Strutture psichiatriche chiuse. Villa Pini affida la sua difesa a You Tube

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Strutture psichiatriche chiuse. Villa Pini affida la sua difesa a You Tube
CHIETI. Il Gruppo Villa Pini si affida a You Tube per difendersi. Se il sindaco Francesco Ricci nei giorni scorsi ha firmato una ordinanza sindacale di chiusura delle strutture residenziali psico riabilitative di proprietà della famiglia Angelini, oggi la replica arriva sul sito più famoso al mondo di condivisione di filmati.



Il provvedimento di fine settembre ha riguardato le strutture site in via Picena (ex Paolucci), quella di via dei Frentani (area Villa Pini) e quella denominata ex Cantatore ed è arrivato dopo le ispezioni della commissione sanità del Senato, capeggiata dal senatore Ignazio Marino.
Proprio la commissione aveva riscontrato una serie di anomalie e di carenze igienico sanitarie che avevano fatto poi scattare i controlli dei Nas e l'ordinanza di chiusura.
«Psichiatria a Chieti, giudicate voi», recita una scritta bianca su fondo nero a inizio filmato dalla durata complessiva di 15 minuti.
«Le strutture di riabilitazione sono state definite lager, sono state definite carcere, si dice che uno sguardo vale più di mille parole giudicate voi».
Parte così il filmato che mostra parte delle Villette: si vedono stanze nuove, attività ricreative per i pazienti.
L', si spiega nel filmato, si trovavano i pazienti più gravi. «Quando la commissione ha effettuato la prima ispezione», si spiega, «non ha segnalato a nessun organo di stampa di aver ritrovato tre villette già ristrutturate né ha inserito queste informazioni nel proprio dossier».
Si dice anche che gli ambienti sono «continuamente in ristrutturazione» perché «i pazienti sporcano e lesionano molto spesso gli spazi comuni»

Parla anche Maurizio Centofanti, psichiatra e responsabile della struttura.
«Sono responsabile dal 1997», spiega. «Qui ci sono i pazienti più gravi, aggressivi, che richiedono notevole impegno». Con la chiusura dei manicomi sono stati trasferiti qui.
«Molti risultati sono stati raggiunti», assicura Centofanti, «anche per i pazienti con aggressività spiccata ci sono stati miglioramenti, c'è stata una risocializzazione limitata ma che possiamo definire un grande risultato».
Si passa poi alla ex Paolucci e prende la parola il geriatra Luigi D'Alonzo: «sono orgoglioso di combattere in prima linea le patologia ignote ai più, quelle che hanno una potenza devastante. Quella che è stata definita prigione», spiega D'Alonzo, «eroga servizi che per anni sono diventati fondamentali per i nostri pazienti che senza di noi non hanno speranze».

Interviene anche Marina Merciario, insegnante d'arte che si occupa dei laboratori di lavoro a maglia, sartoria, ceramica, decorazione.
«Tutti gli ospiti le prime volte scelgono a cosa dedicarsi», spiega l'insegnante, «e vengono inseriti nei vari settori. Con il messaggio artistico capiscono se stessi, questo è un ambiente sano, ridiamo, scherziamo e produciamo».
Si passa poi alla struttura ex Cantatore definita dall'ordinanza come «non autorizzata»
«Il 6 aprile», spiega una voce fuori campo, «la struttura è stata aperta per ospitare 16 paziente vittime del terremoto. Asl, prefetto e dipertimento salute e igiene mentale sono state informata e ci hanno chiesto più tempo per risolvere il problema. Il sindaco Ricci ha giudicato questa attività di soccorso “non autorizzata” e ci ha imposto di non fare riabilitazione psichiatrica per 5 anni”»
«Il sindaco Ricci», chiude il filmato, «ha dichiarato che era un atto dovuto. Dovuto a chi?»

13/10/2009 8.39