Cooperazione internazionale. Melilla:«qui non c’è potere, solo volontariato»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Cooperazione internazionale. Melilla:«qui non c’è potere, solo volontariato»
L'INTERVISTA. CHIETI. «PrimaDaNoi? Vi leggo spesso.. solo che sti giornalisti sono tutti precari…mi dispiace».
Ci accoglie così Gianni Melilla nella sua stanza di “Eurobic”, la società di cui oggi è amministratore delegato, evidentemente conoscendo la generalità del problema.
Sul tavolo, già pronti, opuscoli, report e stampe delle tante iniziative della Cooperazione internazionale abruzzese.
Un mondo sconosciuto ai più in cui il politico di «sinistra» ha speso «energie e passione».
Dire “Cooperazione internazionale” in Abruzzo è dire Gianni Melilla.
Più che uno spot pubblicitario, la frase riassume anni di attività e di progetti «volti a risolvere qualche problema nei paesi in via di sviluppo» in tutto il mondo, dall'America Latina, all'Asia, ai Balcani all'Africa sub-sahariana.
All'uomo “Cooperazione” non par vero poter spiegare tutto con calma.
Risponde facendo lo slalom tra le domande, una dopo l'altra, con lo sguardo di chi si chiede: “ma quando arriva quella cattiva?”.
Non vuole che si faccia confusione così prende un foglio bianco e scrive la sua “carriera” nella solidarietà.
Inizia a raccontare la storia della Cooperazione internazionale, come fosse quella di un figlio che ora si è perso.
In ogni organismo per la cooperazione c'è l'ex esponente dei Ds che, al momento, presiede l'Istituzione Comunale per la Cooperazione internazionale (di Pescara, ndr). Inoltre, per la Regione, è membro del Comitato della Cooperazione Internazionale di cui è stato presidente per quattro anni, dal 2005 al 2008.

«CON CHIODI NON SI COOPERA…»

«Ora stanno facendo uno schifo, sono in alto mare: il Comitato da quando non sono più presidente, non si è ancora riunito dall'elezione della nuova amministrazione. Nel 2009 Chiodi non ha fatto nulla. Hanno solo deciso i membri».
Non è dato sapere chi è il presidente attuale, né tantomeno- meglio non fare lo sgambetto ai colleghi- chi sono i membri del Comitato (a parte Melilla): «non è importante sapere i nomi,- dice Melilla- è il presidente Chiodi che lo deve convocare, dipende da lui».
E non l'ha ancora fatto. «Ogni anno venivano stanziati dei soldi ma quest'anno, per via del terremoto, non ci hanno messo nulla» si lamenta.
Stiamo parlando di un comitato, che da 6 progetti del 2004, è arrivato a gestirne 39 nel 2008. Con un corposo budget, finanziato dalla Regione, che ha toccato 1,7 mln di euro. Borse di studio, stage all'estero, un master gratuito all'Università di Pescara, di tutto ciò, quest'anno, si è riusciti a salvare solo il Master, spiega Melilla.
«Questo della Regione è il grosso,- sostiene con un po' di amarezza Melilla- al Comune di Pescara abbiamo di meno, 60 mila euro, ma pur sempre utili».

PESCARA CITTA'… “SOLIDALE”

Pescara città “Vicina”? Pescara città “Facile”? Forse qualcuno in questo caso l'avrebbe chiamata “Solidale”.
Infatti, il Comune di Pescara finanzierà, non per la prima volta, 5 progetti di sviluppo in diversi paesi dell'Africa con un investimento di 60 mila euro.
Il tutto è stato annunciato la settimana scorsa in conferenza stampa dal sindaco Albore Mascia, da Gianni Melilla con la partecipazione di Tusio De Iuliis, presidente della organizzazione non governativa “Aiutiamoli a Vivere”, di Tiziano La Rovere dell'Associazione “Dalla parte degli ultimi” e di Domenico Pettinari, membro della Commissione di valutazione.
Un primo progetto, della Comunità Volontari per il Mondo, cercherà di migliorare l'approvvigionamento idrico e di rafforzare il ruolo delle donne nei momenti decisionali in Etiopia. Il Comune erogherà 15mila euro a fronte di una spesa complessiva di 87 mila euro.
Il secondo progetto riguarda la zootecnia e sarà realizzato dall'associazione Novissi in Togo. L'importo totale dell'intervento sarà di 20 mila euro di cui 12.600 euro saranno stanziati dall'amministrazione pescarese.
In Kenya, tramite l'associazione “Missione Possibile” si costruirà un punto di assistenza sanitaria investendo 11 mila euro sui 50 mila complessivi.
Altro progetto proposto, dall'Istituto di cooperazione e sviluppo Italia-Senegal, è stato pensato per garantire la sicurezza alimentare.
Anche qui il Comune metterà 9 mila euro sui 16.500 complessivi.
In passato sono stati tanti gli interventi in Africa, Melilla ne ricorda uno in speciale: «abbiamo fatto un progetto in Senegal per la coltivazione dei campi: sei ragazzi senegalesi che vivevano a Pescara sono ritornati a casa perché finalmente avevano il lavoro».
Una goccia nel mare, ma che potrebbe essere un buon metodo per arginare l'immigrazione.

COME SI SCEGLIE IL PROGETTO DA FINANZIARE?

