Ecosistema urbano: capoluoghi abruzzesi in caduta libera. Chieti +16 posizioni

Alessandro Biancardi

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1626

Ecosistema urbano: capoluoghi abruzzesi in caduta libera. Chieti +16 posizioni
ABRUZZO. Città italiane, più tartarughe che lepri. Brusca battuta d’arresto nelle politiche per la sostenibilità urbana. Lo dicono i dati della XVI edizione di Ecosistema Urbano, il Rapporto annuale di Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia.
Verbania vince la classifica della qualità ambientale davanti a Belluno e Parma . Male il Sud, malissimo la Sicilia: Catania è la maglia nera
E' un'Italia tartaruga, dove si registra una battuta d'arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità, dell'energia.
E' scarsamente attrattivo il trasporto pubblico (gli abitanti dei capoluoghi, in media, fanno solo un viaggio e mezzo a settimana su autobus, tram e metropolitane), le isole pedonali sono praticamente immutate da un anno all'altro (0,35 mq per abitante), le zone a traffico limitato si sono rimpicciolite (da 2,38 mq per abitante dello scorso anno ai 2,08 attuali), la congestione da quattroruote è identica (circa 64 auto ogni 100 abitanti), mentre sale solo dell'1% l'efficienza della depurazione (dall'88% all'89%), e il parametro migliore alla fine è quello della raccolta differenziata: un +2,79% che però lascia l'insieme delle città ferme al 27,19%, lontano, quindi, dal 50% che andrebbe assicurato entro il 2009.
Male per le abruzzesi dove Chieti è l'unica a guadganare posizioni (16) passando dal 59° posto al 43°.
I dati sono quelli relativi al 2008 dunque il terremoto non c'entra se L'Aquila ha perso 20 posizioni (dalla 43° alla 63°), male anche Pescara che perde 16 posizioni e piomba al 65° posto (-18 posizioni).
Anche Teramo scivola al 72° posto perdendo ben 17 posizioni.
Capoluoghi abruzzesi scarsamente attenti alle politiche ambientali che poi secondo la statistica si traduce in una scarsa vivibilità.
In questo scenario statico spiccano le performance di Verbania, Belluno, Parma, Bolzano e Siena, che occupano i primi cinque posti della classifica, così come risaltano, stavolta in negativo, gli eco-risultati di Catania, Crotone, Agrigento, Frosinone e Caltanissetta, adagiate sul fondo della graduatoria.
Questi in sintesi i risultati della XVI edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente, rapporto annuale realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 oreSeppur in un contesto generalmente statico, tra i capoluoghi di provincia possiamo distinguere città lepre, formica o gazzella.
Tra le lepri compaiono sicuramente Verbania e Novara che, con percentuali di raccolta differenziata superiori al 70%, hanno già raggiunto con netto anticipo l'obiettivo del 65% fissato per il 2012 dal decreto sul recupero dei rifiuti.
«Non investire nella sostenibilità urbana produce un doppio danno, sia locale che globale - ha sottolineato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – nelle città infatti si concentrano le più alte percentuali delle emissioni inquinanti, dei consumi energetici e degli spostamenti: migliorando l'ecosistema urbano, quindi, si offre un ambiente migliore agli abitanti e, nello stesso tempo, si contribuisce alla riduzione dei gas climalteranti che stanno facendo salire la temperatura del pianeta».
Tornando ai risultati di Ecosistema Urbano di Legambiente, Verbania scala la classifica e dal 4° posto dello scorso anno si aggiudica il podio, grazie a significativi miglioramenti nelle medie del Pm10, nell'ottima percentuale di raccolta differenziata che la conferma leader in Italia con il 72,8% di rifiuti raccolti in modo specifico, nelle emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico, nei metri quadrati di zone limitate al traffico veicolare.
Questi i punti forti a cui si aggiungono alcune buone conferme come quelle nei metri quadrati di isole pedonali e nelle certificazioni ambientali Iso 14001, per cui è seconda in Italia nella classifiche di settore. Il tutto, amalgamato con chiari passi avanti generali: dai consumi idrici alla percentuale di perdite della rete, ai passeggeri trasportati dagli autobus, ai consumi di carburanti.

26/10/2009 12.40

CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK