Falso Made in Italy: Sequestro nel centro di Lanciano di abiti contraffatti

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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LANCIANO. Stavolta la Guardia di Finanza di Lanciano ha fatto Bingo: 76 capi di abbigliamento sequestrati non ai soliti vù cumprà, ma in un negozio al centro di Lanciano. * GDF, UNA PESCARESE ALL'ACCADEMIA DEGLI ALLIEVI UFFICIALI.

Il motivo è il solito: merce spacciata per “made in Italy” ed invece prodotta in Cina. Naturalmente per il proprietario del negozio è scattata la denuncia a piede libero per la «vendita di prodotti industriali con segni mendaci» (art. 517 Codice penale) e per quella parte del Codice del consumo che disciplina la sicurezza e la qualità dei prodotti.
In pratica questo Codice cerca di tutelare il consumatore, visto che in questo caso i tessuti potrebbero essere stati trattati con sostanze dannose.
E' uno dei primi risultati della intensificata azione di controllo del territorio da parte della Fiamme gialle voluta dal nuovo comandante della Tenenza di Lanciano. Secondo quanto si è appreso, i finanzieri avevano avuto sentore della vendita di capi di abbigliamento in un negozio centrale della città ad un prezzo decisamente inferiore al tono medio della piazza lancianese, già nota in passato per l'eleganza delle sue boutiques e per i prezzi non certo modesti.
Dopo i primi sospetti, sono partite le verifiche che peraltro erano già previste a largo raggio per i problemi della contraffazione.
La novità, come detto, è che i vestiti questa volta non si vendevano in spiaggia, ma nel centro storico in un negozio giovane.
Di qui il sequestro e la denuncia, all'attenzione del sostituto procuratore dott.ssa Vecchi, e quindi tutta una serie di altre attività – coordinate dal tenente Marta Compagnone – per ricercare ed eventualmente sequestrare altri capi in altri negozi dello stesso titolare.
Sarà ora il pm a stabilire se, ad esempio, il titolare del negozio era consapevole di vendere merce contraffatta e se le targhette “made in Italy” sono state cucite in Italia o direttamente in Cina. Insomma l'impulso dato dal Comando provinciale di Chieti delle Fiamme gialle per il controllo dell'immissione sul mercato nazionale di prodotti contraffatti e/o pericolosi, sta dando i suoi frutti.
Un allarme che è però anche un segno dei tempi.

10/10/2009 9.12
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GDF, UNA PESCARESE ALL'ACCADEMIA DEGLI ALLIEVI UFFICIALI.

BERGAMO. A conclusione del concorso pubblico per esami, per l'ammissione di 50 allievi ufficiali del ruolo normale, ha inizio il primo anno del 109° corso per allievi ufficiali presso l'accademia della Guardia di Finanza di Bergamo.
Tra i giovanissimi cadetti delle Fiamme Gialle che hanno varcato i cancelli del reparto d'istruzione c'è anche una ragazza pescarese di 19 anni, Lucia Iafolla che ha superato tutte le prove selettive presso il centro di reclutamento del corpo di Roma.
Con emozione ma determinazione l'aspirante allieva ha ricevuto il saluto del comandante provinciale della Guardia di Finanza di Pescara che le ha fatto gli auguri per questa nuova avventura.
L'accademia delle Fiamme Gialle di Bergamo dal 1984 e' la culla delle tradizioni del corpo e della formazione di tutti gli ufficiali della Guardia di Finanza, corpo di polizia economico finanziaria ad ordinamento militare che fa risalire le proprie origini al 1774.
Si tinge di rosa quindi la compagine di Pescara che, peraltro, proprio in questi giorni ha visto varcare il cancello della caserma Angelini il primo maresciallo donna in servizio al comando provinciale: il maresciallo Giulia Piccininni.

10/10/2009 9.10