Professore universitario dell’Aquila aggredito a Roma perché gay

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Domenica pomeriggio a Roma una ennesima aggressione ad una coppia omosessuale da parte di sei ragazzi sugli scooter. Poco prima delle 14 in via del Collegio Romani, vicino a pizza Venezia.



I due vengono circondati e fanno il saluto fascista: «Camerata, camerata, camerata». I due non ricambiano il gesto: uno viene colpito col casco alla testa e con una ginocchiata ai genitali.
Vittime dell'aggressione Massimo Fusillo, 49 anni, presidente dell'associazione di orientamento gay «Leather Club Roma» e docente dell'Università dell'Aquila, e il suo compagno Francesco, di 25.
«Eravamo appena usciti da Palazzo Venezia – ha racconta Fusillo alla stampa, decidendo così di denunciare pubblicamente quanto accaduto - dopo aver visitato la mostra l'intenzione era quella di andare a pranzare in un ristorante al Pantheon. Ci siamo incamminati lungo via del Corso e abbiamo deciso di tagliare per una delle stradine laterali, via del Collegio Romano quando siamo stati avvicinati da 6 ragazzi in motorino: erano giovanissimi, forse dai 16 ai 18 anni, i cosiddetti bravi ragazzi. Forse - riflette Fusillo - hanno visto il nostro modo di vestire come un affronto o forse hanno solo capito che siamo una coppia gay, anche se in quel momento non ci stavamo scambiando effusioni. Ci hanno avvicinato, erano alle nostre spalle, ci hanno fatto il saluto romano ma noi non abbiamo risposto, poi hanno gridato "camerati, camerati, camerati". Io ho cominciato a correre verso via del Corso pensando che il mio compagno mi venisse dietro. Ed invece è rimasto indietro. Il tempo di accorgermene e lo avevano già aggredito».
«Erano fascisti, mi hanno preso di mira perché non sono come loro, perché sono gay - si sfoga Francesco - È assurdo che a Roma si debba temere per come si è vestiti o per il proprio orientamento sessuale».
Oggi anche l' Unione degli Universitari dell'Aquila e la comunità gltbq della Facoltà di Lettere e Filosofia esprimono solidarietà per l'inqualificabile episodio accaduto al professor Fusillo ed al suo compagno Francesco.
«Ciò che rende ancora più grave l'episodio», scrivono gli studenti, «è che si è verificato all'indomani della manifestazione "Uguali Manifestazione Lgtbq" promossa dall'Arcigay nazionale e sottoscritta dalle varie associazioni connesse con lo scopo di condannare i numerosi atti di violenza omofoba verificatisi in Italia ed in particolare nella Capitale. Nonostante il successo e la forte partecipazione al corteo di sabato, continuano a registrarsi simili episodi deplorevoli nell'indifferenza generale; infatti, pur avendo subito l'aggressione in pieno giorno, in uno dei luoghi più affollati, la coppia è stata soccorsa solo da due turisti toscani».
L'Unione degli Universitari esprime «totale condanna e sdegno nei confronti di simili azioni profondamente omofobe, razziste, intolleranti di perversa violenza gratuita. Ribadiamo la nostra sentita e solidale vicinanza a Francesco e al Prof Massimo Fusillo. Ci uniamo alla speranza che quanto è successo a loro e a tante altre coppie gay non si verifichi più, che quanti si macchiano di tali barbare aggressioni vengano adeguatamente puniti dalla legge e che si esca dal clima di generale indifferenza ed incomprensione che purtroppo attualmente si riscontra nel nostro Paese».

13/10/2009 9.50