Chiuse due case di appuntamento a L’Aquila

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Le indagini coordinate dal pm Simonetta Ciccarelli della Procura della Repubblica hanno consentito di eseguire due misure cautelari nei confronti di due donne straniere che hanno continuato a portare avanti la loro attività anche dopo il terremoto.




Si tratta di D.R.B., brasiliana di 30 anni e D.A.A., rumena di 25 anni per le quali il gip Giansaverio Cappa ha emesso due divieti di dimora in tutto il territorio aquilano.
Le due donne, fermate dalla squadra mobile del capoluogo, sono ritenute responsabili di aver attivato e gestito in città due case di appuntamento.
Secondo la Procura nelle abitazioni, che si trovano nelle vicinanze di piazza D'Armi, lavoravano, dopo essere state reclutate nei loro paesi di origine, numerose ragazze e transessuali prevalentemente provenienti dal sudamerica.
Le due indagate pubblicizzavano l'attività attraverso annunci su quotidiani locali e siti internet dove venivano esaltate le caratteristiche fisiche delle prostitute, con tanto di fotografia.
I clienti pagavano somme di danaro che variavano dai 70 ai 150 euro a seconda delle prestazioni sessuali richieste.
L'attività di prostituzione era iniziata, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, nell'inverno 2008 ed è proseguita anche nei giorni immediatamente successivi al terremoto, nonostante il manifestato timore della popolazione a rientrare nelle proprie abitazioni.
Le due donne (in regola con la normativa sul soggiorno) , alle quali e' stato notificato il provvedimento cautelare, sono quindi impossibilitate a rientrare nella provincia e le due case sono state liberate in attesa di ultimare gli accertamenti sui proprietari che le avevano regolarmente affittate senza essere a conoscenza della professione delle due.


24/10/2009 12.00