Foresta Borneo, Cetemps L’Aquila partecipa allo studio

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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L'AQUILA. Viene pubblicato in questi giorni un articolo sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America sui risultati di una campagna di misure nella foresta del Borneo.
Lo studio è capitanato dal professor Hewitt dell'Università di Lancaster (Inghilterra).
Il Cetemps dell'Università dell'Aquila ha partecipato a questo lavoro di ricerca con un team di ricercatori (Piero Di Carlo, Cesare Dari-Salisburgo, Franco Giammaria ed Eleonora Aruffo) che ha effettuato misure di ossidi di azoto, con uno strumento interamente sviluppato nella nostra Università.
Dalle osservazioni della composizione chimica dell'atmosfera nella foresta e in un'area adiacente, in cui la foresta è stata sostituita con piantagioni di palme da olio, si è evidenziato come queste ultime emettono più composti volatili organici della vegetazione della foresta, in misura superiore a quattro. Poiché i composti volatili organici sono tra i precursori dell'ozono, in presenza di ossidi di azoto, queste osservazioni evidenziano come le palme da olio possono influenzare pesantemente la qualità dell'aria, se non si attuano politiche di controllo dei livelli di ossidi di azoto, perché l'ozono è il principale inquinante della bassa atmosfera.
Oltre al Borneo, in molte aree del pianeta c'è la tendenza a sostituire le foreste con piantagioni di palme da olio, perché questo tipo di olio, oltre ad essere utilizzato come biocarburante, è presente in moltissimi prodotti alimentari e cosmetici.
Questi risultati hanno un risvolto anche per noi; anche in Italia, infatti, moltissimi prodotti utilizzano olio da palma, poiché il suo costo è molto inferiore a quello di altri oli vegetali, come ad esempio quello di oliva.

10/10/2009 9.59