Nel carcere di Teramo sventati due suicidi. Lanciano in agitazione

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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TERAMO. Venerdì scorso ottobre, grazie alla prontezza e professionalità di due agenti di Polizia penitenziaria si è evitata l’ennesima tragedia all’interno della casa circondariale di Teramo.

I due agenti, in settori diversi, nel primo pomeriggio hanno sventato il tentativo di suicidio di due detenuti italiani che stavano tentando di impiccarsi.
Il sindacato Sappe esprime compiacimento per la professionalità dimostrata nell'occasione dai due agenti ma ritiene che sia giunta l'ora «di accorgersi della struttura teramana e di assumere i provvedimenti più opportuni con grande senso di responsabilità».
«Non è possibile», denuncia il segretario Giuseppe Pallini, «gestire 400 detenuti di cui oltre cento sottoposti alla misura precauzionale a grande rischio di autolesionismo e suicidio con un organico di personale previsto a suo tempo per il controllo di 200 detenuti. Oggi la popolazione è raddoppiata e a ciò si deve aggiungere che a Teramo il Provveditorato Regionale invia tutti i detenuti, che altre direzioni del distretto non riescono a gestire, con gravi problemi psicologici».
Per Pallini non serve a niente «nascondersi dietro un dito»: «le difficoltà di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria, la loro stessa incolumità personale, sono una vera e propria emergenza e per tanto è auspicabile che questo tema sia posto tra le priorità di intervento del Provveditore Regionale dell'amministrazione penitenziaria Abruzzo e Molise Salvatore Acerra».
Già nei giorni scorsi gli agenti avevano proclamato uno sciopero per denunciare le condizioni di lavoro non più sopportabili.

13/10/2009 9.17

ANCHE A LANCIANO STATO DI AGITAZIONE

LANCIANO. Permane lo stato di agitazione degli agenti di polizia penitenziaria in servizio al carcere di Lanciano, che da oggi hanno iniziato ad oltranza lo sciopero dei pasti alla mensa di servizio.
Al centro della protesta - sostenuta dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cnpp, Osapp e Sappe - la carenza di personale che si registra all'interno della casa circondariale frentana, dove sono in servizio 135 agenti per 315 detenuti.
Lo scorso 28 settembre il personale dell'istituto di pena aveva già chiesto l'intervento di Salvatore Acerra, provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, per risolvere la situazione, ma ad oggi non e' giunta alcuna risposta.
I sindacati tornano a ribadire l'invito ad Acerra a visitare il carcere frentano «affinchè - scrivono - tocchi con mano i disagi con cui siamo costretti a convivere ogni giorno».
«Non abbiamo chiesto miracoli», hanno detto ancora, «pretendiamo però il rispetto che e' dovuto ai lavoratori di tutte le categorie ed a maggior ragione ai servitori dello Stato».

13/10/2009 16.30