Di Giuseppantonio scova e taglia gli sprechi: «risparmiati 200 mila euro»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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Di Giuseppantonio scova e taglia gli sprechi: «risparmiati 200 mila euro»
CHIETI. E’ lunga la lista fornita dalla Provincia sugli sprechi che andavano avanti da anni. Di Giuseppantonio: «controlleremo ogni minima spesa».
Linee Isdn non disattivate al passaggio all'Adsl, numeri telefonici non disdettati, spese improprie delle scuole, canoni per le forniture spropositati e mai controllati: è lungo l'elenco dei piccoli e grandi sprechi che stanno emergendo dalla verifica a tappeto ordinata dal presidente, Enrico Di Giuseppantonio, che ha già permesso alla Provincia il risparmio di circa 200 mila euro.
Il primo controllo ha riguardato tutte le linee telefoniche dell'ente: dopo il caso delle sette utenze della Biblioteca Provinciale mai disattivate, per un costo totale di 18 mila euro, è saltato fuori il caso di trenta sedi, tra uffici e istituti scolastici che, pur essendo passati all'Adsl non hanno disdettato la linea Isdn, continuando a pagare per un servizio non più usufruito; in totale questa distrazione costava alle casse della Provincia circa 29 mila euro all'anno.
Sono state scovate, sempre secondo quanto viene riferito dalla Provincia, anche altre otto linee telefoniche e fax non più in uso ma non disdettate per una spesa di 8.500 euro annui.
Senza contare i costi delle telefonate diversi da quelle del contratto sottoscritto dall'amministrazione provinciale con la società telefonica, le cui clausole sono legate alla convenzione nazionale con la Consip, l'ente nazionale che fissa tutti i costi dei servizi per le amministrazioni pubbliche.
Uno spreco di risorse pubbliche per la telefonia è stato scovato anche nella sede provinciale di Lanciano, dove tre anni fa è stato realizzato un collegamento punto/punto tra l'Ufficio Macchine Agricole (UMA) e la Regione, costato 20 mila euro e con un canone mensile di 1.800 euro, che ha avuto grosse difficoltà di funzionamento, tanto da essere abbandonato sin dai primi tempi, ma senza chiedere la disdetta del contratto con la Telecom Italia.
Controlli successivi sono stati attivati sulle utenze di gas ed acqua: la prima situazione anomala si è registrata all'Itis di Lanciano che nel mese di febbraio 2009 ha ricevuto una bolletta del gas di 46 mila euro, già bloccata ed in fase di verifica; quanto all'acqua, sono state contestate tre bollette eccessive: 47 mila euro per l'istituto magistrale di Vasto, 40 mila per l'Itis di Vasto e 11 mila per l'istituto commerciale di San Salvo; la contestazione è stata immediata e la Sasi ha riconosciuto che c'era stato un errore nel conteggio e nella successiva fatturazione.
«Mi hanno spiegato – ha commentato il presidente Di Giuseppantonio – che in questi casi, fino a poco tempo fa, la Provincia avrebbe pagato tutto senza protestare, senza verificare, invece noi vogliamo controllare ogni spesa per darne una precisa motivazione. Sono troppe le sacche di sperpero nella pubblica amministrazione ed in particolare nella Provincia, che spesso vengono create proprio dall'incuria e dalla mancanza di rigore. Ci stiamo impegnando a rimuovere queste incrostazioni, che costano centinaia di migliaia di euro all'ente, non solo per il momento di difficoltà che viviamo in termini di bilancio, ma anche per rispetto alla cosa pubblica, nei confronti della quale gli amministratori, i dirigenti e gli impiegati devono avere un atteggiamento di attenzione costante e vigilante».
Nuovi sprechi, ha annunciato Di Giuseppantonio, potrebbero saltare fuori quando si completerà la verifica delle bollette per la fornitura di energia elettrica, un universo più complesso, in quanto sono tanti e diversi i contratti in essere.
«Stiamo pensando alla costituzione di un ufficio che controlli tutte le utenze della Provincia», ha annunciato il presidente, «e che unifichi tutte le bollette che paghiamo, per un monitoraggio efficiente e costante delle spese».
09/10/2009 15.17