Asilo assediato dal cantiere, sottopasso allagato per una fogna "cieca"

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Asilo assediato dal cantiere, sottopasso allagato per una fogna "cieca"
CHIETI. Due storie diverse di piccoli grandi disagi che da mesi non riescono a trovare una soluzione. Due proteste pacate di cittadini che pretendono sommessamente servizi e trattamenti migliori.
Avevamo appena raccolto l'appello di un genitore che lamentava l'assedio di un cantiere all'asilo privato frequentato dal figlio, che pochi minuti dopo il sopralluogo e le foto (che pubblichiamo) l'assessore competente si è precipitato a sua volta per controllare la situazione.
Siamo in piazza Matteotti, zona centrale della città, dove il Comune da aprile ha aperto un cantiere per il rifacimento delle fogne e delle strade del rione Santa Maddalena.
Un lavoro indispensabile, visto il degrado dovuto all'incuria di decine e decine di anni.




Ma un lavoro molto lungo che ha messo in crisi l'asilo al piano terreno del palazzo a cui è stato addossato il cantiere.
«Da aprile – e chissà per quanti mesi – è un rumore continuo delle macchine operatrici, c'è il fumo, ci sono i tubi delle nuove fognature addossati alle finestre, è addirittura difficile anche l'accesso dei bambini e dei genitori che debbono usare una passerella. Insomma una situazione difficile che vorremmo segnalare senza cadere nella strumentalizzazione politica. Posti all'asilo pubblico non ci sono, ci paghiamo quello privato, ma almeno che sia tutelato», ci aveva detto la mamma che aveva segnalato i disagi.



Conferma tutto Luisa Ricci, che gestisce l'asilo: «pensi che questa estate siamo dovuti restare con le finestre chiuse per i rumori e per il fumo. Addirittura c'era un gabinetto del cantiere addossato ad una finestra, con tutto quello che può significare. Io non so se il cantiere si poteva spostare da un'altra parte, certo è che i disagi sono molti e non si sa quando finiranno».
Senza dire, aggiungiamo, che così coperto l'asilo nemmeno si nota con un evidente danno commerciale.
L'assessore Luigi Febo è accorso, ha controllato, ha contattato la ditta che sta eseguendo i lavori ed ha promesso che interverrà per limitare i danni.
Tutto bene quel che finisce bene?
Lo vedremo nei prossimi giorni.



VIA DEI VESTINI: LE FOGNE CHE NON ESISTONO

C'è un'altra segnalazione che dobbiamo evadere. Riguarda le fognature di via dei Vestini, zona ospedale e università, che quando piove non riescono a smaltire l'acqua. Ricordate il sottopasso all'altezza del campus che si allagò il pomeriggio del giorno in cui – la mattina – era stato inaugurato?
La vicenda sorprese non poco sia la ditta che aveva effettuato i lavori a tempo di record, sia l'assessore Luigi Febo messo in graticola, con il sindaco, per questo infortunio.
In realtà, gli operai subito intervenuti, scoprirono che l'allagamento non dipendeva dalla mancanza della fogna, ma dal fatto che la fogna stessa era stata collegata a valle ad un pozzetto cieco.
Cieco?
Ma come, c'era la fogna, ma non era collegata a nessun collettore?
Sì. Era proprio così.
La ditta che aveva eseguito i lavori, amministrazione Cucullo, era arrivata fino quasi a Madonna delle piane (per capirci di fronte al Palacus) e lì si era fermata.
Forse l'appalto era fino lì, forse erano finiti i soldi.
Fatto che di questo il Comune non sapeva nulla e così l'allacciamento era risultato cieco.
Allora quale sarebbe la segnalazione?
Che così non è possibile andare avanti: l'acqua piovana diventa un fiume che fa saltare addirittura i tombini, di fronte all'ingresso del Campus.



Un fiume che rende difficile anche attraversare la strada.
La soluzione tampone è stata quella di sistemare un cartello sul tombino che salta per la violenza dell'acqua e quella di collegare la fognatura ad un tubo che fuoriesce dalla strada e che scarica l'acqua all'esterno, sulla rampa di uscita dello svincolo di Madonna delle piane.
Ma il Comune, precisa l'ingegner Di Muzio, Lavori pubblici, sta predisponendo una soluzione definitiva: «Non vorremmo essere criticati noi che stiamo risolvendo il problema», ha commentato l'assessore Febo.


Sebastiano Calella 21/10/2009 8.43

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