Sequestrato porto turistico e parte dell’arenile alla foce dell’Alento

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Sequestrato porto turistico e parte dell’arenile alla foce dell’Alento
FRANCAVILLA. Sigilli al porto turistico (ancora cantiere e non ultimato) e a parte dell’arenile alla foce del fiume Alento a Francavilla. Un provvedimento atteso da anni poiché partito da alcuni esposti protocollati dal Wwf. * L’ESPOSTO INTEGRALE DEL WWF DEL 2008
Questa mattina su disposizione della Procura della Repubblica di Chieti il personale della stazione navale della Guardia di finanza e la Forestale di Chieti hanno sequestrato l'area del cantiere del porto e circa due chilometri di spiaggia.
Il provvedimento, che non si conosce ancora nei particolari, potrebbe riguardare una serie di irregolarità nella gestione della procedura amministrativa avviata dal Comune di Francavilla ai tempi della giunta Agelucci, e potrebbe riguardare il fatto che la struttura è stata realizzata in zona Sin (sito di interesse nazionale).
La terra proveniente dagli scavi potrebbe essere stata smaltita irregolarmente magari per il ripascimento della costa.
Inoltre da analisi della Arta era emerso che i livelli di alcune sostanze altamente nocive superava di gran lunga i limiti di legge.
Fu rilevata alta presenza di diossina proprio nell'area oggi sottoposta a sequestro.
Gli indagati sarebbero quattro e tra questi anche ex amministratori.

22/10/2009 11.14

IL CANTIERE RIENTRA IN UN SITO DI INTERESSE NAZIONALE PER LE BONIFICHE.

Il Wwf plaude all'iniziativa della Procura di Chieti e della Guardia di Finanza.
La stessa associazione aveva presentato, anche assieme a cittadini, numerose note ed esposti a tutti gli enti competenti ed alla procura di Chieti su vari aspetti relativi a questa opera pubblica. L'intervento, infatti, è stato realizzato all'interno del Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche denominato Saline-Alento, istituito e perimetrato fin dal 2003 da un Decreto del Ministero dell'Ambiente.
Nel 2008 l'Arta aveva accertato la presenza di diossina oltre i limiti di legge proprio nell'area interessata dal cantiere.
Prima a luglio 2008 e poi a novembre 2008 il Wwf aveva sollevato gravissimi dubbi circa l'assenza di una preventiva caratterizzazione dei sedimenti su cui si stava lavorando.
Inoltre aveva segnalato che in diverse occasioni pubbliche erano addirittura emerse indicazioni circa l'uso dei sedimenti asportati dall'area del porto per opere di ripascimento lungo il litorale posto a sud della foce.
L'Associazione aveva chiarito come in un Sito di Bonifiche di Interesse Nazionale in cui sia stato accertato inquinamento «è vietata qualsiasi movimentazione di materiale prima di un'adeguata bonifica».
Il Ministero dell'Ambiente, a seguito delle note del Wwf, già a dicembre 2008 era intervenuto con una durissima nota in cui, testualmente, dichiarava tutti gli atti relativi al porto «illegittimi»”.
Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo ha detto:«Questo sequestro è frutto di un clima di sostanziale indifferenza da parte degli enti pubblici su una questione delicatissima come il risanamento del sito di bonifiche nazionale Saline-Alento. E' solo la punta dell'iceberg di ritardi, inadempienze, mancanza di controlli ordinari e straordinari che riguardano la gestione di questo sito che, ricordo, da un punto di vista normativo è al pari di Marghera, Priolo e Manfredonia. E' incredibile come la pubblica amministrazione abruzzese dal 2003 non sia stata capace di affrontare seriamente il tema del risanamento dei due fiumi».

22/10/2009 12.58

OPERAZIONE “HARBOUR CLEAN”: «SABBIE UTILIZZATE IMPROPRIAMENTE»

«Abbiamo accertato», ha spiegato il comandante provinciale di Chieti della Forestale, Nevio Savini, «grazie anche alla collaborazione dei tecnici dell'Arta che i lavori di realizzazione del porticciolo stavano interessando alcuni punti della foce del fiume già classificati inquinati, e quindi inseriti nel Sito di Interesse Nazionale del Ministero, ai fini della caratterizzazione e della successiva bonifica delle sabbie contenenti anche mercurio, diossine, selenio e rame in concentrazioni superiori ai limiti consentiti per legge. Non solo, ma le sabbie provenienti dall'escavazione dei fondali dell'approdo sono state utilizzate impropriamente oltre che per il livellamento del piazzale antistante il porto, anche per il ripascimento, l'anno scorso, dell'arenile a Sud della struttura in costruzione, proprio nel tratto centrale del litorale francavillese, fino al pontile del Lido Sirena».
Pertanto, sono stati ritenuti responsabili di gestione illecita di rifiuti, in concorso tra loro, quattro persone, nei confronti delle quali sono stati emessi e notificati i relativi avvisi di garanzia.
Mentre il cantiere del costruendo approdo è stato affidato in custodia all'attuale sindaco di Francavilla, l'area del litorale interessata dai ripascimenti è stata affidata alla Capitaneria di Porto di Ortona, in ragione delle loro competenze sul demanio marittimo.
L'operazione è stata denominata Harbour clean, cioè porto pulito.