Sono stati molte le organizzazioni a presentarsi per il bando.
Poche quest'anno ad essere accontentate a differenza degli altri anni («prima passavano tutti i progetti» ricorda Melilla).
Esclusa, per quest'anno, l'associazione “Aiutiamoli a Vivere”.
«Ma a Tusio (De Iuliis, ndr) gli abbiamo fatto avere lo stesso il finanziamento per il suo progetto dalla Fondazione PescaraAbruzzo».
Come si scelgono i progetti e chi li valuta?
«C'è un bando- spiega Melilla- ma alcuni requisiti sono: la rispondenza agli obiettivi del Millennio, la sostenibilità del progetto (ad esempio la manutenzione di un pozzo), l'approccio di genere (ad esempio un progetto destinato alle donne) e poi possibilità di partecipazione da parte delle popolazioni locali. Non si può andare lì, fare qualcosa noi italiani e basta. Non è cooperazione quella».
La commissione di valutazione è formata dai membri dell'Istituzione Comunale per la Cooperazione Internazionale e presieduta dal direttore generale del Comune, Stefano Ilari. Dell'Istituzione Comunale fanno parte: Domenico Pettinari (segretario provinciale di Codici), Fortunato De Leo, Antonio Natarelli e Valeria Pellicciari (che si è dimessa).

CAPITOLO BURUNDI

In quanti sanno che in Burundi la città di Pescara ha finanziato due scuole?
Eppure, durante un'eventuale capatina nello stato africano, potremmo trovarci di fronte a “Pescara1” e “Pescara 2”.
Una forte presenza quella pescarese in Burundi tramite l'associazione “Dalla Parte degli Ultimi” di cui è presidente don Enzo Chiarini.
Anche quest'anno il Comune ha scelto di finanziare un altro progetto di questa Ong, in quello che è uno dei paesi più poveri al mondo.
Il nuovo intervento ha l'obiettivo di migliorare il livello nutrizionale della popolazione attraverso un miglioramento del consumo di proteine animali.
«Compreremo vacche» traduce in parole povere Melilla «per 11 mila euro su 28 mila complessivi». A settembre scorso, il sindaco Albore Mascia, Gianni Melilla, Tusio De Iuliis, Tiziano La Rovere si sono recati in Burundi per inaugurare un impianto fotovoltaico, realizzato dall'Associazione “Aiutiamoli a vivere”, che fornirà energia elettrica, per 6 kw, ad un ricovero per anziani, una struttura per bambini mutilati e orfani e a una scuola.

FINANZIAMENTI: TRA PUBBLICO E PRIVATO

«Per ogni 100 euro di cooperazione: un terzo sono soldi pubblici e due terzi soldi privati» dice Melilla.
«Ci sono tanti giovani – illustra Melilla- che invece di perdere tempo, di drogarsi e bere, organizzano cene, concerti ed eventi con i quali raccolgono fondi per la cooperazione che tramite le Ong vanno a finanziare i progetti, nei quali l'amministrazione pubblica fornisce solo una parte dell'investimento».
Ci sono anche «parecchie imprese private» che tengono “agli ultimi”: «per esempio, tramite le associazioni, Gilberto Ferri è intervenuto in Angola, poi Rodolfo Di Zio in Senegal..».
Le imprese non disdegnano le donazioni anche per la possibilità di dedurre le somme versate dal reddito dichiarato…

«CONTROLLO RIGOROSO: NON HO MAI ASSISTITO A COSE BRUTTE»

«C'è un monitoraggio scrupoloso perché si aiuta gente povera» risponde Melilla alla domanda su “chi controlla?”.
Le associazioni devono presentare «documentazione finale fotografica e cartografica», un vero e proprio rendiconto finale con le ricevute delle spese sostenute.
Ed è su quelle spese che il Comune eroga i finanziamenti, dice Melilla.
«I soldi sono in banca,- spiega Melilla- quando le Ong avranno trovato la somma per finanziare complessivamente il progetto, allora si erogano i soldi e poi si salda con la rendicontazione finale». Il “controllo rigoroso”, però, è fatto a campione.
Un campione ampio: «sui 39 progetti che si facevano alla Regione, se ne estraeva uno a sorte e si andava a vedere».
E al Comune: «bhè su 5 progetti, va a finire che manco ci andiamo a vedere».
D'altronde, Melilla si dice sicuro: «abbiamo finanziato un pozzo ad una Ong che ne ha fatti 350, siamo sicuri che lo fa!».Un controllo, quasi, sulla fiducia.

«QUI NON C'E' POTERE, E' VOLONTARIATO PURO»

«Mi sono sempre vantato di non aver preso mai una retribuzione, mai un gettone di presenza, nemmeno il rimborso per la benzina per andare al Comitato. Anzi mai nessuno l'ha preso», incalza Melilla, con il tono tipico di chi è cosciente di essere nella zona “domanda cattiva”.
C'è, su YouTube, un'intervista che il giornalista Riccardo Iacona le fece qualche tempo fa e lei lì denunciava una “feudalizzazione della politica”: nei posti di comando di alcune società ed istituzioni vengono messi uomini di questo o quel politico. Sarebbe cattivo pensare che, con le sue cariche di presidente in queste istituzioni e comitati per la Cooperazione, lei faccia parte del feudo?



«No, io lì parlavo di enti come l'Aca dove un presidente prende 5-6 mila euro al mese, parlo di enti dove si dispensano consulenze, qui non c'è potere, è solo passione, anzi è volontariato puro».
«Anzi con la Cooperazione si perdono voti perché i poveri pescaresi non sono d'accordo a dare in nostri soldi ai bisognosi di altri paesi» chiosa Melilla.

Manuela Rosa 26/10/2009 8.38

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