Ricatti sexy a Lady Bmw, processo rinviato a febbraio del 2010

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Niente intercettazioni, udienza rinviata. E' stata aggiornata al prossimo 4 febbraio 2010 l'udienza preliminare nei confronti dei componenti della presunta organizzazione che avrebbe compiuto ricatti a luci rosse nei confronti di facoltose donne tedesche.



Fra le vittime più illustri Susanne Klatten, nota come "lady Bmw".
L'udienza di questa mattina davanti al Gup di Pescara Maria Michela Di Fine è stata rinviata poiché il perito incaricato di trascrivere le intercettazioni inerenti la vicenda ha chiesto altri 60 giorni di tempo per completare il lavoro.
Nell'ambito dell'inchiesta, il 14 giugno del 2008 era stato arrestato Ernano Barretta, di 63 anni, di Pescosansonesco ritenuto uno dei capi dell'organizzazione assieme allo svizzero Helg Sgarbi, ex amante della Klatten, già condannato in Germania.
Una storia che ha fatto il giro del mondo per i personaggi dell'alta società tedesca ma anche per le presunte metodologie utilizzate dal gruppo per estorcere soldi alle milionarie.
Anche per questo processo furono attivate una serie di intercettazioni che sono pure state più volte contestate dalla difesa di Barretta (avvocato Sabatino Ciprietti) perché la procura avrebbe distorto il reale significato di alcune frasi ascoltate al telefono.
Nell'inchiesta anche il giallo dell'auto di Barretta rubata e poi ritrovata vicino al porto di Bari.
Un furto come tanti se non fosse che dentro l'auto si ritiene potessero esserci alcuni filmati che ritraevano Sgarbi e le donne tedesche filmate nelle camere d'albergo.
L'auto fu ritrovata ed è tornata al proprietario ma l'hardisk che conteneva i filmati sarebbe sparito. Anche su questo punto però la vicenda non è chiara e non è stata approfondita perché non riguarda strettamente il procedimento giudiziario.
Per lo stesso caso è stato già condannato, invece, in Svizzera (con un processo durato tre ore) lo svizzero Helg Sgarbi, che dovrà restare in carcere per i prossimi sei anni.
Lui ha confessato e patteggiato la pena. Con la giustizia italiana non “conviene” agli indagati seguire lo stesso iter.

22/10/2009 13.51

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