Inceneritore Maio: Costambiente chiede la sospensione dell’attività

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CHIETI. Emergenza ambientale nell’area industriale della Val di Sangro.


La Regione Abruzzo, racconta Pasquale Colantonio di Costambiente, nei giorni scorsi ha diffidato la ditta Maio Guglielmo srl a seguito di alcuni rilievi dell'Arta attestanti il superamento reiterato, delle soglie di rispetto delle emissioni di Carbone Organico Totale e di Ossido di Carbonio.
Ma non solo; in alcuni giorni, sempre secondo l'Arta, sono stati sforati i limiti di emissione di acido cloridrico, un inquinante nocivo alla salute e all'ambiente, che determina la formazione, a contatto con l'atmosfera, di diossina.
Di fronte al rischio evidente di inquinamento ambientale e di contaminazione umana da diossine, il responsabile dell'ufficio rifiuti della Regione Abruzzo, Franco Gerardini, ha diffidato la ditta frentana che gestisce l'inceneritore di rifiuti ospedalieri nell'arco di trenta giorni, intimandole di rispettare le prescrizioni imposte nell'autorizzazione sulle emissioni in atmosfera.
«L'impianto di Maio è alimentato da rifiuti pericolosi provenienti da attività sanitarie», racconta ancora Colantonio, «la quantità autorizzata di rifiuti da smaltire è di 3.320 tonnellate annue che corrisponde ad una capacità di incenerimento a pieno carico di 400 kg ogni ora. Nel 2007 la ditta ha ottenuto dalla Regione Abruzzo l'adeguamento alla direttiva IPCC , una nuova autorizzazione, denominata Autorizzazione integrata ambientale prevista dal Decreto Legislativo n.59 del 2005». L'azienda si è giustificata, sostiene sempre Colantonio di Costambiente, di fronte alla Regione imputando ad un fatto contingente lo sforamento delle emissioni; sarebbe da ricondurre ad un guasto al sistema di abbattimento dei fumi.
Ieri alla sede dell'assessorato all'ambiente della Regione Abruzzo si è svolto un summit per decidere sull'accaduto a cui ha partecipato anche un rappresentante della ditta Maio.
Si è deciso di approfondire la verifica tecnica, compito che spetterà nei prossimi giorni all'Arta con un sopralluogo nella sede dell'inceneritore.
L'azienda si è impegnata a presentare un nuovo piano di monitoraggio e di controllo delle emissioni in atmosfera.
Nei prossimi giorni, comunque Gerardini, dovrà prendere una decisione sospendere l'attività di incenerimento oppure dare altro tempo per l'adeguamento.
CostAmbiente già nel 2007 presentò alla Regione Abruzzo delle osservazioni alla richiesta di autorizzazione integrata ambientale avanzata da Maio.
«Nelle osservazioni si evidenziava», spiega Colantonio, «un sistema di abbattimento insufficiente. Per abbattere sostanze pericolosissime come biossido di zolfo acido cloridrico e diossina metalli pesanti il sistema migliore è quello ad umido completo di sistema catalitico di riduzione degli ossidi di azoto e di acido cloridrico. Alla luce di quanto è accaduto, chiediamo alla Regione di sospendere immediatamente l'attività produttiva dell'inceneritore, prima che accadono disastri ambientali. La diossina entra facilmente nella catena alimentare, in quella zona ci sono terreni coltivati ad ortaggi e frutta e allo stato attuale le persone più a rischio sono i bambini».

24/10/2009 11.47