Usura e estorsione, Zupo: «nel 2009 già 26 arresti»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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PESCARA. Ieri è toccato al dirigente della Squadra mobile di Pescara, Nicola Zupo, intervenire al Convegno dell’associazione codici “Obiettivo legalità”.

Tema della relazione i reati di estorsione e usura.
«Il cittadino non deve sentirsi solo perché quando denuncia è protetto e riceve consigli su come muoversi», ha spiegato Zupo.
Solo nel 2009 a Pescara sono state arrestate dalla questura di Pescara 12 persone per il reato di usura e 14 per estorsione.
«Questi numeri», ha proseguito il dirigente, «dimostrano che l'azione di contrasto esiste».
Una azione che molto spesso il cittadino teme che non esista, o considera troppo blanda, come nel caso delle famiglie rom della città, dedite alle attività di estorsione e usura che sembrano intoccabili.
E sui temi dell'usura e dell'estorsione si è parlato da punto di vista tecnico ed investigativo, delle difficoltà nel reperire le prove ed incastrare chi delinque, gettando panico nella vita di chi questi reati li subisce.
La realtà cittadina dal racconto emerso non sembra essere priva di questa piaga che pare possa trovare nuova linfa proprio nei periodi - come i nostri - di crisi profonda.
«A partire dal 2007», ha spiegato il capo della Mobile, «abbiamo posto sotto sequestro beni alle famiglie rom per una cifra pari a 7 milioni di euro e non è ancora finita qui».
Una azione possibile grazie alla nuova normativa del sequestro anticipato dei beni che ha «un effetto devastante. Basta che la polizia giudiziaria faccia una richiesta di sequestro al presidente del Tribunale, dimostrando che quella sotto osservazione è una persona pericolosa, ovvero che non ha un lavoro e che è stata arrestata varie volte. In questo caso si procede al sequestro anche senza dover dimostrare che determinati beni siano provento di reati».
Una normativa che ha facilitato l'azione delle forze dell'ordine che così possono aggredire patrimoni non giustificabili, proprio come quelli delle famiglie rom che in città costituiscono ancora e sempre più un problema sociale di difficile soluzione.
Sono queste famiglie che praticherebbero regolarmente l'usura e l'estorsione con pratiche anche ben note, conquistando materialmente interi territori di città con un fare quanto meno poco civile.
Spesso, come è emerso anche da alcune indagini della procura, queste famiglie acquistano un appartamento in uno stabile e a poco a poco costringerebbero gli altri proprietari dell' immobile vicino a scappare perché la vita diventa impossibile. Gli appartamenti in vendita vengono acquistati dalle stesse famiglie rom che possono così riciclare il denaro provento da altri reati come lo spaccio della droga o l'usura appunto.
«Per i reati di usura», ha spiegato ancora Zupo, «grazie ad una norma del 1992 si può dimostrare anche la sproporzione del tenore di vita e la dichiarazione dei redditi e procedere con il sequestro». «L'usura è un reato subdolo e la denuncia arriva solo quando la vittima arriva al culmine e subisce intimidazioni gravi o aggressioni fisiche», ha continuato il capo della Mobile.
Spesso infatti i cittadini hanno paura di denunciare ma se negli ultimi anni qualcosa sta cambiando è anche grazie all'istituzione del fondo di sussidiarietà per le vittime di usura , «un mutuo agevolato per dare una seconda opportunità di ricominciare alle vittime», e una elargizione una tantum per le vittime di estorsione .
«Il legislatore ha compreso che in questo modo», ha spiegato Zupo, «si spingono le vittime ad uscire allo scoperto e testimoniare in un procedimento penale a carico dei responsabili».
Ma c'è ancora molta paura a denunciare che però sarebbe l'unico modo per svincolarsi dalla morsa mortale degli strozzini.
L'associazione Codici ha poi annunciato una nuova iniziativa insieme ad un'altra associazione dei Consumatori, l'Adusbef, per parlare delle difficoltà create dalle banche nell'erogazione di prestiti e mutui, una delle cause riconosciute del proliferare dell'usura.

21/10/2009 9.17


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