Pdl in pezzi nella Marsica. Daniela Stati contro Piccone: attacco frontale

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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AVEZZANO. Si spacca clamorosamente e in pubblico il Pdl della Marsica. L'assessore Daniela Stati attacca frontalmente il coordinatore Filippo Piccone, che pure giocava in casa, e Massimo Verrecchia, responsabile locale.



Poi, seguita dagli applausi, lascia il palco dove un imbarazzatissimo Piccone cambia discorso, parlando dei debiti della sanità che dipendono dalla passata cattiva gestione del settore.
Una toppa peggiore del buco, come si suol dire, insomma un rimedio peggiore del male, una specie di autogol anche perché era atteso tra gli invitati il senatore Fabrizio Di Stefano, impegnato a Pescara alla presentazione della Fondazione di Castiglione. E proprio Di Stefano in passato è stato presidente della Commissione sanità, hanno fatto notare apertamente alcuni esponenti di rilievo di Forza Italia.
Lo scontro si è consumato all'interno di una delle sei manifestazioni, una ogni federazione, che il Pdl ha organizzato.
E all'Hotel Salviano di Avezzano è andato in onda proprio il fallimento dell'operazione in atto da tempo da parte del coordinatore Piccone e cioè di isolare i suoi potenziali avversari interni.
Operazione improvvida, conoscendo quanto sia coriacea la famiglia Stati, di cui l'assessore in questo momento è la punta di diamante.
«Io la vicenda la prenderei sotto un altro punto di vista – dichiara Daniela Stati, raggiunta telefonicamente – e non come attacco al coordinatore. Io mi sono sentita scippata dal mio partito. All'Aquila la Marsica non è rappresentata. Poi si nomina il figlio del sindaco Floris che ha tenuto bloccata la situazione di Avezzano per almeno sei mesi, per risolvere i suoi problemi. Senza dire di altre nomine (riferimento all'azienda dei rifiuti? ndr). Insomma An asso pigliatutto ed i miei elettori alla finestra? Mi hanno tenuta ferma per mesi, ho tentato di ricucire, ma non c'è stato verso. Questa gestione, sia locale che regionale non mi piace».
Una denuncia pubblica ed in piena regola, tra l'altro molto coraggiosa perché sul palco a darle la parola è stato proprio Massimo Verrecchia, uno dei contestati.
In pratica gli applausi della sala che hanno accompagnato Daniela Stati mentre lasciava la riunione, hanno sancito l'effetto boomerang dell'operazione di Piccone, segno di un malessere nel Pdl che non può più essere nascosto.
Ma che l'attacco al coordinatore venisse proprio dalla sua zona era imprevisto.
La lezione della contestazione di ieri dimostra che in realtà il controllo del consenso non può avvenire attraverso il meccanismo delle nomine amicali o parentali (figli, cugini, compari, autisti e segretari), nel momento in cui si invoca la meritocrazia.
E che il territorio ha dinamiche antiche di cui non ci si può dimenticare.
Piccone che è di Celano, doveva assolutamente conoscere il famoso detto dei Romani “nec sine Marsis nec contra Marsos”.
Se ti metti contro i Marsi, duri poco.

Sebastiano Calella 24/10/2009 12.07

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