si attende di passare alla pratica.

s. c. 26/10/2009 15.57





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