Banca Ifis, «il factoring va bene se tutela interessi meritevoli»

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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IL PARERE DELL’ESPERTO. FRANCAVILLA. La nuova inchiesta francavillese sulle operazioni del Comune stipulate attraverso la banca Ifis ha aperto una nuova ferita ed offerto un nuovo argomento di scontro politico.
Domenica alla Sirena il primo cittadino ha promesso di illustrare i risultati del monitoraggio e promette di far comprendere quanto accaduto, pur trattandosi di materia molto ostica e per addetti ai lavori.
Nel frattempo ci aiuta nella comprensione il dottor Raffaele Landolfo, del Ministero dell'Economia e Finanze- Ragioneria Generale dello Stato, dunque un esperto qualificato.
Intanto era possibile stipulare un contratto di factoring da parte del Comune?
«E' senza dubbio un argomento complesso e sulla questione si rinvia il lettore ad una attenta analisi della Deliberazione della Corte dei Conti-Sezione Regionale di Controllo della Lombardia nell'adunanza del 28 gennaio 2009», spiega Landolfo, francavillese e per questo attento al problema, «qui la Corte, dopo aver chiarito che la cessione del credito è un istituto di materia civilistica, disciplinato, in via generale, dall'art.1260 c.c., specifica che tale disciplina-dettata dagli artt. 1260-1267- attiene a) alla cedibilità/incedibilità dei crediti; b) all'efficacia della cessione rispetto al debitore ceduto e ai terzi; c) alle garanzie dovute dal cedente nei confronti del cessionario».
Sempre la Corte specifica che nell'ambito dell'Ordinamento privatistico esistono alcune discipline speciali come quelle, ad esempio, riguardanti la cessione dei crediti d'impresa (legge 21 febbraio 1991,n.52),la cartolarizzazione (legge 30 aprile 1999,n.130), il factoring (come forma atipica di cessione del credito).
Tutto ciò avviene nell'ordinamento privato.
Ma in quello pubblico? Cioè si può parlare di una perfetta equiparazione tra il privato che stipula questi contratti e l'ente pubblico?
«In primo luogo non esiste un'apposita disciplina unitaria della cessione del credito, essendo lo stesso mutuato dall'ambito civilistico», spiega Landolfo, «la Corte, nella deliberazione in parola, risponde alla domanda in questi termini ”…in virtù della riconosciuta capacità di diritto privato della pubblica amministrazione (art. 1,comma 1bis,della legge 7 agosto 1990,n.241 ) il perseguimento dell'interesse pubblico può essere attuato mediante l'utilizzo di strumenti privatistici”. Di conseguenza si ritiene che il Comune di Francavilla al mare poteva ricorrere allo strumento del factoring soltanto se si era in presenza di una situazione “diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l'Ordinamento giuridico”. Il che si dedurrebbe dalle motivazioni contenute ed esplicitate nell'atto di Giunta Comunale che fanno riferimento ad una situazione di criticità momentanea, afferente la liquidità di cassa del Comune. L'analisi che va effettivamente condotta su tale deliberazione- a prescindere dalle sterili ed inutili polemiche che stanno caratterizzando quotidianamente la vita di uno splendido paese che amo sopra ogni cosa e che mi ha visto crescere», aggiunge Landolfo, «è quella di analizzare: 1- la sussistenza effettiva di un deficit di cassa tale da giustificare l'operazione finanziaria in parola; 2-l'interesse pubblico che si intendeva perseguire con l'operazione di factoring; 3-il soggetto legittimato a porre in essere detta delibera (giunta o consiglio); 4-la competente magistratura cui inoltrare eventuali esposti (magistratura Penale o contabile); 5- l'eventuale responsabilità del tesoriere su operazioni finanziarie che incidono sulla situazione di cassa dell'Ente locale; 6- l'analisi del c..d. conto giudiziale prodotto dallo stesso».
Insomma per il dipendente del Ministero dell'Economia sono molteplici gli aspetti da affrontare e chiarire sull'argomento per fare piena luce anche sulle eventuali responsabilità e sull aeffettiva opportunità di una tale scelta.
Altro e più complesso discorso si dovrebbe poi affrontare sulle modalità di rientro, alla luce del deficit strutturale del Comune di Francavilla al mare.
«Questa parte è meritevole di maggiori approfondimenti», conclude Landolfo, «in quanto sembrerebbe, allo stato, eccessivamente oneroso per l'Ente medesimo A queste domande-cui sarebbe facile dare una risposta da un punto di vista tecnico- i cittadini si attendono ora dal Consiglio Comunale di Francavilla al Mare, dalla sua Giunta nonché dai responsabili amministrativi (Direttore Generale e responsabile dirigente dell'Ufficio Finanziario), risposte chiare e limpide, a prescindere dalle denunce penali o contabili, che avranno sicuramente il loro corretto iter. In breve si ritiene che tutti debbano fare un “giro di boa” e iniziare a dare risposte serie e concrete che non sono più rinviabili».

09/10/2009 11.55