Venturoni:«L’ospedale di Ortona sarà riconvertito e non chiuderà. Ma non ora»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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ORTONA. Non ci sarà una chiusura dell’ospedale di Ortona ma un «rimodellamento». Cambierà qualcosa anche se non subito ma le esigenze espresse dalla Regione sono queste. Alle proteste agitate da Ortona ha risposto oggi l’assessore Venturoni. CISL: «PROFONDA DELUSIONE»
«Credo che questa forma di protesta sia una manifestazione politica e strumentale, e non fondata su obiettivi principi tecnico-sanitari», ha detto Lanfranco Venturoni, ai reclami degli ortonesi contro una ipotetica chiusura del presidio ospedaliero.
«Intanto - chiarisce - non si parla di chiusura - e al momento non ci sono le condizioni per modificare alcunchè. L'ospedale di Ortona subirà un rimodellamento, ma sulla base di un progetto di riorganizzazione sanitaria , di cui evidentemente non si vogliono comprendere le ragioni».
Una manifestazione è stata organizzata per sabato prossimo davanti al presidio contro i provvedimenti della Regione.
Questa mattina tuttavia l'Assessore ha più volte ribadito «l'infondatezza della protesta», soffermandosi sulla spiegazione delle motivazioni che giustificano il Progetto riorganizzativo della rete ospedaliera abruzzese.
«Attualmente vengono chiamati ed utilizzati - spiega l'Assessore - come ospedali (cioè strutture di ricovero per malati acuti) anche quelle strutture che ospedali non sono, perchè, ad esempio, sarebbero destinate al ricovero di malati cronici. Questo utilizzo improprio, non solo non è economico, ma riduce il livello di efficienza del servizio offerto agli utenti, anche perchè la cura delle patologie cambia nel tempo. Solo un esempio, per far comprendere meglio il concetto: anni fa occorreva il ricovero di una settimana per l'intervento di cataratta, oggi non è neanche più praticato in day ospital ma in ambulatorio».
«Per questo ragione - ribadisce Venturoni - stiamo lavorando ad un'opera di riconversione, localizzando le patologie acute negli ospedali, e "delocalizzando" le patologie croniche in strutture distrettuali ad hoc. Solo in questo modo si utilizzerà ciascuna struttura in base alla propria specificità, e si distribuiranno appropriatamente i ricoverati».
Tornando al caso Ortona, dunque, «è vero che trattasi di un ospedale per acuti a rischio - riprende - ma non ora, perchè l'ospedale di Lanciano non è in grado di assorbire alcun reparto. Quando si creeranno le giuste condizioni si vedrà, in base alle specifiche esigenze, come riconvertire la struttura ortonese. Credo che alla città di Ortona, e al Sindaco - ha concluso l'Assessore - non competa occuparsi di quali reparti debbano o no restare attivi, ma piuttosto che il proprio ospedale o distretto funzioni a perfezione».
E' solo una delle tante situazioni che la Regione di centrodestra dovrà affrontare nelle prossime settimane poiché per ogni ospedale che dovrà essere chiuso o ridimensionato stanno sorgendo comitati e forze che vi si oppongono a livello locale.
La coperta, come si dice, è troppo corta ed i piedi di qualcuno dovranno rimanere scoperti.
A chi toccherà?
13/10/2009 15.16

CISL: «PROFONDA DELUSIONE»

«Esprimiamo profonda delusione e rammarico per le dichiarazioni dell' assessore Venturoni», commenta la Cisl medici di Ortona.
«Dobbiamo infatti rilevare che vengono usati gli stessi arroganti e stizziti argomenti cari a chi l'ha preceduto.
Ortona ha pieno titolo per essere nella lista dei così detti grandi ospedali, non avendo nulla in meno di Giulianova o Sulmona.
Pensare che possiamo continuare a lavorare in attesa dei comodi altrui è semplicemete ridicolo.
Infine non comprendiamo la presenza degli esponenti del comune di Ortona alla conferenza stampa, forse non si sono accorti di quello che Venturoni diceva».
14/10/2009 8.44