La variante al Prg agita il consiglio comunale di Giulianova

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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GIULIANOVA. C’è fermento a Giulianova per la prossima approvazione della variante al Piano Regolatore.

Il consigliere Roberto Ciccocelli ha scritto al prefetto di Teramo per denunciare «la mancanza di trasparenza» e «l'impossibilità» di visionare i documenti nonostante «ripetute richieste».
«Ad oggi», ha spiegato Ciccocelli, «nonostante ripetuti solleciti, solo parte della documentazione in essere è stata messa a disposizione. Per questo non sono stato in grado di studiare adeguatamente il non indifferente plico contenente tutte le osservazioni».
«Il comportamento dell'amministrazione Comunale manifesta un esercizio gestionale abnorme, ledente, oltre che il diritto all'informazione del consigliere, l'interesse della comunità amministrata», ha continuato il consigliere.
Critiche sono arrivate anche dal gruppo dell'Udc secondo il quale «i tempi contingentati e ristretti assegnati al Consiglio Comunale per l'analisi e la discussione delle osservazioni alla variante non consentono confronto e partecipazione».
«Pensare esclusivamente alla variante generale fa passare in secondo piano ciò che a noi dell'Udc pare invece come la vera priorità del momento: schiodare la Città dalla situazione di stallo in cui permane da diverso tempo dando a tutti (cittadini, comitati, imprese, progettisti, esperti di urbanistica, istituzioni, ecc.) l'opportunità di progettare il futuro sviluppo di Giulianova attraverso la definizione di un quadro di riferimento urbanistico certo all'interno del quale la Città possa crescere in modo armonico e rispettoso del territorio, rispondendo positivamente alle esigenze di tutti i portatori di interesse».
Il sindaco Francesco Mastromauto ha invece replicato alle accuse mosse dal gruppo consiliare “Il Cittadino Governante”. Il consigliere Franco Arboretti, infatti, si era lamentato di aver ricevuto, con congruo anticipo, la notificazione relativa alla convocazione del Consiglio sul PRG, definendola “irrituale”.
«Questo direi che sfiora il ridicolo», ha replicato il primo cittadino.
«Mi si accusa, in sostanza, di aver coniugato alla solerzia il rispetto. Probabilmente dimentica il consigliere Arboretti, il quale in altri tempi è stato assessore e, anche se per breve tempo, persino sindaco, che l'unico obbligo, semmai, è quello di notificare la convocazione del consiglio con almeno 5 giorni di anticipo. Incredibile e grave, poi, l'accusa di aver agito autoritariamente. La verità è che la maggioranza, come peraltro ho già avuto modo di sottolineare, lavorando davvero sodo è giunta a redigere le controdeduzioni alle 488 osservazioni presentate, così da rendere possibile la convocazione della Commissione urbanistica per il 21 ottobre, con il materiale a disposizione, in tempo utile, di tutti i consiglieri, Arboretti compreso».
Ma il gruppo replica nuovamente e accusa il sindaco di portare in consiglio una variante, «senza alcun ragionamento serio fondato su un'analisi approfondita dei bisogni e su una prospettiva di qualità urbana e territoriale. E' ampiamente dimostrabile».
Proprio oggi si discuterà in consiglio una mozione in merito.
«Perché, quindi, è stato stabilito ancor prima che la variante deve andare avanti nel suo iter sulle linee già tracciate?», si chiede “Il cittadino governante”.
«Se poi la sua preoccupazione è quella di riuscire a rispettare ad ogni costo i 100 giorni, forse, più realisticamente, nella notifica inviata ai consiglieri il 14 ottobre avrebbe dovuto fissare la convocazione del consiglio non per il 23 novembre come ha fatto bensì per il 23 gennaio del 2010 perché quella sarebbe la data giusta se si vuole concedere un tempo congruo anche i consiglieri di minoranza».
«La cittadinanza dovrebbe poi sapere», continua Arboretti, «che, nella notifica del sindaco, il consiglio comunale è stato previsto anche in “seconda convocazione”, il che significa poter dare inizio ai lavori consiliari anche con la presenza di soli quattro consiglieri».

19/10/2009 9.13