22/10/2009 18.26


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L'ESPOSTO INTEGRALE DEL WWF DEL 2008


Pescara, 18/07/2008 Procura della Repubblica di Pescara

Procura della Repubblica di Chieti

Corte dei Conti – Sezione Abruzzo

Corpo Forestale dello Stato di Pescara
c.a.Guido Conti

Ministero dell'Ambiente
Via C. Colombo 44
00147 Roma

Regione Abruzzo
Direzione Urbanistica - Servizio Bonifiche
Via Passolanciano 65
Pescara

ARTA - Abruzzo
Prot. n.:134/2008
OGGETTO: Sito di Bonifiche Nazionale “Saline-Alento” segnalazioni

Il Ministero dell'Ambiente, con Decreto Ministeriale 3 marzo 2003 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.121, serie generale del 27 maggio 2003, ha identificato e perimetrato il Sito di Bonifiche Nazionale denominato “Saline-Alento”. Con tale Decreto il Ministero ha inserito l'area tra quelle a rilevanza nazionale per il potenziale rischio di inquinamento, riconoscendo la gravissima situazione di pericolo ambientale del sito derivante dalla presenza accertata negli anni di numerosi scarichi abusivi e dalla presenza di discariche dismesse e mai bonificate, tra cui quella di rifiuti solidi urbani di Montesilvano.
L'Associazione scrivente ha partecipato ad alcune delle conferenze di servizio promosse fin dal 2005 dal Ministero dell'Ambiente, al fine di provvedere a tutte le attività previste per la messa in sicurezza di emergenza dell'area, per la caratterizzazione necessaria ad identificare le tipologie di inquinanti e le matrici interessate (suolo, acqua superficiale, falde) e per la definitiva bonifica.
In questi anni, come si evince chiaramente dai verbali delle Conferenze di Servizio, vi sono stati gravissimi ritardi nell'espletamento delle procedure previste dal Decreto Legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni (ex D.M. n. 471/99). Lo stesso Ministero dell'Ambiente rileva, in generale, numerosissime inadempienze e omissioni nelle procedure seguite dagli enti locali e dai privati. Più recentemente l'ARTA ha reso noto le risultanze delle analisi sul sito, in cui si sono accertati superamenti dei limiti di legge per molte sostanze pericolose, tra cui diossina, IPA, benzopirene ecc.

L'Associazione scrivente, per verificare il grado di controllo e le modalità di gestione del Sito di Bonifiche, in data 6 luglio 2008 per l'area del fiume Alento, e l'11 luglio 2008 per l'area del fiume Saline, ha realizzato due sopralluoghi da cui sono emersi fatti che appaiono estremamente gravi per la pubblica incolumità (per la movimentazione di materiali potenzialmente pericolosi), per la sicurezza dei lavoratori che possono venire a contatto con sostanze estremamente pericolose, per l'ambiente.

MOVIMENTO TERRA E SCAVI

Nel perimetro del Sito di Bonifiche Nazionali sono in corso numerosi interventi da parte di Enti Pubblici e di privati con sbancamenti e movimenti di terra di proporzioni rilevanti (anche di decine di migliaia di mq). Il D. Lgs. n. 152/2006 prevede che si proceda alla caratterizzazione per la presenza di inquinanti prima di qualsiasi intervento, onde evitare che si produca un peggioramento dei livelli di inquinamento, una dispersione degli inquinanti ed un'esposizione agli stessi da parte degli organismi e degli esseri umani. Inoltre, ai sensi dello stesso Decreto i materiali scavati sono classificati quali rifiuti e devono essere sottoposti a caratterizzazione prima del loro riutilizzo/smaltimento (art. 186 D.Lgs. n. 152/06 così come modificato dal D.Lgs. n. 4/08).
Qui di seguito si riporta un elenco dei cantieri individuati (peraltro è un elenco probabilmente parziale perché il sopralluogo non ha riguardato tutto il territorio del SIN) in cui si verificano scavi e movimento di terra (i numeri corrispondono a quelli sulla cartografia):
1) Cantiere per Parco Fluviale in comune di Montesilvano;
2) Cantiere per vasca in Comune di Montesilvano;
3) Cantiere in Comune di Montesilvano;
4) Cantiere privato nell'area artigianale di Montesilvano;
5) Cantiere privato nell'area artigianale di Montesilvano;
6) Cantiere pubblico per realizzazione di strada nel Comune di Montesilvano;
7) Cantiere pubblico dell'Amministrazione Provinciale di Pescara nel Comune di Montesilvano;
8) Cumuli di terra in Comune di Montesilvano;
9) Cantiere privato per la realizzazione di alloggi in Comune di Città S. Angelo (in questo caso bisogna verificare l'esatta rispondenza del cantiere rispetto al perimetro del SIN);
10) Cantiere pubblico dell'ATO4 di Pescara per la realizzazione di un depuratore nel Comune di Francavilla al Mare;
11) Cantiere non identificato nel territorio di Francavilla al Mare;
12) Cantiere per la realizzazione di un porto turistico nel Comune di Francavilla al Mare.

