Anziani ancora a Canistro: quando riapre la Rsa di Montereale?

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L’AQUILA. Fino a quando gli anziani della Rsa di Montereale saranno tenuti in albergo a Canistro? Chi ha autorizzato questa sistemazione e chi la continua a “proteggere”, se la Asl dell'Aquila l'ha contestata apertamente? E, soprattutto, quando riapre la Rsa di Montereale?



Quest'ultima domanda la rivolge la Fp Cgil a Giancarlo Silveri, nuovo Commissario Asl, al quale è stato chiesto un incontro urgente.
Il sindacato ha raccolto le preoccupazioni dei lavoratori che, «con spirito di massima collaborazione e con grande sacrificio sia economico che fisico» hanno accettato, a partire da luglio scorso, di affrontare ogni giorno od ogni notte (a seconda del turno) il tragitto da Montereale - Rocca di Mezzo per prestare le cure dovute agli anziani ospitati fino al 6 aprile nella struttura della Asl 4.
Gli anziani, come noto, erano stati evacuati il 6 aprile sull'onda della paura di nuove scosse, benché la struttura non avesse subìto alcun danno.
Alcuni di essi furono ricoverati nella Clinica Ini di Canistro, altri furono dirottati in un albergo (non abilitato come Rsa, come accertato dai Nas dei Carabinieri) della stessa località e di proprietà della clinica.
«Dal mese di luglio», ricorda oggi la Fp Cgil, «grazie alla disponibilità dell'amministrazione comunale di Rocca di Mezzo, é stato possibile ospitare una parte di anziani in una struttura del centro dell'altopiano che però non è autorizzata come residenza per anziani autosufficienti e quindi è poco adatta ad assistere pazienti portatori di varie patologie. Infatti doveva essere utilizzata per un periodo transitorio, fino al 15 ottobre».
In questo modo la Asl avrebbe potuto completare i lavori di ammodernamento, già programmati prima del sisma ed avviati approfittando della temporanea assenza degli ospiti.

SLITTANO I LAVORI, DISAGI PER ANZIANI E LAVORATORI

Il 15 ottobre – termine previsto per i lavori - è arrivato accompagnato dalla prima neve e dalle prime gelate che non agevolano certo la percorribilità dei 60 km di strada che collegano i due centri montani, ma niente è cambiato per il momento.
E c'è la preoccupazione dei dipendenti, che hanno la sensazione che i lavori di ristrutturazione abbiano subìto un rallentamento brusco e immotivato.
Per questo la Fp Cgil auspica che un immediato intervento del Commissario Silveri «possa fugare ogni incertezza riguardo ad una rapida riapertura della Rsa di Montereale in modo da poter fornire un'adeguata assistenza ai pazienti ed evitare ulteriori disagi agli operatori».
Ferdinando Lattanzi, della Funzione pubblica Cgil, spiega ancora meglio: «Già i lavoratori della Rsa guadagnano quattro soldi, con i contratti che hanno, poi costringerli alle spese di spostamento per andare a lavorare a Rocca di Mezzo è immorale».
Come noto, infatti, sono le cooperative sociali ad assistere questi anziani che sembrano oggi essere ostaggio di una burocrazia lenta e farraginosa e molto miope sul versante della spesa, visto che sembra disinteressata ai risparmi. Buona parte di questi anziani, infatti, è ancora sistemata presso imprenditori privati e certamente la Clinica Ini di Canistro (autorizzata) e la dipendenza Villa Alba (che è un albergo e che non è autorizzato) non assistono questi anziani gratis.
«I lavori di ammodernamento - e non quelli per il terremoto che a Montereale non ha fatto danni alla Rsa - dovevano terminare prima ad agosto, poi ad ottobre – continua Lattanzi – ma non sono ancora finiti. Abbiamo chiesto un incontro al commissario Silveri, stiamo aspettando».

LA ASL DELL'AQUILA AVEVA CONTESTATO IL SOGGIORNO DEGLI ANZIANI IN ALBERGO

Ma ogni giorno che passa sono soldi in più per la Asl, altro che risparmi.
Il fatto è singolare perché a metà luglio, dopo la visita e la denuncia dei Nas sull'irregolarità del trasferimento degli anziani in albergo, proprio il direttore amministrativo della Asl dell'Aquila Sabrina Di Pietro definiva «piena violazione» degli accordi con l'Ini il trasferimento a Villa Alba.
Tant'è vero che la Asl inviava subito alcune ambulanze per il trasferimento di quei malati a Rocca di Mezzo, ricevendo però «un secco diniego al rilascio da parte della struttura richiesta».
Di qui una diffida per il rilascio «immediato» dei pazienti che però è restata lettera morta.
Dunque la Asl dell'Aquila si è attivata, quella di Avezzano non si sa. Nella Repubblica di Canistro forse contano altri poteri?
E 24 anziani sono ancora in albergo.
Qualcuno ha promesso che il soggiorno così lungo sarà comunque a carico della Asl? Il presidente Chiodi, interpellato sull'argomento, ha chiarito che saranno pagati solo i soggiorni in regola.
Un bel grattacapo per il nuovo commissario regionale che ora si trova a gestire i problemi riuniti delle due Asl pre-esistenti, con un occhio al risparmio. I dipendenti protestano, i Nas denunciano, la Asl diffida: la Regione....pagherà?
Chi ha interesse che la Rsa di Montereale non riapra?

Sebastiano Calella 17/10/2009 9.37