Zero donne in giunta, consiglieri scrivono al prefetto

Alessandro Biancardi

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Redazione PdN

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CANOSA SANNITA. Il Comune di Taranto ha fatto scuola: niente donne in giunta? Anche i consiglieri di Canosa Sannita denunciano «grave violazione della legge». IL SINDACO:«RISPETTATO LO STATUTO COMUNALE»

A fine settembre il Tar di Lecce ha accolto il ricorso presentato dal comitato Taranto Futura sul mancato rispetto delle 'quote rosa' all'interno della giunta provinciale di Taranto, in quota centrosinistra, composta da dieci assessori, tutti uomini.
Il Tribunale amministrativo pugliese ha così ordinato al presidente della Provincia di Taranto, Gianni Floridio, di «procedere alla modificazione della giunta in modo da assicurare la presenta di entrambi i sessi». Il tutto entro 30 giorni.
Il Tar ha accolto il ricorso sulla base dell'articolo 48 dello statuto provinciale che prevede che il presidente della provincia nomini i componenti della giunta, tra cui il vicepresidente, «secondo le modalità previste per legge e nel rispetto del principio delle pari opportunità, sì da assicurare la presenza di entrambi i sessi».
Oggi anche a Canosa Sannita i consiglieri del gruppo 'Per Canosa' si fanno sentire e hanno scritto al prefetto di Chieti, Vincenzo Greco, per segnalare che nella nuova formazione della Giunta Comunale «è stata commessa una grave violazione di Legge - scrivono - in ordine alla assoluta assenza di donne nell'Organo Esecutivo».
«La presenza dei due sessi nella Giunta comunale - scrivono i consiglieri - è assicurata dal Testo Unico degli enti locali che rinvia allo Statuto Comunale le modalita' di attuazione di tale norma di principio. Lo Statuto Comunale di Canosa Sannita recepisce agli articoli 6 e 24 Pari Opportunita' e promozione di ambedue i sessi in seno alla Giunta».
I consiglieri sottolineano che la violazione «è talmente evidente che anche il sindaco investito da noi durante lo svolgimento del Consiglio comunale del 24 settembre sul problema non ha avuto argomenti per difendere la propria scelta che vede esclusa la rappresentanza femminile dall'Esecutivo, umiliando di fatto le consigliere elette dal popolo».
I consiglieri si appellano così al prefetto «affinchè anche questa nostra Comunità si adegui alla Legge sulle Pari Opportunita' ormai operativa e di cui non si può non tenere conto».

08/10/2009 14.42

IL SINDACO:«RISPETTATO LO STATUTO COMUNALE»


Nessuna analogia con il «caso Taranto», nessuna «grave violazione della legge»: l'Amministrazione comunale di Canosa Sannita ha pienamente rispettato le leggi e lo Statuto per quanto riguarda le pari opportunità e la presenza di donne in Giunta.
«A dispetto di quanto afferma la minoranza, che tarocca le carte per tentare di sollevare un inutile polverone ed - essa sì - umilia il proprio ruolo strumentalizzando politicamente le donne», ha spiegato il sindaco Di Sario.
«La lista civica di maggioranza “Siamo Canosa” ha infatti candidato due donne (esattamente come la lista concorrente “Per Canosa”). Di queste, una è stata eletta consigliere, l'altra è stata nominata assessore dal sindaco, Lorenzo Di Sario. Per motivi personali, l'assessore si è dimessa e non vi è stata la disponibilità del consigliere comunale donna a ricoprire l'incarico in Giunta. Per questo è stato nominato assessore un uomo».
«La procedura seguita», ha aggiunto, «è pienamente aderente a quanto previsto dallo Statuto comunale, che disciplina le pari opportunità in Giunta all'articolo 24: «Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui il Vice Sindaco, promuovendo la presenza di ambo i sessi».
Si tratta di una norma «programmatica» e non «di risultato», come spiega la stessa ordinanza del Tar Puglia a proposito della Provincia di Taranto. Lo statuto dell'Ente pugliese prevede espressamente all'art. 48 che «il presidente della Provincia nomina i componenti della Giunta, tra cui un Vice Presidente, secondo le modalità previste per legge e nel rispetto del principio delle pari opportunità, ai sensi dell'art. 27 della legge n. 81 del 25.3.1993, sì da assicurare la presenza nella Giunta di entrambi i sessi».
Tale norma - spiega il Tar - «appare essere evidentemente caratterizzata dalla natura precettiva e non programmatica». La situazione è dunque esattamente opposta a quanto prevede lo Statuto del Comune di Canosa Sannita, che invita il sindaco a «promuovere» la presenza di ambo i sessi in Giunta - come è stato correttamente fatto -, non ad «assicurarla» se non vi sono le condizioni oggettive.
«Questo perché lo Statuto - scritto, tra l'altro, da precedenti amministrazioni», ha replicato il sindaco, «ha saggiamente tenuto conto della realtà di piccole comunità come quella di Canosa Sannita, nelle quali spesso è difficile trovare persone che abbiano tempo e disponibilità per impegnarsi nell'attività amministrativa, uomini o donne che siano. Ferma restando l'attenzione per il rispetto delle pari opportunità: il consigliere comunale donna, ad esempio, è stata scelta per rappresentare Canosa Sannita nel Consiglio dell'Unione dei Comuni della Marrucina; stiamo creando una commissione dedicata a istruzione e cultura nella quale è già stata decisa la presenza di componenti donne. Ciò a differenza della minoranza che tenta di sfruttare strumentalmente le donne solo per fare polemica politica, sperando di ottenere un quarto d'ora di attenzione mediatica scimmiottando il “caso Taranto”.
Noi le donne le rispettiamo sempre, dentro e fuori il Consiglio comunale e apprezziamo il lavoro e i sacrifici che fanno in famiglia, nel lavoro e nella vita. Saremo sempre pronti a dare loro incarichi prestigiosi compatibili con i loro impegni e disponibilità».

09/10/2009 14.40