Per la ragioni sopra esposte si chiede di conoscere:
a) se i siti dove si svolgono queste attività siano stati sottoposti a caratterizzazione e se questa sia stata approvata dagli organismi competenti secondo quanto previsto dal D. Lgs. n. 152/2006;
b) se prima dei lavori sia stata effettuata la messa in sicurezza di emergenza e la successiva bonifica dei siti interessati secondo quanto previsto dal D. Lgs. n. 152/2006;
c) se i materiali derivanti da scavo e sbancamento siano stati sottoposti a caratterizzazione e, in caso contrario, quale sia stata la destinazione degli stessi e le procedure di smaltimento.

DEPURAZIONE DELLE ACQUE

La relazione dell'ARTA sul Sito di Bonifiche sottolinea lo stato di grave alterazione del corpo idrico del Fiume Saline. Nonostante le ripetute sollecitazione, dal sopralluogo effettuato emerge chiaramente la completa inadeguatezza delle procedure di trattamento dei reflui che vengono trattati nel depuratore consortile di Montesilvano (ex Considan).
Secondo i dati ARTA ben 18 controlli su 22 effettuati nel 2007 sono risultati non regolari. In tre diversi sopralluoghi effettuati negli ultimi giorni lo scarico del depuratore emanava un odore nauseabondo e presentava un colore nerastro (e lo stesso fiume diventava per gran parte dello stesso colore a valle dello scarico).
Rispetto a tale situazione si chiede:
a) di accertare le modalità di gestione del depuratore di Montesilvano negli ultimi anni, anche rispetto agli investimenti effettuati, i processi di autocontrollo attivati e, più in generale, eventuali responsabilità che hanno portato a tale situazione disastrosa che determina un palese danno ambientale;
b) di verificare se esistano danni alla collettività derivanti da questa situazione di inefficienza, anche rispetto alle tariffe pagate dai cittadini per la depurazione e in relazione all'impossibilità di utilizzo di aree demaniali a causa della gravissima situazione di inquinamento.

SCARICHI ILLEGALI DI RIFIUTI

Durante i sopralluoghi sono stati localizzati moltissimi cumuli di rifiuti, sia derivanti da attività produttive (elettrauto, carrozzieri, gommisti ecc) sia da cantieri (inerti ecc): tra questi batterie, gomme, materiali da computer ecc. . Alleghiamo cartografia e documentazione fotografica.
Si ricorda che fin dalla prima conferenza dei servizi del 2004, l'Associazione scrivente aveva segnalato la presenza di continui scarichi di rifiuti suggerendo una serie di interventi (videocamere, chiusura delle stradine sterrate, turni di sorveglianza ecc.).
La situazione è, ormai, veramente critica poiché continuano anche gli incendi di questi materiali da cui si sprigionano sostanze pericolose (diossine ecc.) che peggiorano la già compromessa situazione del Sito di Bonifiche Nazionali.
Rispetto a tale situazione si chiede di:
a) verificare la possibilità di risalire agli autori degli scarichi (per tipologia, matricole ecc.);
b) verificare se gli Enti responsabili (in primo luogo i Comuni) abbiano attivato, fin dal momento delle prime segnalazioni, tutte le procedure necessarie per evitare un ulteriore impiego di denaro pubblico, considerato che la Regione Abruzzo ha già dovuto stanziare diverse centinaia di migliaia di euro per la rimozione dei cumuli localizzati nel passato;
c) attivare immediatamente tutte le procedure di bonifica delle aree segnalate e rimozione delle cause che determinano il ripetersi di questi fenomeni.

Dr. Massimo Pellegrini
Vicepresidente Regionale


INTEGRAZIONE ALL'ESPOSTO


Pescara, 25/11/2008


NIPAF del Corpo Forestale dello Stato di Chieti
Via Asinio Herio 75
Chieti
c.a. Dr. Consorti

e p.c.

Comune di Francavilla al Mare
Amministrazione Provinciale di Pescara

Regione Abruzzo
Direzione Ecologia
Ufficio Bonifiche

Ministero dell'Ambiente
Direzione Bonifiche


Prot.N. 235/2008
OGGETTO: esposto su SIN Saline – Alento; porto di Francavilla al Mare - Addendum

L'associazione scrivente, in aggiunta a quanto già segnalato con nota n.134/2008 del 18/07/2008, espone quanto segue.
Il Decreto 471/99 (e il successivo Decreto 152/2006) relativo alle bonifiche dei siti inquinati prescrive che eventuali lavori di movimento di terra e sedimenti all'interno di un sito di bonifiche nazionale devono essere preceduti dalla caratterizzazione ambientale del sito interessato dai lavori, a seguito dell'approvazione di un apposito Piano di caratterizzazione. Ciò al fine di scongiurare un peggioramento della situazione di inquinamento attraverso la mobilizzazione incontrollata degli inquinanti eventualmente presenti.
A seguito di accesso agli atti relativi al progetto per la realizzazione dell'approdo turistico in comune di Francavilla al Mare, in corso di realizzazione all'interno del perimetro del sito di bonifiche nazionale all'altezza della Foce del Fiume Alento, l'associazione scrivente ha potuto constatare che lo Studio di Impatto Ambientale (SIA) allegato al progetto e redatto il 10/11/2005 cita il fatto che l'opera è interna al Sito di Bonifiche Nazionale Saline-Alento.

Lo Studio dedica poche righe all'argomento, sostenendo a pag.13 che:
“2.1.6. Piano di Caratterizzazione dei fiumi Saline ed Alento
In base alle risultanze del Piano di caratterizzazione delle aree pubbliche ricadenti nel sito d'interesse nazionale dei fiumi Saline ed Alento (riportato nel CD allegato), redatto dall'APAT nel mese di novembre 2004, non risultano siti contaminati nell'ambito dell'area d'intervento”.

Ebbene, si segnala che:
a)il Piano di caratterizzazione delle aree pubbliche del Sito è stato approvato con Conferenza Decisoria presso il Ministero dell'Ambiente il 12/04/2005 e non nel novembre 2004;

b)il Piano di caratterizzazione è stato realizzato solo in parte e solo a partire dal 2007. Infatti l'ARTA ha presentato la relazione preliminare contenente i primi risultati della caratterizzazione solo a giugno 2008. Peraltro in questa relazione si può leggere (pag.75) che le analisi sui sedimenti marini sono ancora in corso. In ogni caso i primi risultati sulle diossine hanno sollevato un grande allarme. Infatti, nelle conclusioni della relazione a pag.134 si può leggere (il neretto è dello scrivente):

“Inoltre, le analisi chimiche eseguite hanno permesso di rilevare la diffusione di PCB e Diossine nei terreni, nei sedimenti fluviali e marini, ed il rinvenimento in concentrazione superiore ai limiti tabellari, in aree ristrette di: piombo, zinco, idrocarburi e solventi. .... In conclusione il quadro ambientale che emerge dalle indagini sul SIN Fiumi Saline e Alento, se da un lato consente alle Amministrazioni locali di porre in atto, le opportune attività di competenza ai fini della bonifica, quali rimozione dei rifiuti e del terreno contaminato o il loro trattamento “in situ”, dall'altro lascia ancora aperti numerosi aspetti problematici per i quali si ritiene necessario procedere ad ulteriori approfondimenti, da attuare contestualmente alle operazioni di bonifica. In particolare si ritiene indispensabile procedere alla seconda fase di monitoraggio (prevista dal PdC e dal Progetto speciale) delle acque superficiali e sotterranee per ulteriori due anni integrandola con un ulteriore controllo dei sedimenti fluviali e di quelli marini risultati contaminati, per meglio circoscrivere e caratterizzare le aree contaminate.”

E' evidente la completa discrasia tra quanto emerge dai documenti ufficiali degli enti competenti e le considerazioni tranquillizzanti contenute nello Studio di Impatto Ambientale allegato al progetto.

Tra l'altro, durante assemblee pubbliche, ci sono giunte segnalazioni circa l'utilizzo di parte del materiale escavato nell'ambito del cantiere dell'approdo per operazioni di ripascimento lungo il litorale sud di Francavilla al Mare, all'esterno del SIN. Sarebbe interessante conoscere se tali sedimenti siano stati sottoposti agli stessi test (diossine, PCB ecc.) ai quali sono stati sottoposti quelli all'interno del SIN.

Si chiede, quindi, di verificare se la procedura seguita nell'iter di approvazione dell'approdo turistico di Francavilla al Mare e le successive operazioni di cantiere abbiano rispettato quanto dettato dai decreti 471/1999 e 152/2006.

Cordiali saluti

Augusto De Sanctis
Referente Acque WWF Abruzzo